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Area NATO di Bagnoli: la regione Campania mostra un nuovo interesse

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Il Palazzo

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Era il 14 aprile 2012 quando la Giunta regionale della Campania istituì un gruppo di lavoro con il compito di elaborare uno studio preliminare relativo al trasferimento delle sedi di alcuni uffici della Regione Campania presso il complesso che ha ospitato fino al settembre 2013 la NATO a Bagnoli, il vecchio Collegio GIL Costanzo Ciano di proprietà della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia.

Questo gruppo di lavoro ha prodotto un primo documento il 11 dicembre 2013, poi integrato il 21 marzo 2013 e il 31 ottobre 2013. Il 27 novembre 2013, Stefano Caldoro, Presidente della Giunta regionale, riconobbe il carattere strategico della decisione di attuare il trasferimento delle sedi regionali nel complesso del Collegio Costanzo Ciano, anche in termini di beneficio funzionale e logistico per l’organizzazione e per l’attività degli Uffici regionali, e richiese la produzione da parte della Direzione Generale per le Risorse Strumentali di una valutazione più approfondita del quadro economico dell’operazione e l’indicazione dei tempi stimati di realizzazione del trasferimento, con il conseguente studio di fattibilità del 4 marzo 2014. Nel frattempo, il 9 dicembre 2013, la Giunta regionale aveva nominato il professore Sergio Sciarelli nuovo commissario della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, “dinanzi all’urgenza di assicurare la massimizzazione del reddito del complesso in relazione alle finalità assistenziali della Fondazione”. Il commissario Sciarelli ha però già minacciato le sue dimissioni entro settembre se, per allora, la Regione Campania non avrà chiarito le sue intenzioni sul futuro dell’aera e, di riflesso, su quello della Fondazione. Infatti, dal settembre 2013, il complesso di Bagnoli è praticamente vuoto, dato che la Regione Campania non ha mai manifestato in modo definito la sua volontà sull’utilizzo dell’area. Allo stesso tempo, gli introiti della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia si sono drasticamente ridotti, dato che il fitto pagato dalla NATO, circa 10 milioni di euro, copriva quasi il 70% del bilancio della stessa Fondazione che, ad oggi, ha risorse estremamente contenute per portare avanti gli, ormai, pochi progetti di assistenza e benficenza a favore dei bambini svantaggiati. Inoltre, l’addio della NATO a Bagnoli ha significato la scomparsa di circa 3000 lavoratori che generavano un notevole indotto sul territorio. Oggi restano a lavorare nella struttura circa 100 persone, tra il personale addetto alla sicurezza e quello delle due scuole rimaste nell’area e di un’azienda che produce pasti. D’altronde, un avviso pubblico della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, che chiedeva ai soggetti interessati di manifestare il loro interesse, raccolse diverse proposte ma nessuna si concretizzò: forse anche a causa dell’incertezza della Regione Campania circa l’uso che essa intendeva fare dell’area? Non manca quindi una vera e propria pianificazione strategica? In termini generali, andare a Bagnoli o restare al Centro Direzionale non vuol dire decidere l’asse di sviluppo della città di Napoli e, di riflesso, di tutta la regione? Quel che è certo è che la Regione Campania ha predisposto un piano di razionalizzazione dei contratti di fitto passivi e sono state attivate azioni volte ad assicurare una diminuzione dei costi sostenuti per fitti passivi aventi ad oggetto la locazione di immobili adibiti a sedi istituzionali attraverso la rinegoziazione dei contratti al fine di ottenere una riduzione dei canoni passivi del 15% a decorrere dal 1° gennaio 2015 e l’ulteriore riduzione necessaria a raggiungere un risparmio del 33% a decorrere dal 1° gennaio 2017. Scegliere di insediarsi nell’area di Bangoli potrebbe significare che le attività degli Uffici della Giunta si sviluppino in condizioni di maggiore efficienza, superando l’attuale frammentazione territoriale delle sedi delle diverse strutture operative attive su Napoli, talvolta distanti dagli uffici assegnati agli Assessori e persino ai Capi dei Dipartimenti di riferimento. Così, il 16 giugno 2014 la Giunta regionale ha incaricato la Direzione Generale per le Risorse strumentali di approfondire l’analisi di fattibilità del trasferimento degli Uffici della Giunta regionale ubicati nella città di Napoli presso l’area della vecchia sede NATO di Bagnoli, valutando la fattibilità in termini di accessibilità e, quindi, la facilità con la quale la stessa sia raggiungibile anche in relazione al servizio di trasporto pubblico, la disponibilità di un accesso autonomo e di spazi pertinenziali scoperti ad uso ricovero automezzi e parcheggio ad uso esclusivo, la conformità dell’intera struttura alla vigente normativa in materia di barriere architettoniche, il rispetto o l’adeguamento a tutte le normative (sismicità, prevenzione degli incendi, tutela della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, ecc.). La Giunta regionale ha assegnato alla Direzione Generale per le Risorse strumentali il termine di due mesi per sottoporre, all’approvazione della Giunta, una proposta di programmazione finanziaria e strategica per il conseguente eventuale avvio delle procedure di trasferimento degli uffici. È importante ricordare che l’area è vincolata al Piano Regolatore del Comune di Napoli ed è in parte protetta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici ed Architettonici di Napoli, dato che molti degli edifici furono costruiti negli anni ’30. Il rischio è che, con il passare del tempo, l’intera area cada nell’abbandono e nel degrado e che, quindi, Napoli perda l’ennesima occasione di sviluppo.