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Una fondazione per la musica classica napoletana

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Musica

Musica classica napoletana

Negli ultimi mesi, un affiatato gruppo di lavoro formato da componenti del PD, giovani democratici ed artisti partenopei, si è interrogato circa la natura denigratoria e ghettizzante, con la quale la nuova tradizione culturale napoletana viene descritta dall’opinione pubblica.

L’obiettivo del gruppo è stato quello di smontare l’equazione sociale, adottata ed interiorizzata dalla massa, secondo il quale tutti i membri del neomelodic-style, star e follower, fossero kitsch e con comportamenti poco affini alla legalità. È stata, quindi, proposta una ri-lettura artistica del movimento Neomelodico, in termini di “Talenti Popolari”, grazie ad un’intuizione di Bruno Lanza, che permettesse di decodificare i meccanismi intervenienti in tale fenomenologia sociale, permettendoci di isolare le variabili indipendenti da quelle dipendenti, evidenziando, così, una precedente relazione spuria, smontata, che ci ha condotto alla comprensione di una nuova tradizione culturale-artistica presente a Napoli.

In relazione a ciò è stata organizzata una serata al Teatro Bolivar, il 23 aprile 2014, in cui si è discusso delle tematiche oggetto delle elucubrazioni del gruppo di lavoro, nella quale si sono esibiti gli esponenti della tradizione classica napoletana e le nuove generazioni artistiche, che hanno creato un trait d’union narrativo che ha smontato, in maniera manifesta, la precedente teorizzazione.

Poiché ad ogni crisi un sistema risponde con una ri-evoluzione, per non scomparire, abbiamo compreso come l’universo culturale-artistico napoletano sia intriso della nostra identità, quella popolare, più verace ed istintuale, quella che la cultura d’elitè guarda dall’alto in basso, ma che da essa continua ad attingere perché fucina di idee sempre nuove ed originali.

Nel frattempo i luoghi-templi, dove il sacerdote-artista celebrava la funzione aggregativo-popolare, sono in forte crisi e stanno chiudendo, come il Trianon, complice il silenzio delle istituzioni locali e regionali, aumentando quell’oscurantesimo da cui la tradizione classica sembra esser attaccata.

Persino il Natale della musica napoletana, il Festival della Canzone Napoletana, viene costantemente vituperato da beceri ed incomprensibili kermesse canore, dove improbabili artisti, per giunta non napoletani, si esibiscono in improbabili performance che storpiano il valore e la valenza che, invece, ha sempre rappresentato la tradizione Napoletana.

Per rispondere a tutte queste problematiche e poiché la canzone napoletana, il suo Teatro ed il suo linguaggio, rappresentano identità e una risorsa per tutta la città, a breve verrà istituita una Fondazione che, attraverso le sue varie funzioni, sovraintenderà allo sviluppo ed alla divulgazione della cultura artistica napoletana, alla sua difesa, cercando di fare di Napoli attraverso la sua tradizione un “nuovo” polo culturale ed un centro d’attrazione Nazionale e Mondiale. In tale organizzazione, artisti ed addetti ai lavori potranno incanalare tutta la propria esperienza per realizzare gli obiettivi che la Fondazione intende perseguire.  

Siena ha il suo Palio, Pamplona ha i suoi Tori, Las Vegas ha i suoi casinò, Napoli dovrà avere un punto culturale per cui il turismo organizzato ed occasionale decida di investire risorse per poterne usufruire.

Questo è il progetto per il prossimo anno di questo gruppo di lavoro che vuole riconquistare un’identità persa, per una città che fa dell’arte dell’arrangiarsi una filosofia di vita.