fbpx

Riccardo Barone intervista Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

gozi

Intervista a Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee, svolta a margine della presentazione del suo nuovo libro “Playlist Italia”.

 

• Come viene visto il sud Italia dall’Europa?
Il Mezzogiorno viene visto come una regione con un enorme potenziale, sia per la realtà storica che per la collocazione geografica, ma allo stesso tempo è un’area che non ha utilizzato fino in fondo le opportunità offerte dall’Unione Europea, basti ricordare che all’inizio dell’esperienza europea è stata l’unica area a cui sono stati destinati i fondi strutturali ma, a differenza di Stati come la Spagna, questi soldi non sono stati utilizzati al meglio.

• Perché in questi anni i fondi europei non sono stati utilizzati tutti?
La causa va cercata sia nelle inefficienze amministrative che nella volontà di non collegare i fondi nazionali a quelli europei, fissando degli obiettivi unici. Ora, però, è chiaro a tutti che abbiamo commesso un errore ed il Sottosegretario Delrio saprà proseguire l’esperienza dei ministri per la coesione territoriale, l’intenzione del nuovo Governo è non solo di quella di programmare al meglio i fondi 2014-2020 ma anche di recuperare e spendere i fondi del periodo 2007-2013. I nuovi fondi europei dovranno essere legati ai fondi nazionali ed un parte importante dei fondi, non spesi, servirà a finanziare la scuola e la formazione professionale.

• Su cosa verte la riforma del titolo V e perché l’attuale governo vuole avocare a se alcune competenze?
L’idea del nuovo Governo è quella di superare il sistema ideato con la riforma del 2001, in quanto sono aumentati i conflitti tra Stato e regioni ed è stata rallentata l’azione politica nazionale su alcuni temi importanti, come le politiche per il turismo e la gestione delle reti energetiche.

• Non crede che in questi mesi si sia parlato troppo del ruolo delle province e troppo poco di quello delle regioni?
L’obiettivo è quello di completare la riforma delle province anche se, per ora, abbiamo affrontato solo il livello politico e non quello delle funzioni amministrative delle province, per quanto riguarda le regioni, l’obiettivo è quello di restituire alle regioni il loro originario potere legislativo ed in quest’ottica anche il loro accorpamento può essere un tema di discussione.

• Perché è calata la fiducia nell’Unione europea? Cosa si può fare per invertire rotta?
La fiducia è calata perché l’Europa è stata vista come un’istituzione lontana dai cittadini e portatrice di politiche di austerità, per tornare a credere nel progetto europeo è necessario ricordarsi che l’Unione europea non è una questione data ma è ancora possibile costruire un’Europa diversa, a cominciare dalle prossime elezioni europee.