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Verso una Conferenza Programmatica del PD Campano

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in A gamba tesa

simbolo del  partito democratico della Campania

L’esito delle elezioni europee e amministrative in Campania e a Napoli deve spingere immediatamente il PD ad una riflessione impegnativa, che eviti gli inutili riti del passato e affronti invece i veri nodi problematici che rendono, fin qui, difficile trasferire la rivoluzione che Renzi sta praticando nel resto del Paese.


E infatti, al di là di dinamiche localistiche o particolaristiche, vi deve essere una ragione comune se, tranne che per la provincia di Salerno e Caserta, a Napoli il Partito Democratico vince solo a Marigliano, non arriva al ballottaggio in importanti città, e si riduce a percentuali minoritarie negli stessi giorni e negli stessi Comuni in cui invece i cittadini premiano il PD di Renzi con affermazioni elettorali sorprendenti.
E’ mancata una linea, si direbbe una regola, con cui abbiamo scelto, da Somma Vesuviana a Pompei, da Nola a Torre del Greco, le primarie, il profilo politico strategico, le alleanze e il programma. E così, di volta in volta, i dirigenti (non importa se siano dei livelli superiori o dei circoli) hanno provato a giustificare decisioni (alleanza con Ncd e in taluni casi addirittura con Forza Italia, rinuncia alle primarie o al simbolo) che gli elettori, come sempre, hanno visto bene e alla fine hanno giudicato in modo chiaro.
Non credo che si possa procedere senza far finta di nulla, se si assume la consapevolezza della sfida decisiva dell’anno prossimo in Regione e in numerose città di Napoli e della Campania, senza dimenticare l’assoluta novità della Città Metropolitana dal primo gennaio 2015.
Occorre senz’altro un urto, uno scossone, che i Congressi Provinciali e Regionali non hanno prodotto come si poteva sperare e di cui invece c’è assolutamente bisogno.
Il Partito Democratico di Napoli e della Campania deve potersi intestare un chiaro progetto di cambiamento radicale della nostra società, che sappia fare i conti con la drammatica crisi sociale ed economica della nostra Regione e in generale del Mezzogiorno del Paese, con le ristrettezze del bilancio che impongono rigore, tagli e abbandono di spesa improduttiva, con scelte strategiche da definire sui principali assetti di sviluppo delle nostre comunità.
Per questo il PD potrebbe subito lanciare una Conferenza programmatica Regionale già a settembre, durante la quale, anche con tesi in alternativa, attraverso un confronto libero di idee, non compresso in schieramenti interni precostituiti, si possa definire il profilo e il posizionamento del nuovo PD che vogliamo costruire qui in Campania, per arrivare ad una vera produzione di una programma con cui affrontare le sfide dei prossimi mesi. In questo modo, si potrebbero anche raccogliere gli spunti autonomi che proverrebbero dai circoli (o, come si dice, dai territori), costruendo una sintesi partecipata e chiara che il PD offre alla Campania.
E’ a partire dalle idee che poi, senza alcun dubbio, si dovranno tenere entro novembre le Primarie regionali del PD per la scelta della leaderschip alla Presidenza, dentro un progetto di cambiamento, in cui sarà possibile per tutti i cittadini selezionare le candidature che rappresentano meglio una svolta per il futuro della nostra Regione.