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Neuroetica

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Port'Alba

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La discussione sul convegno di Neuroetica basato sul testo “Tutta colpa del cervello” di Elisabetta Sirgiovanni e di Gilberto Corbellini mi propone numerose stimolazioni ed anche qualche perplessità.


Da una parte gli autori sono fondamentalmente legati ad una visione Popperiana della scienza, ma questo viene di fatto equivocato da altre parti, mentre tutti negano del tutto l'interesse per la posizione di Khun o Gadamer.
Va bene, non avete capito di che parlo: le neuroscienze stanno stabilendo i meccanismi fisici perfino dei nostri comportamenti e comunque sono quelle che stabiliscono che in assenza di corteccia cerebrale, quindi prima del quarto mese di gravidanza o in grado della cosiddetta morte cerebrale, tutto quello che si chiama comunemente Io o Sè o Coscienza o Persona, semplicemente smette di esistere o di essere autonomo o non è ancora in vita.
Popper è l'autore che stabilisce le nuove regole della scienza moderna, che invece che per validazione si deve basare sulla possibilità di ripetere ogni esperimento per cercare di falsificare ogni suo elemento. Questo concetto di falsificabilità viene confuso con quello di fallibilità, come se si potesse negare la validità dei paradigmi scientifici. Non è così! Infatti mentre è ovvio che se una mela cadrà sempre con le regole di Newton, quelle teorie non spiegano la deviazione dei fotoni intorno al sole durante un'eclissi, ma lo fanno solo le teorie di Einstein. Al rovescio anche se le teorie di Copernico sono imprecise sulla realtà dei movimenti dei pianeti intorno al Sole, in nessun caso si potrà mai tornare a prendere in considerazione Tolomeo. Allo stesso modo, ritornando all'umana problematica della bioetica, se Darwin può e deve essere discusso, affinché le conoscenze in epigenetica e genetica molecolare possano evolvere, in nessun caso si tornerà alle idee metafisiche di creazionismo o quelle, pur scientifiche alla sua epoca, di Lamarque.
Khun è invece l'autore che ci spiega che i paradigmi scientifici si cambiano grazie alla convergenza del consenso dopo un lungo lavoro di preparazione a queste trasformazioni, convergenza che è sicuramente tale in termini sociali e politici, laddove è la società e la politica a stabilire i limiti di utilizzo della scienza, della ricerca medesima ed i suoi effetti in tutti gli ambiti della bioetica.
Gadamer si espone al mondo contemporaneo accennando ai rischi che il consenso non si basi esclusivamente sulle teorie dimostrabili scientificamente e che le stesse ricerche possano, secondo i principi di Heisenberg, essere modificate da aspetti emotivi o dalle attese degli stessi ricercatori. La ripetibilità ed il gran numero delle ricerche in tutto il mondo scavalca immediatamente questo problema, come sappiamo, nonostante le sciocchezze dette su particelle più veloci della luce o su improbabili metodi di cura dei tumori. Resta invece del tutto gadameriano il dramma che porta la società e la politica a scegliere e far convergere il consenso non in termini scientifici o filosofici, ma puramente umani e quindi suggestionabili sulla base di ideologie, pregiudizi, mistificazioni, esemplificazioni manichee o populismi vari.
Un altro problema posto durante il convegno è quello del rischio che le certezze oggettive delle neuroscienze possano fare regredire la stagione dell'emancipazione del diritto e del libero arbitrio che caratterizza la nostra costituzione e le liberal democrazie. Io ho pensato che tutta questa libertà è relativa, in un pianeta dove sono i Cinesi e gli Indiani a rappresentare oltre la metà degli esseri umani, come era stato ricordato dallo stesso autore del libro, e comunque andrebbe scientificamente dimostrata: personalmente infatti subisco la “sharia cattolica” perché sono omosessuale e non sono affatto libero nel merito.
D'altra parte il modello di ricerca scientifica, sicuramente si basa su meccanismi di falsificabilità e continua messa in discussione dei paradigmi, ed è proprio questo (grazie Popper!) a garantirci dall'impossibilità di idee rigide come furono quelle del positivismo, del nazismo o del materialismo.
L'intera esposizione dell'evento lo troverete su: www.manliok.blogspot.it/2014/06/neuroetica.html