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Il modello sociale ultras

Scritto da Giuseppe Cozzolino Il . Inserito in Port'Alba

Cozzolino

Si è tenuta ieri, presso il club Elio Pomella a Napoli in via San Biagio dei librai, una interessante discussione sulla violenza negli stadi che ha visto come interlocutori l'ex sindacalista della CGIL, nonché zio di Ciro Esposito, Vincenzo Esposito, il giornalista del Corriere dello sport Francesco Marolda e il sociologo Gabriele Esposito.

Premettendo la conoscenza generale e generica dei tristi eventi delle scorse settimane, il dibattito si è voluto spingere oltre il caso concreto per giungere a un’analisi sociologica del fenomeno, guardando ai fatti come sintomi di una malattia sociale. La discussione è stata accesa, molti i punti di vista, ma un’unica convinzione: la necessità di un interessamento della politica.

Se il semplice tifoso finita la partita torna alla vita quotidiana, l’ ultras vive a 360 gradi l’universo calcistico creando intorno a sé una sorta di società parallela, i cui punti di forza sono il senso di appartenenza a un gruppo, in grado di dare un’identità ben definita a chi se ne sente privo, e la semplificazione legislativa, basata su una sorta di codice perverso, in cui le regole sono assai più semplici e dirette della legge ordinaria. I principi fondamentali di questo mondo sono il rispetto e l’onore e dagli anni ottanta in poi gli ultras accolgono il “modello hooligan” e, quindi, l’opzione della violenza comincia a prevalere, tanto che oggi, all’interno delle curve, l’elemento violento è percepito come l’esempio da seguire per tutti. Tendenza, questa, da sovvertire al più presto, ma come fare?

Non dimentichiamo che il modello italiano ha una matrice assai più garantista di quello anglosassone, dunque la soluzione non può stare nella semplice repressione, ma necessita di una reintroduzione di questi movimenti nel circuito istituzionale e in un dialogo che solo la politica può avere; il dibattito si è dunque concluso con un piccolo passo e molti interrogativi da risolvere che saranno senza dubbio affrontati nei prossimi mesi.