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Talento Liquido

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Musica

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Lo scorso 9 maggio si è tenuto a Napoli, nella magnifica cornice del complesso monumentale di San Marcellino, il Digit Music forum 2014. L’evento, strappato a Milano, frutto della sinergia intellettuale di F.I.M.I.(Federazione Industria Musicale Italiana), del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, del Coinor e dell’Osservatorio Giovani, si è declinato intorno al rapporto tra musica ed Internet; nello specifico, con la presentazione del report annuale del FIMI, l’attenzione è stata rivolta alla trasformazione digitale dell’industria musicale ed ai ruoli distributivi e fruitivi dei social network.

I lavori, in assenza del Rettore della Federico II, professor Massimo Marrelli, sono stati introdotti dal dottor Luciano Mayol, direttore del Coinor, che si è occupato dell’organizzazione del convegno, ha ben evidenziato come il progresso abbia cambiato spazi e tempi della fruizione musicale, anche in relazione al costo.

L’Assessore comunale alle Politiche sociali, Alessandra Clemente, ha affermato l’importanza del forum in quanto Napoli, che per anni ha rivestito un ruolo cruciale e centrale nell’universo culturale-artistico mondiale, aveva l’opportunità di essere ombelico del mondo. In tale direzione, l’amministrazione comunale, spronata dalla ribalta sanremese di Rocco Hunt, si adopererà alla realizzazione di una sala d’incisione comunale, che verrà gestita dai giovani napoletani.

L’avvocato Ferdinando Tozzi, esperto del comitato consultivo permanente per il diritto d’autore, promotore dell’iniziativa, ha illustrato l’immaterialità dei prodotti fruibili sulle nuove tecnologie digitali, evidenziandone la dura sfida giuridica. Ha, inoltre, aggiunto quanto le nuove tecnologie rappresentino un’opportunità di sviluppo del territorio reale e quanto la pirateria vada combattuta con norme ad hoc che non ne intensifichino il suo proliferare.

Il vice-presidente della Regione Campania, il professor Guido Trombetti ha rimarcato l’eccezionalità dell’evento, spronando i sociologi ad indagare al meglio le trasformazioni sociali che sottendono da tale evento. Ha precisato, congedandosi, che l’idea di progresso, alla Pasolini, rappresenta l’indicatore della qualità della vita e che spesso questo sia confuso con lo sviluppo, che rappresenterebbe solo l’appendice della sfera economica. In questa direzione, ha di nuovo spronato i sociologi, presenti in aula, ai giochi di guerra che inesorabilmente vanno in scena negli stadi.

La prima parte del dibattito si è conclusa con la presentazione del report ufficiale del FIMI, relazionato dal presidente della Federazione Enzo Mazza. Il massimo dirigente del FIMI ha prodotto molti interessanti spunti di riflessione sia in materia di management musicale che di mutamento sociale. Il focus della sua relazione riguardava la dematerializzazione musicale che ha permesso la miniaturizzazione del jukebox trasformando un artista e le sue song in talento liquido. Questo passaggio di stato, questa fusione, è stata ben compresa dalle etichette discografiche che hanno fatto dell’adattamento la loro arma migliore. Attraverso il download fino ad arrivare all’audio-streaming, l’industria musicale ha impedito l’auto produzione casalinga, il tutto corroborato dai dati dei mercati in crescita in Europa (+13%) di acquisti online rispetto allo scorso anno. Il dottor Mazza ha anche “svelato” come si registrino l’aumento delle vendite del reparto vinile, in risposta alla dematerializzazione artistica e che il CD rappresenti il supporto materiale con maggiore penetrazione, in quanto più economico e, pertanto, popolare. La rete rappresenta, invece, il luogo delle opportunità, in particolare i social network rappresentano la dimora della fruizione musicale. Il suo intervento si è concluso con fotografia del caso italiano che presenta una maggiore incidenza di musica locale, con maggior attenzione per rapper ed artisti provenienti dai talent show. Grazie all’osmosi tra old e new media, quindi, il futuro sarà ad appannaggio di investimenti su talenti emergenti, anche grazie agli interventi legislativi che hanno posto freno al fenomeno della pirateria.

