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La partita per la nomina del Presidente dell'Autorità Portuale di Napoli

Il . Inserito in Succede a Napoli

Nuzzoloporto

Non capita spesso che una legge del nostro parlamento sia ritenuta quasi unanimemente una buona legge e la n. 84 del 1994 (Riordino della legislazione in materia portuale) che istitutiva le Autorità Portuali è uno dei pochi casi del genere. Ricordiamo che questa legge nacque per risollevare il sistema portuale italiano, incapace di competere con gli altri porti mediterranei e del Nord Europa e dunque destinato a un inevitabile declino.

Si era ben consapevoli dell’importanza di porti competitivi non solo per l’occupazione lavorativa, ma anche per gli effetti positivi sull’economia e sul turismo. Ad esempio, il porto di Napoli, con circa 5.000 occupati diretti e 25.000 stimati d’indotto, 650 milioni di euro di fatturato aggregato annuo e 150 milioni d’investimenti, è uno dei poli produttivi più importanti della Regione. E’ nodo principale del sistema logistico del Tirreno Centro-meridionale con gli interporti di Nola e Marcianise, alimenta non solo il sistema produttivo campano, ma anche quello pugliese e laziale e, con il terminale dei traghetti veloci è uno snodo tra l’Italia Centrale edil Sud Italia. Il terminale crocieristico, con oltre 1.300.000 passeggeri l’anno, è una fonte preziosa per il turismo della città e della Regione. A Napoli, come in altre situazioni (vedi Genova, Barcellona, Londra, Sydney) la riqualificazione delle aree portuali potrebbe essere una grande occasione di riqualificazione del centro cittadino e innesco di sviluppo economico e turistico.

L'Autorità Portuale, così come istituita dalla 84/1994 è un ente pubblico avente, tra gli scopi la gestione e l'organizzazione di beni e servizi nel rispettivo ambito portuale L'Autorità Portuale è dotata di autonomia amministrativa, nonché di autonomia di bilancio e finanziaria. A essa sono state attribuite numerose funzioni: Pianificazione dell'ambito portuale. Indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni e delle altre attività esercitate nei porti; Manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell'ambito portuale; Affidamento e controllo delle attività di fornitura di servizi di interesse generale, non strettamente connessi alle operazioni portuali; Amministrazione delle aree e dei beni del demanio marittimo compresi nell'ambito della circoscrizione territoriale.

Il Presidente dell’A.P. ha un ampio potere: presiede il comitato portuale, amministra le aree e i beni del demanio marittimo, propone in materia di delimitazione delle zone franche e promuove l'istituzione dell'associazione del lavoro portuale. Tali vaste funzioni sono ulteriormente ampliate dalla legge n. 30 de 1998, che ha riconosciuto al presidente ogni altra competenza che la legge di riforma non abbia attribuito agli altri organi dell'Autorità Portuale.

I legislatori erano ben consapevoli delle funzioni strategiche del porto nel territorio e del grande potere concesso al Presidente dell’Autorità Portuale, un’istituzione di ampia autonomia, quasi uno spazio extraterritoriale, con grande possibilità di gestione delle concessioni di attività di rilevante valore economico. Pertanto, sancivano al comma 1 dell’art. 8 della legge n. 84 del 1994, che: “Il presidente è nominato, previa intesa con la Regione interessata, con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, nell’ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale, designati rispettivamente dalla provincia, dai comuni e dalle camere di commercio". Forse questa indicazione scaturiva anche dalla consapevolezza dell’ingordigia di poltrone da parte dei colleghi politici.

Purtroppo, con la prepotenza che è una delle principali cause della disaffezione da parte dei cittadini verso la politica, spesso la nomina del presidente della A.P. è stata l’occasione per cercare di sistemare politici in cerca di occupazione, ignorando il possesso delle richieste competenze. Un esempio è la nomina a Presidente dell’ A.P. di Cagliari ,di un ex parlamentare ed ex consigliere provinciale,; il Consiglio di Stato con sentenza n.04768/2013 ha censurato le nomine illegittime a Presidente delle autorità portuali di funzionari sprovvisti di preventiva “massima e comprovata qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”.

Anche a Napoli la nomina in questione per alcuni è stata l’occasione per utilizzare una poltrona da assegnare per appartenenza, a prescindere dalle competenze e si è finiti nel conflitto tra partiti e correnti, in particolare del centrodestra. C’è stata così l’ indicazioni di nomi che non avevano le prescritte competenze, come riconosciuto dallo stesso Ministro dei Trasporti. E’ trascorso più di un anno invano, mentre la crisi economica strozza la Campania e la città di Napoli è allo stremo.

Ora con il cambio di Governo la partita si dovrebbe riaprire, anche se gli arbitri restano gli stessi, a cominciare dal Ministro dei Trasporti Lupi, e questo potrebbe significare un secondo tempo ancora con falli da espulsione, melina e inconcludenza. In ogni caso, per non perdere poi ulteriore tempo in conflitti giudiziari e partire con il piede giusto, sarebbe opportuno almeno che la terna indicata fosse composta di persone con le competenze richieste dalla legge.