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I nuovi titoli di viaggio: un vantaggio per i cittadini e per le aziende?

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Funiculì, funicolà

Con la delibera 611 del 19 ottobre di quest’anno la giunta regionale della Campania ha deciso, per le aziende rientranti nel sistema Unico Campania, di introdurre nuovi titoli di viaggio integrati per singola azienda a tariffa ridotta rispetto alla attuale tariffa integrata Unico Campania, mantenendo però invariate le caratteristiche dei titoli in termini di durata e di tipologia di spostamenti, sia per il biglietto orario, che per l’abbonamento mensile e per l’abbonamento annuale.

I livelli tariffari massimi dei nuovi titoli di viaggio integrati per singola azienda, dovranno prevedere una riduzione del 10% rispetto alle tariffe Unico Campania corrispondenti; saranno le aziende a scegliere la modalità di stampa e distribuzione dei nuovi biglietti tutto a decorrere dal 1° gennaio 2013. Questo non significherà abolire gli attuali titoli di viaggio ma consentirne l’emissione di nuovi. I viaggiatori che nei loro spostamenti prevedono di utilizzare un unico vettore potranno così acquistare un biglietto, o un abbonamento a un costo inferiore. Facciamo un esempio per capirci meglio. Chi deve ad esempio raggiungere il centro di Napoli partendo da Pozzuoli o da San Giorgio a Cremano attualmente acquista un biglietto che costa € 1.60, o un abbonamento mensile che ne costa € 48,00, chi invece parte da Fuorigrotta paga € 1.20 per un biglietto, o € 40.00 per un abbonamento. Se il viaggiatore sa che utilizzerà solo la ferrovia Cumana o la Circumvesuviana, potrà acquistare invece un biglietto a costo ridotto rispettivamente di € 1.44 e di € 1.08 o un abbonamento a € 43.20 o € 36.00. Ma l’operazione sulle tariffe quanti cittadini avvantaggerà e cosa significherà dal punto di vista economico per le aziende? Innanzitutto l’introduzione dei nuovi titoli di viaggio comporterà una diminuzione delle vendite di quelli attualmente in vigore. Insomma il consorzio avrà minori entrate. Le singole aziende invece aumenteranno le loro? Cerchiamo di comprendere come funziona attualmente il meccanismo. Al consorzio Unico Campania aderiscono 14 aziende. Il consorzio ha introitato nel 2011 dalla vendita dei titoli di viaggio, circa 146 milioni e 800 mila euro. Il consorzio riconosce ai rivenditori privati o alle aziende di trasporto che ne curano la vendita un agio che si aggira intorno al 5% del venduto. Gli introiti poi vengono distribuiti alle aziende del consorzio secondo percentuali che variano di anno in anno e che vanno da un minimo dello 0,204% alle aziende più piccole, ad un massimo del 20,924% alle più grandi come ANM o del 20,289% a Trenitalia. Alla Circumvesuviana viene riconosciuto il 15.114% alla Sepsa il 4.902%. Ma si badi bene, alle aziende non vengono distribuiti solo gli incassi ma addebitati anche i costi secondo le stesse percentuali. I costi nel 2011 sono stati valutati in circa 19 milioni e mezzo di euro. Proviamo allora a fare due conti di massima riferiti al 2011, così per farci una idea:

Azienda Introito Costo addebitato Introito netto
Trenitalia € 29.784.252 € 3.956.355 € 25.827.897
ANM € 33.652.432 € 4.470.180 € 29.182.252
Circumvesuviana € 22.187.352 € 2.947.230 € 19.240.122
Sepsa € 7.196.136 € 955.890 € 6.240.246

L’introito netto delle quattro aziende ammonta dunque a € 80.490.517,00.
Bene, ora occorrerebbe calcolare quanti viaggiatori ogni azienda ritiene di poter ritenere propri e a quanto ammonterebbe l’introito annuo relativo. Facciamo una ipotesi.
Le 14 aziende del consorzio ritengono di poter introitare direttamente in un anno 60 milioni di euro, questo comporterà una almeno pari diminuzione degli introiti per il consorzio. Per le aziende prese ad esempio ciò comporterà che singolarmente riceveranno dal consorzio un introito che potrà così distribuirsi:

Azienda Introito Costo addebitato Introito netto
Trenitalia € 17.610.852 € 3.956.355 € 13.654.497
ANM € 19.898.032 € 4.470.180 € 15.427.852
Circumvesuviana € 13.118.952 € 2.947.230 € 10.171.722
Sepsa € 4.254.936 € 955.890 € 3.299.046

Fatte le somme e ritenendo invariato il costo del Consorzio da ripartire per le aziende, l’introito netto delle singole aziende per i biglietti Consortili ammonterebbe a € 42.553.117,00 a questo andrà sommata la quota che ogni singola azienda ha valutato di introitare direttamente e che per le quattro aziende ipotizziamo essere di 38 milioni, sul totale di 60 ipotizzati dalle 14 aziende. In conclusione nelle quattro aziende prese ad esempio l’introito totale sarebbe di € 80.553.117, dunque l’operazione non comporterebbe nessuna maggiore entrata per le aziende ma un vantaggio sicuro per gli utenti. Questa è solo una ipotesi che potrebbe essere smentita dalla pratica. Le variabili sono numerose: le aziende che raggiungono direttamente i principali centri attrattori sarebbero avvantaggiate, quelle invece che svolgono un servizio integrativo e che per capirci adducono l’utenza verso linee di collegamento diretto sarebbero penalizzate, perché la vendita di un biglietto aziendale non sarebbe appetibile. Quanti poi sarebbero i cittadini che utilizzano un unico mezzo di trasporto? Sono stati fatti studi in tal senso? L’idea in se non è campata in aria, anzi sembra aprire ad una forma di concorrenza, ad un sommovimento che metterà alla prova il consorzio Unico e molte delle 14 aziende che ne fanno parte. Ma non bisogna nascondersi che la elasticità dell’offerta di trasporto resta bassa e dunque la possibilità delle aziende di praticare una differente politica tariffaria è molto ristretta. Inoltre il comparto sta vivendo una crisi strutturale, per questo ci domandiamo se è questo il momento più adatto per introdurre un simile cambiamento. Ci auguriamo che la regione abbia fatto bene i suoi calcoli ma siamo convinti che le nuove tariffe debbano avere un periodo di sperimentazione per misurarne l’economicità complessiva.