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Il comparto aerospaziale campano protagonista della reindustrializzazione

Scritto da Antonio Ferrara Il . Inserito in Il Palazzo

campania2014

 

Negli Stati Uniti quella della reindustrializzazione del Paese è tra le mosse del presidente Obama quella risultata più efficace per rilanciare la fiducia e la domanda interna. Il governo italiano ha capito che si tratta di un percorso obbligato anche in Italia per uscire dalla crisi e accelera sulla strada degli strumenti e modelli per sostenere la competitività del sistema industriale nazionale. L’esecutivo mette in campo i ministeri competenti, il MISE e MIUR, per rimodulare la strategia delle politiche pubbliche e approntare gli strumenti per il monitoraggio dei comparti ritenuti strategici dell’industria nazionale.

 


“Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente”, è questo il piano del governo che prevede articolati progetti di rilancio nei comparti industriali definitivi prioritari per l’economia, come quello Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Il Governo vuole tornare a contare in Europa sulle scelte di politica industriale e superare rapidamente la situazione che vede il nostro Paese praticamente finanziare la Ricerca e l’innovazione delle industrie degli altri stati. E’ noto, infatti, che da anni le imprese italiane ottengono finanziamenti ai loro progetti di ricerca al di sotto delle risorse che l’Italia versa all’Europa per sostenere la ricerca comunitaria. Un paradosso inaccettabile in tempi di recessione e una condizione che indebolisce la competitività delle aziende nazionali, che vedono le imprese concorrenti tedesche e francesi finanziare la ricerca e l’innovazione con il denaro degli italiani, perché in sede comunitaria sono capaci di fare sistema e ottenere dall’Europa molto di più di quando versano i loro governi.

Dopo l’avvicendamento del top management di Finmeccanica e dell’Agenzia Spaziale Italiana, il Parlamento sblocca la discussione sull’annosa vicenda della governance delle politiche pubbliche dell’Aerospazio da riportare alla Presidenza del Consiglio.

Con le modifiche del Titolo V e con la decisione dell’Esecutivo di accettare la richiesta della Commissione europea di programmare i fondi strutturali in conformità a una Strategia Nazionale, in pratica, si avvia la fase di chiusura della lunga e discussa stagione del protagonismo delle Regioni nella gestione delle risorse comunitarie per lo sviluppo dei territori.

In Campania per troppi anni è prevalsa nella classe politica locale la convinzione che per lo sviluppo fosse prioritario finalizzare le risorse dei programmi europei prevalentemente verso i servizi e le opere infrastrutturali, una visione che, lasciando fuori dalle politiche di sostegno le imprese, ha accelerato quel lento processo di deindustrializzazione del territorio regionale iniziato negli anni 90.

Le conseguenze sono che oggi in Campania l’uscita dalla crisi sembra un obiettivo lontano per la debolezza del sistema economico dove è prevalente la quota di servizi ed agricoltura, a scapito dell’industria con la percentuale del commercio estero sul Pil regionale è ridotta a circa 11% rispetto al 28% del dato nazionale.

La Strategia messa a punto dal Governo dovrebbe contribuire a concretizzare politiche di sviluppo per la reindustrializzazione dell’economia e per la ripresa dell’occupazione in un contesto di discontinuità rispetto alle politiche adottate prima della crisi.   Punto di partenza è il convincimento che per rilanciare stabilmente l’economia sia necessario operare un cambio in corsa del motore dello sviluppo, affiancando e via via sostituendo, i settori più tradizionali con produzioni in ambito delle cosiddette "emerging industries", servizi innovativi a più alto valore aggiunto, quali ad esempio quelli legate alla produzione di beni comuni e alla creatività. Concretamente significa sostenere la Ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione in settori nei quali vi sono preesistenze favorevoli allo sviluppo e buone condizioni di mercato. Significa promuovere la competitività delle PMI e investire in formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente. Un lavoro condiviso con le realtà istituzionali e i protagonisti sul territorio che in tempi rapidissimi deve convergere su una vera e propria filiera dell’innovazione e della competitività a sostegno di una ripresa sempre più efficiente, sostenibile e inclusiva, secondo quanto indicato dalla strategia europea Horizon 2020.

La valorizzazione delle specializzazioni ripropone uno dei temi che a Napoli recentemente aveva affrontato il viceministro Enrico Morando nel corso degli incontri con le PMI del comparto regionale dell’aerospazio. Il rappresentante del Governo aveva sostenuto che la Campania soffre d’inadeguatezza di classe politica e di debolezze strutturali che accentuano la caduta del PIL nelle fasi di recessione e bloccano la crescita nelle fasi di espansione. Il Governo - aveva sostenuto Morando - intende concentrare risorse e impegni in quei comparti industriali nei quali esistono le condizioni per rilanciarne la crescita. In Campania, come ha confermato anche il premier Matteo Renzi con la visita all’azienda napoletana K4A, l’aerospazio è il settore che più di qualsiasi altro presenta le condizioni per trainare la ripresa, se la reindustrializzazione del territorio diventa la priorità in una mission condivisa tra le istituzioni e gli attori sociali e politici.