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Il Comune di Napoli e il diritto alla salute

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Succede a Napoli

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Apparecchi inutilizzati, medici vecchi, strade e case non raggiungibili in tempi utili, per il traffico come per l'assenza di mezzi, sui quali si usano i cellulari, invece delle radio, ma funzionerebbero meglio?


Poi ci si lamenta dell'assenza di posti letto e pronto soccorso, che riduce l'agibilità delle ambulanze, una per municipalità, usate per trasferimenti.
Manca un patto con i cittadini che abusano dell'emergenza per ottenere referti da usare in cause varie, specie automobilistiche, o per saltare medici di base e poliambulatori per la continuità familiare.
Alcune asdociazioni fanno da mediatori tra le famiglie e i medici, anche elaborando proggetti per archivi storici, comprando attrezzatture e pagando borse di studio anche per convegni. Inutile dire che sono i genitori del Pausyllipon, associazione Carmine Gallo, che ci ricorda che oggi molti bambini vengono dalla terra dei fuochi, ma non ci tornano.
Siamo a un patto per la salute...e salute per tutti, organizzato dal Comune di Napoli, con decine di assocazioni e operatori delle Asl.
Manca per ogni fascia d'età l'assistenza sociale, il pubblico è stato tagliato e non sono stati attivati Rsa e centri diurni previsti per legge.
L'ADI, assistenza domiciliare integrata semplicemente non esiste, come non esiste nessun progetto di valutazione e programmazione.
Un'indagine conoscitiva del parlamento sembra dimostrare l'impossibilità dei tagli, ma si pretendono risparmi, mentre Caldoro festeggia un pareggio di bilancio su chissà quanti morti e feriti, cronicizzati e reclusi nei manicomi o negli ospizi privati.
Anche per l'Alzheimer si ragiona in termini di posti letto per lungodegenti a fronte dell'assurdità di fornire il semiconvitto a persone di 80-90 anni dove si realizzano progetti di riabilitazione. Laboratori di prevenzione alle difficoltà motorie ma anche alimentari sono però svolte altrove proprio grazie alle associazioni autonome.
Presa in carico globale anche affettiva, psicologica ed economica di tutto il gruppo familiare comunque composto viene reclamata da molti, ma appunto non esistono modelli nè riferimenti per misurare bisogni e possibili servizi offerti spesso con risibili ritardi.
Nonostante la pioggia fuori stagione la sala lentamente si riempie tra gli ori e i velluti della sala giunta.
L'assenza di progammazione, spiega un giornalista, ci assicura un nuovo deficit appena salteranno i blocchi del turnover del personale o i tagli alle strutture.
Senza un programma vero non si possono neanche immaginare investimenti efficienti, ma solo attendere nuovi tagli. Ci ricorda che la Campania ha la spesa più bassa d'Italia, ma i ticket più alti e le strutture meno efficienti e soprattutto obsolete.
Perfino l'igiene o l'accoglienza delle stanze sono orrende rispetto ai valori che otteniamo, a costi minori, nelle stanze d'albergo.
La corruzione in ambito sanitario viene considerata al terzo posto pari merito con Sicilia e Calabria, ma non è chiaro sulla base di quali parametri, che potrebbero essere razzisti, come le voci delle signore delle varie associazioni, tutte luciane, o del metodo di distribuzione risorse, tutte leghiste.
Molte strutture per lungodegenti, talvolta per riabilitazione, anche degli autistici, anche solo di conforto, sono stati perfino messi a disposizione e fimanziati, ma sono ancora inutilizzabili e a rischio vandalizzazione come pure l'Ospedale del Mare a Ponticelli.
Chiude il dott. Marfella che ha avuto la sfortuna di avere la madre con l'Alzheimer e una nipote autistca, che pure giocavano tra loro in un contesto familiare accogliente, senza mai esserne espulse.
Parla della ludopatia, con un danno di 40 miliardi, per le famiglie, e 2 miliardi per la sanità pubblica.
Cita la differenza con il diritto alla felicità americano, rispetto al nostro diritto alla salute, che però non diventa il diritto alla cura ed alla programmazione scio-sanitaria.
Le sale necessarie per le assocazioni potrebbero essere i beni confiscati, ma con la comsapevolezza che molte patologie croniche sono tali a causa dei danni economici, ambientali e perfino 'farmacologici'.
Cita l'India che usa i farmaci brevettati liberamente comr generici, ma dimentica che è possibile perchè sono loro a produrli sottocosto e pure che i generici in Italia hanno il permesso-frode di avere una percentuale inferiore fino al 20% in meno di sostanza attiva.
Cita il lecca lecca alla morfina, che non si può dare ai pazienti con tumori ossei, costo reale massimo un euro, che la camorra vende ai minori davanti alle scuole ad oltre trenta euro.
Parte una querelle ambientalista su discariche e inceneritori al plasma, sempre usando i paradossi del danno prodotto dalla camorra che smaltisce rifiuti tossici abusivamente a prezzi competitivi.
L'ospite chiude, per superati limiti di tempo, ma non è previsto il dibattito per cui mi sollevo dalla responsabilità dei diritti negati ai sofferenti psichici e alle persone Lgbt.