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Time Out. Cronache da un Congresso.

Scritto da Valerio Di Pietro Il . Inserito in A gamba tesa

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Finalmente volge al termine l’ultimo atto di un congresso, quello del Partito Democratico, durato circa 4 mesi e con i Congressi Regionali, il PD, ha probabilmente affrontato la fase più dura e concitata. Si perché sullo sfondo di questo appuntamento pesavano le dimissioni di Enrico Letta, avvenute in seguito alle decisioni emerse dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.


Proviamo ad andare con ordine;
Una delle ragioni del drammatico calo delle affluenze alle Primarie Regionali, al di là del fatto che sono state slegate da quelle Nazionali, è in parte dovuta allo scarso appeal che le candidature a Segretario hanno avuto verso gli elettori del PD e in parte della vicenda della caduta del Governo Letta. E’ vero che il governo Letta non aveva un grande gradimento ma è anche vero che contraddittoriamente nell’immaginario collettivo si stava affermando come una stabilizzazione politica che lasciava presagire anche una stabilizzazione economica del Paese. Invece Renzi ha ritenuto che non si potesse più attendere un’azione innovativa dal governo presieduta da Enrico Letta e ha deciso di cambiare passo e di dare vita ad un governo da lui diretto. Si può essere critici sulle modalità con cui si sia arrivati a questa conclusione. E tuttavia possiamo se non augurarci che il tentativo di Renzi vada a buon fine e che Renzi riesca a mettere su un governo che riesca a farci uscire dall’impasse di 20 anni di politica italiana e finalmente ci porti a fare le riforme che servono al Paese.
La mia opinione è che comunque Letta si stesse muovendo nella direzione giusta. Ma tant’è. Ora guardiamo al futuro. Restiamo fiduciosi e continuiamo a lavorare con ottimismo al futuro del nostro Paese che è comunque nelle mani di una guida dinamica e dalle idee chiare.
Purtroppo, mentre sul piano nazionale Renzi da una forte accelerata nel senso del cambiamento e dell’innovazione, il congresso regionale del PD in Campania rischia di rimanere fermo ad un rituale antico. Un congresso che di certo non ha brillato per la sua carica innovativa sia per le strutture organizzative sia per i contenuti politici e programmatici ( su questo già ci siamo espressi in passato:http://www.qdnapoli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=512%3Acongresso-regionale-pd-in-direzione-ostinatamente-uguale-a-prima&catid=22&Itemid=116). Non vorrei che il “renzismo” si fosse fermato al Garigliano. L’appeal di questa tornata è stata minima, con risultati più idonei ad una consultazione interna di un partito che non di una elezione primaria. E comunque, anche qui abbiamo una grande opportunità da cogliere. La neo eletta segretaria regionale campana Assunta Tartaglione, alla quale vanno i nostri migliori auguri, avrà il compito, tutt’altro che arduo, di fare di più e meglio del suo predecessore. Scherzo ovviamente! Ci aspettiamo da lei, col contributo di tutti noi, un grande passo in avanti. Il compito nostro è quello di mettere su linea e proposta politica. Dal corpo del partito si alza forte la necessità e la voce di chi vuole che in Consiglio Regionale venga portata avanti una opposizione seria e decisa contro un Governatore Campano in crescita di consenso nonostante la mortificazione di un territorio che ha la tassazione più elevata d’Italia, tagliato nei servizi essenziali di sanità e trasporti. Su questi temi occorre che il partito faccia capire come la giunta Caldoro sia fallimentare e ci liberi dalla possibilità nefasta che il centro destra possa continuare a vincere nella prossima tornata elettorale. Per far questo bisogna che il PD torni ad essere una credibile alternativa di governo, sia nella opposizione in consiglio regionale sia nella società campana, facendosi di nuovo apprezzare per proposte programmatiche e personale politico in grado di essere una nuova, vera e autorevole classe dirigente. Questione che abbiamo anche per la città di Napoli, dove con altrettanta urgenza il PD deve costruire in consiglio e nella città l’alternativa al sindaco De Magistris. #cambiareverso anche in Campania è il compito di tutti noi. Un compito non facile. Sperando di non esser costretti a prendere atto che non sta cambiando nulla e così avremo sprecato l’ennesima occasione.
Ma mi auguro con tutto il cuore di sbagliarmi. E tutti insieme ce la faremo.