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Legge 194; Caldoro faccia presto

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Il Palazzo

zingaretti Lazio obiezione-di-coscienza

Un freno all’inapplicabilità della discussa legge 194 è possibile e l’ha finalmente posto il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti con il decreto  "Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari NU00152 del 12/05/2014" in cui viene abolita l’obiezione di coscienza nell’ambito delle attività consultatoriali.

La soluzione ha senso  non solo perchè l’interruzione volontaria di gravidanza non è un’intervento d’urgenza da eseguire in loco,il consultorio, ma anche perchè  questo ha esclusivamente il compito di garantire all’utenza il sostegno psicologico e la certificazione per l’esecuzione dello stesso,cosa che non vede motivi per i quali l’obiezione di coscienza possa estrinsecarsi. Il medico operante,come da decreto, è oltretutto obbligato alla prescrizione di tutti i contraccettivi possibili pre e post coito. Anche questa soluzione ha senso nella misura in cui negli ultimi anni si è registrato un’affollamento dei Pronto Soccorso per la contraccezione d’emergenza motivato unicamente dall’impossibilità di reperire la stessa,causa obiezione di coscienza, nel presidio adibito,il consultorio per l’appunto,che come la guardia medica è preposto al rilascio della suddetta prescrizione gratuitamente. Il decreto inoltre combatte l’abusilismo del cesareo con un sussidio forfettario di 800 euro per tutte le gestanti che portano a compimento la gravidanza con parto naturale a casa propria,condizioni clinico-chirurgiche permettendo.Nella nostra Regione invece,un po’ perchè il numero di obiettori di coscienza è il più alto in Italia non solo per i radicati sentimenti etico-religiosi dei medici locali ma anche per  la loro marcata arretratezza socio-culturale che non esula i giovanissimi aspiranti tali,un po’ perché Il Presidente Caldoro nonostante le denunce presentate da liberi cittadini,movimenti politici e consiglieri d’opposizione i quali nell’arco di quest’anno hanno raccolto i malcontenti dell’utenza continua a mostrarsi indifferente, il percorso all’autodeterminazione per la donna campana si mantiene compromesso da molteplici difficoltà. Eppure una soluzione esiste: prendere a modello il decreto Zingaretti e rigirarlo alla Commissione Sanità della Regione Campania, cosa che possiamo solo augurarci che Caldoro faccia al più presto.