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Uccidere il teatro Trianon a chi giova

Scritto da Bruno Lanza Il . Inserito in Teatro

Lanza Trianon

Milioni di parole si sono sprecate sulla vicenda Trianon. Luoghi comuni a iosa, specialmente sulla funzione del teatro in generale, come avamposto culturale, ecc. Ci sono state anche riflessioni dubbie sull'importanza specifica di quel teatro in quanto situato in una delle aree più degradate della città. Belle parole, suggestioni teoriche senza alcuna ricaduta reale.

Nel Trianon, la signora Maria, che fa contrabbando di sigarette, non è mai entrata e non entrerà mai. Probabilmente, però, ci potrebbe entrare suo figlio o suo nipote. Il teatro è la fine o il centro di un percorso, ma mai l'inizio. Occorre che il "Paese Stato" indirizzi un popolo alla bellezza fin dalla più tenera età. Immaginate per un solo attimo di portare il figlio ragazzino di un camorrista a vedere il cristo velato nella cappella di San Severo o La pietà di Michelangelo insieme a qualcuno che gli spieghi il come ed il perché di tali opere. Bene, io credo che si abbasserebbero di molto le possibilità che il giovane possa delinquere da adulto, perché la bellezza è l'antibiotico dell'animo umano.

Purtroppo però in questa società del senso pratico, dell'utile subito, del tempo è denaro e della cultura che non si mangia, come pensate di salvare il Trianon? In questa città in cui qualcuno manda i vigili a distruggere le bancarelle piene di libri a Port'Alba, come pensate di salvare il Trianon? Gli uomini illuminati dal senso pratico ci vedrebbero molto meglio un garage o un magnifico supermercato perché al peggio non c'e' mai fine.