fbpx

La crisi delle primarie di Napoli 2011. Come uscirne?

Scritto da Nicola Tremante Il . Inserito in A gamba tesa

pd prov

L'annullamento di autorità da parte del PD nazionale delle elezioni “Primarie” del gennaio 2011 per la scelta del candidato Sindaco di Napoli per la coalizione di centrosinistra (con il divieto per gli organi delle Primarie di proclamare i risultati sulla base del relativo regolamento) costituì – e continua a costituire - una “ferita grave” nei rapporti tra il PD e l'opinione pubblica, in particolare a Napoli.

 

Quella scelta improvvida della Segreteria nazionale PD del tempo ( che preferì - per un malinteso primato della politica - una apparente opportunità politica all'accertamento della verità) si rivelò presto un autogol insieme con il commissariamento del PD di Napoli, poi dichiarato illegittimo a termini dello stesso Statuto del PD da più pronunzie giudiziarie. Al di fuori del caso delle Primarie di Napoli del 2011, invero, non è dato conoscere nella pubblicistica (anche in Paesi in via di sviluppo) una elezione che non abbia dato i risultati finali !
Il PD pagò alle amministrative di Napoli della primavera 2011 un prezzo altissimo con una cocente sconfitta che lo relegò ad una rappresentanza consiliare marginale. Furono in quella occasione gli stessi elettori storici PD che, in una miscela esplosiva di avversione alla esperienza Bassolino-Iervolino (giudicata negativamente) e alla assurda scelta dell'annullamento delle Primarie, vollero dare una lezione al PD finendo con ingrossare e rendere possibile il successo di De Magistris (altrimenti relegato ad un piazzamento modesto o addirittura non candidato) .

Così per tre anni, nonostante la coraggiosa azione giudiziaria dell'avv. Francesco Lauro (responsabile di “Libertà e Giustizia” a Napoli) e le reiterate richieste formali da parte di chi scrive in assemblee di partito, il PD si è sempre opposto a completare il procedimento per proclamare i risultati e il vincitore delle Primarie di Napoli del gennaio 2011.

La grave ferita alla democrazia è rimasta sospesa nell'aria e percepita qui a Napoli come una sorta di “fantasma di Banquo” della tragedia “Macbeth”, che riappare periodicamente per minare la credibilità del PD. L'eco della tragedia scespiriana si è ripetuta di recente nei giorni scorsi, alla vigilia della pubblicazione delle liste PD per le Europee.

Roberto Saviano ha pubblicamente invitato il PD a scogliere il nodo: il PD non può far finta di niente e minimizzare ulteriormente. Il PD, dopo aver annullato le Primarie di Napoli del gennaio 2011 sostanzialmente per pretesi brogli che avrebbero favorito il candidato Cozzolino, non può – secondo Saviano - oggi candidare alle Europee 2014 lo stesso Cozzolino senza spiegazioni di sorta,
a meno che lo stesso non debba essere considerato una vittima alla quale occorre chiedere formali scuse per non averlo proclamato a suo tempo vincitore di quelle Primarie.

Al lucido incontestabile sillogismo di Saviano hanno tentato di replicare alcuni esponenti del PD locale, secondo cui quelle Primarie sono ormai dietro le spalle e che Cozzolino è una risorsa. Una sorta di “non risposta”.

Così il “fantasma di Banquo” continua ad aleggiare su Napoli e sul PD e non rende un buon servizio allo stesso Cozzolino. Si dirà che quella di Saviano è una concezione rigorosa della democrazia, troppo europea, non compatibile con la “complessità” napoletana. Ed invece le grandi comunità - se vogliono essere credibili - sono chiamate a riconoscere i loro errori e a “scoprire” la verità anche dopo un lungo lasso di tempo. E' quello che ha fatto la Chiesa cattolica con Galileo, con gli Ebrei, che è chiamata ancora a fare con Giordano Bruno.

A distanza di oltre tre anni dal 2011, dopo un mutamento sostanziale della “leadership” e della cultura politica del PD nazionale, è giunto il tempo di affrontare con civiltà la questione e chiudere finalmente una ferita storica per la democrazia a Napoli. Comprendo che le dure urgenze del presente potrebbero far ritenere non più attuale la questione. Eppure non è vietato sognare un PD a Napoli finalmente riconciliato con il rispetto delle regole (come avverrebbe in qualunque città mitteleuropea).

In questo sogno (sempre che gli atti e i documenti siano ancora disponibili) una prima soluzione potrebbe essere una iniziativa dell'attuale PD di Napoli volta a far rivivere gli organi di garanzia delle Primarie 2011 di Napoli e chiedere loro di completare il procedimento e proclamare i risultati e il vincitore, ora per allora.
Nello stesso sogno una seconda soluzione (empirica) potrebbe essere la promozione di un vero giudizio arbitrale promosso sempre dal PD di Napoli che veda due arbitri nominati rispettivamente dai due contendenti finali Andrea Cozzolino e Umberto Ranieri ed il terzo (con funzioni di Presidente del collegio arbitrale) nominato dal Segretario provinciale del PD di Napoli (o dalla coalizione di centrosinistra) ma che abbia in via previa il gradimento degli altri due arbitri.
Tutti gli arbitri dovrebbero avere riconosciuta competenza legale per essere (o essere stati) professori di diritto nelle Università, magistrati, avvocati con esperienza almeno ventennale.
Entrambe le soluzioni dovrebbero portare a completare il procedimento di quelle Primarie, proclamandone i risultati e il vincitore finale a termini di regolamento delle stesse Primarie e di diritto comune (per quanto non espressamente previsto nel regolamento).

Grazie ad una di queste soluzioni il PD di Napoli potrebbe riconciliarsi finalmente con l'opinione pubblica napoletana, riconoscendo l'errore commesso dal PD nazionale nell'aver annullato le Primarie di Napoli del gennaio 2011 e consentendo – sia pure a distanza di tempo – il completamento del procedimento di quelle Primarie con la proclamazione dei risultati e del vincitore finale.

Non sarebbe certo più possibile rimuovere ora il Sindaco De Magistris, ma sarebbe comunque chiaro - sia pure “a posteriori”- a quale “leader” sarebbe dovuta essere affidata in questi anni l'iniziativa e la proposta del PD a Napoli. Chissà che non sarebbe un utile contributo anche per le imminenti sfide che il PD ha davanti, a cominciare dalla costruzione della Città Metropolitana con la auspicabile elezione “diretta” del Sindaco Metropolitano.

Ovviamente, accanto alle suindicate misure specifiche, sarà opportuno che il PD nazionale - in attuazione della Costituzione - promuova il varo di una legislazione di sostegno a garanzia della democrazia interna dei Partiti e per la disciplina delle elezioni Primarie ( che ben potrebbero essere affidate alla organizzazione dei Comuni sui territori, nel segno di una opportunità “garantista” offerta dalle istituzioni che i singoli Partiti sarebbero liberi di volta in volta di utilizzare o meno).
Ma, nelle more della nuova legislazione nazionale sulle Primarie, sarebbe un atto di grande coraggio civile se il PD di Napoli – passando dal sogno alla realtà - assumesse una iniziativa concludente per rimuovere definitivamente il “fantasma di Banquo” dello sciagurato annullamento delle Primarie del gennaio 2011 dallo orizzonte della democrazia a Napoli. Così il PD anche a Napoli - riacquistata piena credibilità democratica - potrebbe più agevolmente riprendere il largo di un nuovo impegno per lo sviluppo delle nostre comunità.