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L'angolo del libro: La Mammana Di Antonella Ossorio

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Letteratura

mammana

“Ora, se tale smisurata strafottenza fosse un difetto o un pregio non lo sapeva, ma s’era fatta l’idea che si trattasse piuttosto di necessità. Se hai per dirimpettaio un vulcano lunatico, e mille altre ragioni simili per sentirti un funambolo in bilico su una corda lisa, due sono le cose: o campi alla giornata o campi male”.

 

Insomma Napoli, in una visione che molto dovrebbe fare riflettere la politica in questo periodo di turbolenze e grave crisi sociale. Questo romanzo storico scopre temi contemporanei nella Napoli della seconda metà dell’ottocento, alla ricerca delle sfumature della libertà, della diversità e della donna, che vengono inserite e contestualizzate perfettamente in un normale e divertentissimo romanzo.

L’amore vince sempre, grazie anche ad un certo impegno del destino, che toglie e dà alla protagonista una vita completa di affetti familiari, nonostante le premesse soprannaturali. Lucina, la protagonista, viaggerà tra la terra di Lavoro e il cuore di Napoli, portando con sé l’esperienza del femminile ai massimi livelli. Oggi possiamo chiamarla una persona transessuale, dal punto di vista psicologico, ma forse, per come è descritta, era invece un’intersessuale, nata d’aspetto femminile di bellezza inusuale, inclusa l’assenza di peli sul viso e sul corpo, ma con i caratteri sessuali del maschio, ancorché limitati e poco ingombranti.

L’autrice costruisce una credibile storia familiare di omo-trans-genitorialità intorno a Lucina, una mammana fuori del comune, figura a sua volta oggi disprezzata, quanto desiderata all’epoca quando gli uomini, i medici, disdegnavano il parto o le interruzioni di gravidanza come vili competenze femminee.

Solo nel 1877 una donna in Italia divenne medico, a Firenze, tale Ernestina Paper, mentre dobbiamo aspettare il 1978 per la legge 194 sull’interruzione di gravidanza e il 1982 per la legge 164 sul cambiamento legale dei genitali. Oggi viviamo invece il dramma dell’obiezione di coscienza, che sottrae comunque i ginecologi ai compiti dovuti, così come l’abuso in Campania del Parto Cesareo e l’assenza di luoghi per il parto naturale, che hanno sottratto del tutto la nascita alla normalità familiare.

La Mammana tocca allora, con uno sguardo sereno e distante come quello del romanzo può garantire, un’analisi logica delle relazioni umane, dei rapporti d’amore o disfuznionali tra maschi e donne di ogni estrazione sociale e condizione umana, ma soprattutto proprio tra donne, utile per trovare un senso nella vita e magari imparare a relazionare meglio tra concittadini.

Antonella Ossorio, autrice nata nei Quartieri Spagnoli, scrittrice per ragazzi, prima che per adulti, compie allora un salto indietro nella storia, una capriola magica, ma perfettamente adattata e credibile nel periodo storico prescelto, giacché Napoli è terra di misteri e di magia, protettrice di femminielli e femmine di ogni dimensione storica, ma anche città in cui si trasformano simboli forti come il sangue e il mare.

Siamo subito diventate amiche, quando ho seguito a Formia la presentazione presso le Leggendarie, ma sarò molto felice di ascoltarla di nuovo parlare del La Mammana il 15 di ottobre a Poetè, presso l’hotel de Charme a via Chiaia 216.

 

Antonella Ossorio

La Mammana

Einaudi, 280 pagine, 10 euro

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