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Policlinici Universitari napoletani

Scritto da Salvatore Panico Il . Inserito in Succede a Napoli

Ripensare i due Policlinici Universitari napoletani è priorità ineludibile non solo di politica sanitaria regionale, ma anche di una progetto politico che abbia la visione di uno sviluppo economico e culturale, unico deterrente contro povertà ed ignoranza, i veri trascinatori della subcultura diffusa di illegalità, di mancanza di senso civico e di voglia di impegnarsi in attività produttive per sé e per la comunità.
In questo senso vale la pena considerare alcuni elementi essenziali. Le strutture assistenziali dei Policlinici vanno ripensate in chiave di modernizzazione del rapporto tra le varie tipologie di servizi, rendendo anche architettonicamente più integrabili le attività (minori ostacoli dovuti alle distanze e per i passaggi di informazione in modo da favorire l’organizzazione complessiva e limitare i disagi per gli utenti); e ancora, migliorando il rapporto con la filiera territoriale per rendere effettivo il ruolo di intervento di terzo livello assistenziale, e qualificando i servizi per i visitatori/parenti dei ricoverati.
La questione della co-esistenza dei due policlinici va ripensata seguendo una prospettiva di distribuzione territoriale in modo tale che le province a nord e ad est di Napoli vengano servite così come è auspicabile un ruolo più integrato nelle realtà territoriali del sud di Napoli da parte della nuova Facoltà di Medicina di Salerno insieme alla strutture ospedaliere. Insomma più attenzione alla distribuzione territoriale e meno concentrazioni di posti letto; anche il riposizionamento geografico delle strutture ospedaliere universitarie va ripensato in questa ottica, senza pregiudizi ma riferendosi solamente a sistemi progettuali integrati, che tengano insieme tutti gli aspetti di interesse dello sviluppo della nostra comunità.