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Proviamoci ancora!

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

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Sono anni ormai che non riusciamo a dare una svolta al PD né in Campania né a Napoli.
Ed invece i nostri territori avrebbero bisogno, oggi più che mai, di un PD autorevole, nuovo, con volti affidabili e con idee coraggiosamente riformiste.

Purtroppo abbiamo sprecato anche gli ultimi sei mesi in dannosi e defaticanti giochi di posizionamento delle microstrutture di potere di cui si compone la galassia dei democratici. Due congressi, quello provinciale e quello regionale, che hanno perfino acuito, invece di avviarlo a soluzione, lo storico disagio dei cittadini campani di centro sinistra verso il nostro partito.
Non c’è una sola vera idea programmatica da cui ripartire per costruire una credibile alternativa a Caldoro in Regione e a De Magistris a Napoli. Un disastro. Per cui “mi meraviglio che qualcuno si meravigli” del fatto che nessun campano sia ministro o che abbia un ruolo veramente strategico nel governo del paese.
Anche se, a mio avviso, è bene che Renzi capisca il prima possibile che senza il mezzogiorno non c’è futuro per l’Italia e,soprattutto, non si vincono le elezioni.
Non mi piace proprio essere una “cassandra”, ma spero fortemente che i risultati negativi non si debbano già vedere alle prossime europee e comunali. Il mio è un urlo, spero di esagerare, ma preferisco sbagliare oggi, piuttosto che prendere atto della catastrofe domani. Oggi, perché con l’aiuto del centro del partito si possa subito correre a qualche riparo, dare una sterzata, fare qualcosa che dia il segno di una sopraggiunta consapevolezza, che non c’è più tempo da perdere. Direi una bugia se affermassi di essere fiducioso sull’esistenza delle condizioni per questo cambio di passo. Tutti sanno che Assunta Tartaglione è diventata segretario regionale sulla base di un accordo siglato al Centro direzionale dalla quasi totalità dei consiglieri regionali in carica. Cioè di coloro che incarnano l’attività politica come pratica quotidiana della ricerca del consenso elettorale personale. Per carità, nulla da obiettare. Ma il disegno politico non può essere assorbito e ridotto alla sola ricerca delle preferenze personali.
Susy Tartaglione ha la forza di essere e rappresentare un’altra cosa?

Sarei felice se potessi, in coscienza, rispondere di si. Spero di si. Mi auguro di si. Di fatto non siamo ancora riusciti neanche ad eleggere il Presidente dell’ Assemblea regionale.

Nei giorni scorsi c’è stato un importante comunicato di Marco Sarracino e di Gennardo Acampora, civatiani, col quale proponevano un metodo col per individuare presidente e vice presidente dell’Assemblea regionale. Essi dicevano: eleggiamo un presidente e un suo vice che possano rappresentare le due vere e uniche piattaforme culturali che vivono nel PD ,quella “liberal” e quella “social”. Se si facesse così sarebbe un gran bel segale politico. Io da liberal renziano, dico che sono del tutto d’accordo.
Ed esorto i miei amici della maggioranza a non far cadere la proposta nel vuoto ma di praticarla con coerenza e senza preoccuparsi del bilancino delle componenti. Finalmente non un generico, infruttuoso ed ipocrita appello all’unità bensì una posizione che esalta le differenze culturali e le fa diventare lievito di una dialettica culturale e programmatica a vantaggio dell’intero partito.
Forse da qui si può ripartire.
Proviamoci!