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Città della Scienza: il nuovo inizio che non c'è

Scritto da Leonardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

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Disappunto, sconcerto, amarezza, rammarico. Difficile trovare le parole più adeguate per stigmatizzare con la giusta asprezza e incisività l’ultimo flop su Città della Scienza. Il mancato appuntamento con la stipula dell’accordo di programma per la ricostruzione del polo tecno-scientifico è l’ennesimo segnale di un evidente scollamento istituzionale, che desta profondo allarme nell’opinione pubblica.

Sotto i riflettori della stampa, e alla presenza di un ministro della Repubblica per la prima volta in visita nel Mezzogiorno, si è manifestata, con una pessima ricaduta sulla già compromessa immagine delle istituzioni locali, una divaricazione che va ben oltre la normale dialettica delle posizioni, circa il futuro di un pezzo di città noto in Europa e nel mondo e che, a parole, tutti dicono di voler ricostruire dopo l’incendio che ha raso al suolo le sue strutture. Un nuovo flop che si aggiunge, come pagina non edificante, alla vicenda della destinazione di Bagnoli e il suo rilancio come quartiere ex industriale che diviene modello di riconversione urbana.

Porre pregiudiziali al fine di subordinare l’accordo per la ricostruzione della Villette napoletana alla bonifica dell’ex Italsider da parte di De Magistris, si è rivelata un’opzione controproducente e ai limiti del masochismo. D’altro canto la tattica dell’attendismo esasperata fino alle estreme conseguenze da parte di Caldoro, non è stata da meno. Due approcci che sotto ogni aspetto sono degni di biasimo in egual misura, in quanto hanno prodotto un riprovevole corto circuito in un territorio già molto provato e che non merita certo tali fughe dalle responsabilità dei suoi amministratori.

Sindaco e presidente della Regione devono rendersi conto che è finito il tempo dei tatticismi, degli annunci sterili, dei rinvii all’infinito delle decisioni. La nuova figuraccia istituzionale si riverbera negativamente sull’immagine della classe dirigente meridionale. Facciano quindi seguire immediate scelte per la ricostruzione di Città della Scienza, per la rinascita di Bagnoli e lo sviluppo della città.