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Prima il progetto, poi le alleanze. E ora vinciamo le elezioni

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in A gamba tesa

PDgente

Con l’Assemblea Provinciale PD di Napoli si è finalmente aperta (per la verità con troppo ritardo) una discussione più larga del partito in vista della scadenza elettorale del 25 maggio, dove voteremo per le elezioni europee e per il rinnovo di venti amministrazioni comunali.


Deve essere assolutamente chiaro che dobbiamo impegnare tutte le nostre forze per il pieno successo dei nostri candidati, e che quindi ora dobbiamo tutti mobilitarci con maggiore generosità.
Per questo ha fatto bene il Segretario Provinciale Venanzio Carpentieri a fare appello all’unità, perché la precondizione di un’iniziativa più efficace del partito è senz’altro rappresentata dal recupero di un’impostazione unitaria della campagna elettorale.
Qui c’è pertanto il punto politico: dobbiamo provare a dare ora maggiore evidenza al progetto riformatore, di chiaro cambiamento, che il PD di Napoli immagina per le nostre città e per l’area metropolitana. Magari riuscendo a legare il senso dell’iniziativa coraggiosa di Matteo Renzi di cambiare la cornice istituzionale del nostro Paese alla riforma della Città Metropolitana e all’idea suggestiva della Macroregione del Sud.
Ma per fare questo lavoro credo che ci voglia maggiore consapevolezza della posta in gioco (la scadenza del 1 gennaio 2015 dell’istituzione della città metropolitana), e quindi occorre costituire un coordinamento permanente del partito, guidato direttamente dal Segretario Carpentieri, dei circoli e degli eletti di Napoli, per dare avvio alla campagna del PD per l’elezione diretta del Sindaco della città metropolitana di Napoli.
Così come non è più rinviabile un appuntamento programmatico del Partito, che abbiamo saltato in continue competizioni interne nei mesi scorsi. Tanto più che il PD Napoli annuncia un confronto con il Sindaco De Magistris, noi, che ci siamo già pubblicamente dichiarati all’opposizione di questa Amministrazione, dobbiamo offrire le nostre proposte di governo alternative e misurare su queste l’iniziativa della Giunta. Altrimenti come si fa a tenere insieme l’opposizione politica e il confronto programmatico? Perché il rischio può essere, e va senza dubbio evitato, un consociativismo sul programma delle cose che si annunciano voler fare.
Una stessa riflessione problematica di carattere generale va fatta per i venti comuni al voto. Senza rincorrere più la casistica fatta di localismi e particolarismi.
Perché ci può essere e non fa scandalo l’eccezione, ma il tema è quale sia regola politica, o il collante progettuale, che tiene assieme i Democratici da Meta di Sorrento a Cimitile, da Casamicciola a Somma Vesuviana. Ad ora non si vede, perché temo che sia seguita un’impostazione che ha ridotto la capacità espansiva del PD, assecondando spesso le logiche e l’arbitrio dei gruppi dirigenti locali.
Prima viene il progetto, poi le alleanze. Il resto diventa politicismo. Altrimenti, attorno a quale idea riformatrice per le nostre comunità mobilitiamo i nostri elettori? E siamo sicuri di aver composto le nostre liste essendo realmente inclusivi verso professionisti giovani? Oppure abbiamo lasciato fuori da noi, magari nel civismo, tante forze sane di rinnovamento? E, in più, non rischiamo talvolta di subire l’assedio della vecchia politica nei nostri territori, abbandonando criteri di selezione sulla qualità delle classi dirigenti? E siamo certi di non essere apparsi più concentrati sulla sfida delle preferenze singole per le regionali del 2015, anziché su un lavoro puntuale che aprisse le migliori condizioni politiche locali per battere il centrodestra?
Un grande partito, come il PD deve aspirare ad essere a Napoli, non può limitarsi a un mero lavoro burocratico senza un progetto ambizioso di trasformazione radicale delle nostre comunità. Altrimenti l’obiettivo di darci un profilo innovatore renziano, qui, da noi, a Napoli, si allontanerebbe in modo irrecuperabile.
Ma ora, tutti, ma proprio tutti, pensiamo a vincere le sfide elettorali che si avvicinano.