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Grande Progetto “Centro Storico-valorizzazione sito Unesco” ...... l'ennesimo annuncio.

Scritto da Antonio Cirillo Il . Inserito in Succede a Napoli

La recente dichiarazione dell’assessore regionale all’urbanistica, che “il Grande Progetto Centro Storico è in Europa il primo modello d'intervento che non ha come obiettivo una singola opera, ma un unicum territoriale quale è il centro antico di Napoli” potrebbe non trovare riscontro nella realtà se si considera che il previsto investimento di 100 milioni di euro riguarda n. 27 distinti interventi (di cui 24 relativi a manufatti monumentali) dei criteri di selezione dei quali, ad oggi, non è mai stata data pubblica motivazione e il cui insieme, piuttosto che determinare il processo di riqualificazione dell’unicum territoriale, si risolverà in una sommatoria di singoli interventi tra loro disconnessi. Eppure ben altro era lo scenario che si configurava con le azioni intraprese a partire dal 20/09/2007 nell'ambito del POR FESR 2007-2013 - obiettivo 6.2 –Napoli e Area Metropolitana e approvati dalla Giunta Comunale nel ottobre 2009 e dalla Giunta Regionale nel marzo 2010. Infatti, il Documento di Orientamento Strategico, in coerenza con la filosofia di impiego dei fondi europei, era finalizzato a conseguire sviluppo e a migliorare sensibilmente la qualità degli ambienti e della vita degli abitanti non solo con il restauro di monumenti ma, per esempio, anche per quel che riguarda la sicurezza e le politiche dell’inclusione. Mentre il Piano Integrato Urbano, che doveva essere la parte di immediata realizzazione del programma, anche in virtù del finanziamento previsto di circa € 240 milioni, proponeva, tra l'altro, nell’area di Neapolis la rinascita e la rivitalizzazione della Cittadella degli Studi, delle Arti e della Cultura, attraverso l’integrazione e il potenziamento di funzioni e istituzioni che da secoli hanno caratterizzato questa parte del centro storico.
Successivamente, con la nuova Giunta Caldoro, le impostazioni iniziali sono state significativamente riconfigurate da un fitto iter deliberativo che, tra l'altro, prevede la riduzione del finanziamento da 240 a 100 milioni di euro, l’individuazione del Comune di Napoli quale beneficiario del Grande Progetto e la nomina del Provveditorato Opere Pubbliche per la Campania ed il Molise quale Organismo Aggiudicatore Unitario. Quanto sin qui illustrato legittima le seguenti considerazioni: • nella fase di decisione relativa alla modifica del numero degli interventi, questa volta non è stata coinvolta la Città, contrariamente a quanto accadde con la precedente amministrazione che ascoltando Municipalità interessate, Università, associazioni di categoria e Sindacati raccolse attraverso manifestazioni di interesse dai cittadini ben 240 proposte di interventi; • non vi sono elementi tangibili, alla luce degli interventi indicati, che il progetto generale, così come modificato, possa essere in coerenza con il Documento di Orientamento Strategico approvato nel marzo 2009 e fatto proprio dalla Giunta Regionale nel marzo 2012; • manca una doverosa “evidenza pubblica” della finalità dei progetti, delle destinazioni d'uso e delle modalità di gestione dei singoli manufatti. • non si comprende, infine perché il Comune di Napoli, pur essendo il Beneficiario del Grande Progetto rinunci al doveroso ruolo di Organismo Aggiudicatore Unitario, ovvero di Stazione Appaltante.
Alla luce di quanto detto, c'è il rischio che il “Grande Progetto”, non ancora sottoposto alla Commissione Europea per l’approvazione definitiva del contributo finanziario, può ridursi ad una mera operazione di restauro di singoli monumenti, e quindi, non solo poco coerente con la filosofia di impiego dei fondi europei del POR FESR 2007-2013, ma insufficiente a conseguire l'obiettivo prioritario di avviare un processo virtuoso finalizzato ad una nuova identità del Centro Storico.