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Decreto Svuota carceri 2014: quali le novità?

Scritto da Paola Maiurino Il . Inserito in Succede a Napoli

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Prima della fiducia, prima dell’ “Esci da questo blog”, prima anche di quel passaggio di campanella che sembrava quasi una minaccia di morte, nel pieno caos politico in cui amabilmente il nostro paese naviga da un anno e mezzo, entrava ufficialmente in vigore sabato scorso il decreto svuota carceri 2014.


Approvato in extremis dal Senato mercoledì 19 febbraio, questo provvedimento, arrivato dopo pressioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma soprattutto a seguito della sentenza europea che aveva bocciato il quadro detentivo nel nostro Paese, porta con sé una serie di novità che spaziano dall’ allungamento del tetto di pena cui assicurare l affidamento in prova ai servizi sociali all’ aumento dello sconto di condanna in caso di condizioni meritorie.
Inoltre, il decreto sancisce ufficialmente l’introduzione di una “figura” creata ad hoc, il c.d. “Garante dei detenuti”, istituito a tutela dei diritti umani nelle carceri e nei CIE, e che, con sede nel ministero della Giustizia, sarà composto da tre membri in carica per 5 anni prorogabili.
Introduzione questa già richiesta con forza negli ultimi anni da una serie di associazioni e comitati cittadini a dispetto di un ordinamento penale, quello italiano appunto, privo del reato di tortura: emblematico in tal senso la raccolta firme promossa la scorsa estate dall’associazione Antigone, e sostenuta anche dai Giovani Democratici di Napoli, che portò in piazza decine e decine di gazebo a favore di 3 proposte di legge di iniziativa popolare per la giustizia e il rispetto della Costituzione nelle carceri .
Per chi quei gazebo li ha vissuti è quasi impossibile non ricordare il sentimento di approvazione suscitato da una simile iniziativa nell’animo dei cittadini italiani, quasi come se potesse essere un provvedimento del genere l’unica soluzione al sovraffollamento delle carceri, e soprattutto, come se si avvertisse in maniera diffusa l’idea che molto spesso la pena detentiva sia un errore, anzi, ironicamente, quasi un’ingiustizia.
Vero è che nel corso di questi anni si sono succedute vicende giudiziarie che molto hanno influito in tal senso sul pensare comune, e che forse troppo spesso hanno spostato l’attenzione dalle vergognose condizioni in cui versano i nostri detenuti; ma mi chiedo, questi provvedimenti, che a conti fatti snelliscono i tempi di detenzione invece di migliorare le strutture in cui questi tempi vengono scontati, possono realmente ritenersi una soluzione e non più che altro una semplice pezza messa li a contenere una cascata?