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I Fratellastri d’Italia: Napolitania

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

napolitania

L’ennesimo schiaffo al nazionalismo scozzese è arrivato pochi giorni fa: la Scozia, votando al referendum storico (che ha coinvolto anche i minori fino a sedici anni) NO, resta annessa al Regno Unito. Sembrava che il sogno di Maria Stuarda, regina di Scozia, di mantenere la Scozia indipendente da Londra - che sposò perfino il rachitico delfino di Francia pur di difendersi dall’imperialismo della sorellastra Elisabetta - stesse per diventare realtà, ma così non è stato. La ricca Scozia, che da sola ha un’economia molto competitiva (riuscirebbe infatti a stare tra le prime 40 economie del mondo), a causa di un forte terrorismo ideologico, ha scelto di restare con Londra, salvando il Regno Unito dal diventare da grande potenza del mondo a potenza regionale.

Tuttavia il referendum scozzese non ha fatto altro che evidenziare una crisi degli stati nazionali che va avanti da decenni. La tumultuosa Europa non riesce più a stare in piedi: Spagna, Olanda, Regno Unito, Romania, Ucraina, Grecia e la stessa Italia, spingono per una scissione interna: altro che Europa unita, qui sono gli stessi Stati nazionali a non stare più in piedi.

Il 9 Novembre la Catalogna, ricchissima regione Spagnola, voterà un referendum “consultivo”, non riconosciuto dalla corona spagnola,  in cui si esprimerà sull’appartenenza della regione alla Spagna.

Decine e decine sono i movimenti indipendentisti europei: abbiamo la Lusazia Tedesca; la Prussia orientale polacca; in Francia abbiamo la Bretagna, l’Occitania, Savoia, il Paese Nizzardo, la Corsica; in Romania la Transilvania...in questa Europa indifferente di fronte ai problemi sociali ed economici: il nazionalismo la fa da padrone e i facinorosi hanno vita facile.

In Italia moti indipendentisti forti come quello scozzese o catalano non esistono, tuttavia lo Stivale, come sempre si distingue nel mondo per la miriade di “movimentucci”, che come sempre ci pongono all’apice delle classifiche in cui mai nessuno vorrebbe stare. Abbiamo il Movimento Indipendentista Siciliano, il Partito Sardo d’Azione, la Lega Nord, il Movimento di Liberazione del Popolo Veneto, Il Piemonte Stato, il Toscana Stato, Movimento Friuli e infine FNL.

FNL, Fronte di Liberazione della Napolitania, ha come obiettivo la costituzione di uno stato sovrano nell’Italia meridionale, la Napolitania. FNL si propone di liberare la Patria della Napolitania dall’oppressione statalista del sistema Italia . Creare uno stato che comprenda tutto il sud Italia, con capitale Napoli, sedici milioni di abitanti, un prodotto interno lordo vicino a quello Greco, parleremo della 50esima economia del mondo, una disoccupazione del 21%, un debito pubblico superiore al 226%, un pil pro-capite vicino a quello Russo, con un costo della vita pari a quello del Lussemburgo: una vera e propria catastrofe. Napolitania sarebbe uno stato che andrebbe commissariato immediatamente. Mentre ciò che resta dell’Italia non sarebbe poi tanto male, anzi molto probabilmente, l’Italia sarebbe un’economia, sì ridimensionata, ma comunque superiore a quella Spagnola e sempre tra le prime quindici al mondo.

Il Sud è l’Italia, è la cultura che ci riconosce nel mondo, è la personalità dell’Italiano. Siamo sempre qui a lamentarci di tutto e tutti, facciamo classifiche, ci piangiamo addosso, ci paragoniamo con storie diverse dalla nostra e piene di controversi interne, ma non guardiamo mai a ciò che abbiamo: l’Italia. I fratelli e le sorelle d’Italia, non accetteranno mai fratellastri! Abbasso il nazionalismo locale, viva il nazionalismo nazionale!