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Perché Mezzocannone?

Scritto da Raffaele Annunziata Il . Inserito in Succede a Napoli

Via-Mezzocannone-Storia

Via Fontanula era nel XV secolo, durante la dinastia aragonese, un vicolo stretto, sporco e malsano. Su entrambi i lati sorgevano botteghe di tintori, i quali riversavano in strada le loro miscele rendendo l’angusto vicoletto molto poco praticabile. Nei dintorni, già in età angioina, erano sorti palazzi nobiliari, con giardini rigogliosi adornati di lussuose fontane ed era proprio una piccola fontana, situata a metà dell’estensione della via, a darle il nome.

Il Re di Napoli, Alfonso II d’Aragona, decise di far sostituire l’umile e piccola fontana e, creando una scultura maestosa che trasmettesse l’importanza e la regalità della corona, di farne costruire una nuova. La nuova fontana, molto più grande, era costituita da una larga vasca, utilizzata come abbeveratoio dei cavalli, e un’imponente statua, probabilmente raffigurante il re in persona.

Le intenzioni dovevano essere state delle migliori, ma il risultato deluse le aspettative: infatti la cannella di bronzo da cui avrebbe dovuto sgorgare l’acqua era troppo corta. Quello che volgarmente a Napoli era chiamato “cannone”, risultò sotto gli occhi del popolo un “mezzo cannone”, troppo buffo evidentemente per non suscitare ilarità. Ben presto l’anima burlesca napoletana coniò un vero e proprio scherno, un simpatico insulto: “me pare ‘o Rre ‘e miezz cannon” brontolava la gente riferendosi a qualcuno molto basso, panciuto e che si dava aria di gravità.

Oggi quel vicoletto non è più stretto e malsano, oggi è una delle più importanti strade napoletane. Quella fontana non esiste più: fu prima rimaneggiata durante il viceregno di Don Pedro de Toledo, poi via via demolita durante i lavori per l’ampliamento della strada e la costruzione degli edifici universitari. Di quel re e della sua fontana oggi rimane qualche basso rilievo, degli scritti, ma soprattutto il “mezzocannone”, che per volontà popolare diede il nome alla nuova strada e a distanza di secoli ancora desta la curiosità delle migliaia di persone che oggi la vivono e la percorrono: perché “Mezzocannone”?