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Napoli non è una città per disabili

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Linea di Confine

Disabili mugnolo

Nonostante la giunta reggente abbia aderito al progetto Home Care Premium 2012 proposto dall'INPS-Gestione Ex INPDAP, che prevede interventi e servizi di assistenza domiciliare a favore di dipendenti o pensionati dell’ex INPDAP, e di loro coniugi e\o conviventi non più autosufficienti, e nonostante il Comune offra servizi a favore dei disabili, come si può verificare cliccando sulla voce “Io sono” della pagina ufficiale, Napoli non è una città per disabili.

Un disabile con carrozzina, bastone o altro apparecchio per lo spostamento passivo che si muove tra mezzi e spazi pubblici ha bisogno di: corrimano ai corridoi e barre presso i sanitari, elevatori per oltrepassare le scale, cardini che garantiscano una inversione del senso di apertura/chiusura delle porte a maniglie basse, rampe anziché scalini, cancelletti prima delle scale, piccole luci per la notte. L’inattenzione verso questi fondamentali dispositivi rende la linea 2 della Metropolitana di Napoli, ad esempio, non usufruibile dai disabili con carrozzine pesanti e per questo non sollevabili da eventuale accompagnatore, per il forte dislivello tra banchina e treno. In questo caso sarebbero necessarie, ad esempio, tavolette pieghevoli da appoggiare all’occorrenza per abbattere il dislivello, consentendo cioè all’apparecchio di proseguire su di una superficie piana in continuazione con la bachina.

Purtroppo, le tavolette che hanno un costo forfettario di 300.000 euro tardano ad arrivare per la disorganizzazione e la confusione che l’accorpamento delle diverse aziende che gestiscono i trasporti ha creato. E allora come può una città come Napoli che fa morire per calcinacci da cattiva manutenzione essere una città a misura di diversamente abile? Napoli sarà a misura di disabile solo quando i napoletani abbandoneranno l’arte dell’arrangiarsi, possibile solo quando le istituzioni svilupperanno quella dell’ascolto.