Al termine della presentazione del report, la professoressa Enrica Amaturo, direttrice del dipartimento di Scienze Sociali, ha introdotto un tavolo di discussione riguardo l’atteggiamento del consumatore ed in merito al fenomeno della pirateria. Dal giro di tavolo con il professor Stefano D’Alfonso, con l’avvocato Eugenio D’Andrea e con Claudia Lisa, direttrice della Digital Universal Music, sono emersi alcuni importanti spunti che andrebbero approfonditi:

  • Legislazione in materia di telecomunicazioni all’avanguardia in Italia;
  • Arretratezza impianto contrattualistico in merito al rapporto artisti-world wide web;
  • Contiguità semantica tra gli artisti ed i loro prodotti creata dalla digitalizzazione.

Il contributo imprenditoriale, documentato da Veronica Di Quattro, responsabile per il mercato italiano di Spotify, e Daniela Biscarini, responsabile Cubomusica Telecom, ha invece, confermato il trend altamente positivo che il settore di musica in streaming vive negli ultimi anni, aggiungendo, inoltre, valore alla discografia.

Dopo queste interessanti delucidazioni degli specialisti del settore, il professor Lello Savonardo, docente di comunicazione e culture giovanili e coordinatore dell’Osservatorio Giovani, ha introdotto e presentato l’artista del momento, che tra mercato liquido e solido, è riuscito con i suoi messaggi positivi a conquistare le vette delle classifiche nazionali: Rocco Hunt.

Savonardo ha, giustamente, parlato del rapper salernitano, conosciuto ed individuato già come talento tre anni fa ad una manifestazione, come poeta della Bit Generation, dove il termine “Bit” va inteso come unità di misura informatica. Il vincitore di Sanremo Giovani 2014 è un nativo digitale che comunica con la sua musica senza sottrarre nulla e che fa del dialetto un elemento di appartenenza, per un giovane che cresciuto in periferia e che vive la modernità con un moderato disincanto.

Rocco Hunt si è presentato in punta di piedi e con molta umiltà, quasi sussurrando la conquista del disco d’oro con l’album “ ‘A verità “, comunicatagli pochi minuti prima di arrivare a San Marcellino. Si è detto emozionato di essere invitato a margine del forum e di essere ospite dell’Università, che rientra nei suoi progetti formativi futuri, e di sentirsi, in questo contesto, non un artista ma uno studente. Rocco Pagliarulo (all’anagrafe) è orgoglioso di sapere che il suo pensiero ed i suoi valori sono nelle case di migliaia di italiani; è onorato, inoltre, di sentirsi legato ai conterranei Sorrentino e 99 Posse che, in questa prima metà del 2014, hanno restituito onore e merito alla Campania facendola ricordare per il luogo felix, di epoca latina. Oggi il rapper vive a Milano, per impegni discografici, dove tra l’altro sta collaborando con artisti del calibro di Ramazzotti ed Enzo Avitabile, ma ritornando nella sua terra si sente se stesso e ritrova la sua ispirazione. Ben sollecitato dal professor Savonardo, Rocco ha parlato del suo successo sanremese ottenuto grazie alla sua consolidata immagine social, costruita negli anni, fin dal primo video auto realizzato e prodotto su Youtube. L’artista salernitano ha poi parlato dell’allenamento sul free style, come base della formazione di un buon rapper e di come questo mondo si differenzi dall’universo artistico internazionale, per l’amicizia ed il sincero collaborazionismo che lo contraddistingue, che dovrebbe rappresentare quel processo collettivo che sottende l’opera d’arte, come ben sottolineato da Savonardo.

Prima di salutare tutti con Nu juorno buono, Rocco ha chiesto che il suo messaggio non venga strumentalizzato dalla politica e che si faccia qualcosa di concreto per la nostra terra (dei fuochi), ben descritta, secondo il suo parere, da Roberto Saviano. Una terra che sente visceralmente sua, in quanto suo nonno e suo padre sono operatori ecologici e lo hanno educato al rispetto ambientale e che non deve vedere la gente partire, invitando i giovani da Roma in giù a non odiarsi attraverso lo sport ma ad unirsi ed a non farsi la guerra. Un talento liquido che spera in un giorno migliore.