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Il settore sanità della nostra regione

Scritto da Gennaro Ascione Il . Inserito in Il Palazzo

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Il decreto-legge 24 giugno n.90 rappresenta certamente una piccola rivoluzione della politica per l'occupazione. Propone lo svecchiamento dei dipendenti della pubblica amministrazione e vuole dare un piccolo impulso all'occupazione.

Il settore della sanità della nostra regione dal 1975/76 al 1980 fu utilizzato dalla politica per dare risposta alla domanda di occupazione che veniva dai movimenti dei disoccupati organizzati . Al tempo, la spesa sanitaria era incontrollata, si assumeva senza tener conto delle reali carenze nelle piante organiche degli ospedali. Furono assunte migliaia di disoccupati delle professioni di comparto e medici gettonati. Solo nel 1990 si procedette ad altre assunzioni di personale medico, infermieristico e amministrativo ma in misura molto inferiore. Questo ha comportato che in Campania come conseguenza anche delle politiche di blocco del turnover che vanno avanti da anni, il personale del settore della Sanità è molto anziano. Per gli uomini si stima che l'età media si avvicini ai 60 anni e per le donne è di 55. Una spinta per il ricambio del personale ci voleva ed è una sfida da accogliere, ma il decreto comporta anche degli inconvenienti che vanno in qualche modo risolti. Per esempio, solo nell'ospedale in cui lavoro vanno in pensione 8 primari, una decina di medici, decine d’infermieri e molti amministrativi (tra cui quelli che dovrebbero fare i conteggi per le pensioni dei dipendenti) e quasi tutti gli operatori di supporto. Tutto questo può creare una difficoltà al normale funzionamento della macchina assistenziale. Occorre trovare delle misure di compenso che possono essere: una razionalizzazione dell'organizzazione del lavoro assieme ad una ulteriore esternalizzazione di servizi amministrativi per la scomparsa di uffici dedicati a servizi resi ai dipendenti e alla funzionalità dell'ospedale. Il decreto è una sfida, ma va affrontata con competenza mettendo in campo le migliori professionalità presenti e procedere in tempi rapidissimi alle assunzioni che mi sembrano comunque insufficienti (il 15% dei pensionamenti in essere fino al 31 ottobre non tengono conto del blocco del turnover e della carenza già pesanti di personale). Il contenimento della spesa va bene ma non solo bloccando il turnover come ha fatto la regione Campania, è indispensabile razionalizzare la spesa: ci sono grandi margini di risparmio che va investito in ricerca e occupazione.