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Grillo dice NO ai fondi UE e Caldoro li stanzia

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Il Palazzo

Grillo-Caldoro fondi UE

A Strasburgo, dove l'Europarlamento si è riunito per la prima seduta dopo le elezioni del Maggio scorso, Beppe Grillo, nel corso di una conferenza stampa insieme al  leader dell’UKIP Nigel Farage, ha dichiarato: “Io sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più i soldi”.

L'auspicio di chiudere i rubinetti dei fondi europei per l'Italia è secondo Grillo motivato dal fatto che poi essi “scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania, quindi mafia, 'ndrangheta e camorra”. Insomma il Beppe nazionale si presenta in Europa con una politica molto filo-italiana, che punta allo sviluppo delle ricche zone meridionali del paese.

Gli unici soldi reali che arrivano agli enti locali, bloccati da un mal funzionante apparato burocratico, secondo il leader del #vinceremopoi, non devono dunque arrivare in Italia, perché gli Italiani sono delinquenti e non in grado di spenderli.

Colui che era amareggiato, con lo stomaco in fiamme (al punto dal dover ricorrere ad un Malox), va in Europa e come i bambini dispettosi, da partito anti-europerista, fa una politica anti-italiana… Un vero italiano D.O.C. Come possono i cittadini siciliani, calabresi e campani non sentirsi offesi da queste assurde dichiarazioni? Come se la Malavita esistesse solo al Sud o esistesse solo in Italia.

Le affermazioni fatte da Grillo nei primi giorni di Luglio, hanno sbeffeggiato e reso vano il sacrificio di uomini come Borsellino e Falcone, il primo dei quali ricordato pochi giorni fa. La Malavita organizzata, grazie alle affermazioni di Beppe Grillo, quel 2 Luglio vinse, per il motivo che a causa di pochi, secondo l’ex comico, tutto un sistema, già affannato e poco strutturato, deve pagare.

Tra tanti obblighi e doveri, si toglie all’Italia uno dei pochi piaceri che l’Unione Europea ci concede: i fondi europei. Una sorta di risposta a queste affermazioni, fatte da un Italiano, ma ad avviso di molti poco Italiane, è venuta dalla Regione Campania, che tra tante inattività, dimostra in questo caso di essere molto attiva.

Si vogliono infatti rafforzare i sistemi territoriali puntando ''a uno sviluppo integrato nei luoghi e orientato ai luoghi stessi''. A Napoli, la Giunta Regionale ha organizzato degli incontri con gli enti locali per parlare della prossima programmazione dei fondi europei 2014-2020, per decidere come stanziare una serie risorse pari a 12 miliardi di euro, miliardi che secondo Grillo devono restare in Europa. In linea con quanto chiede ora l'Europa, si punta a sostenere e accompagnare le amministrazioni locali per costruire forme associate stabili di governance.

Sono previste due azioni: una a sostegno della prossima programmazione e una per la costituzione di forme associative comunali. La prima con l'obiettivo di favorire e sostenere il processo di associazionismo tra i Comuni per accedere ai fondi europei. La seconda con azioni di sostegno per lo sviluppo di forme associative comunali, le attività coinvolgeranno principalmente i Comuni che hanno l'obbligo di gestire in forma associata le "funzioni fondamentali" per raggiungere gli obiettivi di efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.

Inoltre il 18 Luglio la Giunta Regionale della Campania ha approvato alcuni documenti di sintesi dei POR FESR e POR FSE 2014-2020: il programma di investimenti per lo sviluppo regionale (FESR) punta su tre linee di intervento: Regione Innovativa, Verde e Solidale. Per il PO FSE la proposta di allocazione finanziaria è articolata su cinque assi: occupazione, assistenza tecnica, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, capacità istituzionale e amministrativa.

Insomma la Campania amministrata da Caldoro, almeno sul versante Europeo, dimostra un serio interesse per l’arrivo di questi fondi, che giustamente devono arrivare e essere spesi a favore dei cittadini campani.