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Le prime 3 tappe del PD locale che cambia verso

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

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Il PD a Napoli e in Campania è ad uno snodo decisivo.
Dopo un risultato elettorale fortemente positivo per le europee e altrettanto fortemente negativo per le amministrative nei comuni dove si è andato al voto, è necessario avere una radicale inversione di rotta nel modo di essere, pensare ed agire di tutte le nostre organizzazioni sui territori.


Il tema principale non è quello di cambiare i vertici ma è quello di cambiare tutti noi: cambiare innanzitutto la cultura politica che richiede una effettiva capacità di indicare quelle tre quattro opzioni programmatiche che fanno la differenza tra la nostra soggettività e quella di tutti gli altri attori della scena politica campana. Certo è che nel tempo della modernità un programma non è separabile dalla leadership personale che lo incarna. E tuttavia è vero anche il contrario: non c’è leadership senza un chiaro glossario di parole d'ordine che la identificano per quella che intende fare. È avvenuto così per Renzi sul piano nazionale e quindi deve poter accadere anche dalle nostre parti per l'individuazione della leadership vincente sia per la Regione Campania che per il Comune di Napoli. Smettiamola per favore di fare una discussione solo sulle persone e diamoci appuntamenti certi per attraversare rapidamente le tre tappe fondamentali che ci conducano in buone condizioni alla prova elettorale regionale e a quella, quando sarà, del Comune di Napoli. Prima tappa: facciamo presto, ma proprio presto, una vera e impegnativa Conferenza programmatica che metta in campo, in modo chiaro, opzioni generali in alternativa, come ad esempio sul ciclo dei rifiuti o sull' attivazione prioritaria dei capitali privati, confrontandoci e votando su dispositivi scritti non in politichese.
Seconda tappa: un'assise sul partito che faccia tesoro, in modo attento, di tutte le potenzialità dello Statuto, che io credo non abbia letto quasi nessuno.
Un partito aperto ad iscritti ed elettori, come recita l'articolo 1. Smettiamola con il partito dei " militanti" nel migliore dei casi con lo sguardo rivolto al passato, alle " militanze" ex comuniste ed ex democristiane e facciamo del cittadino democratico il protagonista dell'azione politica del PD. Per esempio, tutti parlano degli iscritti che quasi sempre sono "drogati" dalle spinte dei capibastone e nessuno si preoccupa di organizzare quelli che hanno partecipato alle primarie che sono invece quasi sempre " opinione libera".
Terza tappa: indire a ottobre le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione e, se se ne danno le condizioni , anche quella per l'individuazione del candidato sindaco di Napoli. A quel punto, se si saranno percorse bene le prime due tappe sarà chiaro l'identikit personale della leadership che ciascun cittadino elettore del centrosinistra potrà scegliere secondo le proprie preferenze.
Infine ho letto con interesse la recente intervista resa da Andrea Cozzolino; Condivido quasi tutto ma c'è un punto dirimente. Sostiene che bisogna prima discutere delle alleanze. E no, qui non ci siamo. Bisogna essere in campo prima noi col nostro programma, con la nostra capacità di radicamento, con la nostra leadership. Se renzi ci insegna qualcosa è esattamente questa: gli altri, se vengono, vengono dopo.