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Facciamo le primarie

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in A gamba tesa

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Sono diversi mesi che gli elettori democratici attendono di conoscere quale sia la proposta di candidatura che sfiderà Stefano Caldoro per le elezioni regionali della prossima primavera. Nel frattempo ci sono state importanti occasioni per discutere, dentro e fuori il gruppo dirigente democratico: le Assemblee Provinciali, la Conferenza Programmatica Metropolitana, la Fonderia o iniziative aperte d’indubbia qualità come quelle organizzate con Pittella, capogruppo europarlamentare, o dalla società civile napoletana.

E dentro queste discussioni pubbliche sono emerse le grandi criticità da affrontare immediatamente: la sanità oramai al collasso, i fondi europei al palo, il sistema dei trasporti in ginocchio, l’assenza di politiche serie di occupazione e di crescita. Manca ancora, al PD Campano, una compiuta visione riformatrice del nuovo modello della Regione Campania, in profondo cambiamento visto la nascita della Città Metropolitana e il recente dibattito sulla Macroregione del Sud.

Insomma, i temi politici ci sono ma occorre evidenziare che le elezioni regionali saranno un appuntamento elettorale di forte valore nazionale visto il numero di Regioni interessate dal rinnovo dei Consigli Regionali. Ignorare questo dato, la forte dimensione politica della competizione, sarebbe indubbiamente un grave errore di superficialità. Per questo, serve subito una data per le primarie, ed è un bene che, dopo innumerevoli rinvii, sia stata convocata la direzione regionale che fisserà il quadro regolamentare dell’intero percorso: non per presunti bizantinismi, ma perché le proposte di candidature in campo devono sfidarsi lealmente su autonome definizioni programmatiche, in modo che i cittadini potranno liberamente scegliere la soluzione più convincente per rappresentare una nuova stagione di cambiamento in Campania.

Un’analoga accelerazione vale anche per i tanti Comuni al voto nella prossima primavera. Sia la Federazione Provinciale a stabilire, chiaramente che, nel rispetto dello statuto nazionale e salvo i casi di una condivisione larga per indicare le candidature a Sindaco, si facciano ovunque le primarie, con una data e un regolamento chiaro. La chiarezza delle scelte ora è diventata un obbligo politico se vogliamo tornare a essere credibili.