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GD Avvocata e Riforma della magistratura

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Il Palazzo

giustizia-toghe

Numerosi gli interventi, presso il GD Avvocata a Napoli, sulla riforma della magistratura, che qui riassumo come un Brain Storming, perché ogni affermazione, delle poche che ho trattenuto su carta, possa ispirare un’ulteriore iniziativa politica e soprattutto un lavoro parlamentare e istituzionale.

Uno degli elementi ripetuto più volte è stato quello del dramma delle società in Italia di ottenere la riscossione crediti, che avviene proditoriamente attraverso la magistratura perché questa li dilaziona automaticamente di dieci anni, a fronte di una media europea di tre anni. Lo stesso problema di tempo crea distorsioni in ogni altro tipo di processo e ferma la società e la competitività.

Le riforme giuridiche in Italia sono rallentate anche da interventi esterni alle istituzioni, come quella del divorzio breve, arenato causa Cei, che invece garantirebbe lo snellimento delle procedure ed eviterebbe gli assurdi e costosi viaggi all'estero, che ormai caratterizzano fasce sempre più ampie di cittadini anche per ottenere l’inseminazione eterologa, o i non citati matrimoni gay fino all’eutanasia.
Sono decenni che si propone anche un modello di conciliazione che sostituisca le lunghe e costose procedure giuridiche principali. A mio avviso vanno contenuti anche i ricorsi ai cavilli, che bloccano in simmetria avvocati opposti e che allungherebbero comunque ogni procedura alternativa.

Nel mio piccolo cito il dramma dell’impostazione giuridica sulla pericolosità sociale collegata impropriamente alla Salute Mentale, che causa vere e proprie follie che favoriscono camorristi, pedofili, mafiosi, assassini e stupratori e danneggiano in modo grave i sofferenti psichici, cui vengono negati la certezza della pena, un giudizio equo e perfino la possibilità di cura.

Allo stesso modo ma alla rovescia, i medici sono letteralmente perseguitati, anche dagli spot in metropolitana, da ricorsi che arricchiscono assicurazioni e avvocati, a fronte di oltre un 90% di assenza di motivazioni valide che dopo molti anni e spese dimostrano l’inoppugnabile innocenza dei sanitari.

Tutti concordano che in politica si vince solo col consenso popolare e che sarebbe aberrante usare la magistratura per scavalcare un avversario politico. D'altra parte questo ha impedito finora alla sinistra di fare le riforme, quasi fosse un tabù, e ci muoviamo solo ora a causa delle pressioni dell'Unione Europea.

La debolezza della politica sulle riforme, non solo su questo tema, ha poi lasciato spazio a magistrati d'assalto che oggi sarebbero anonimi se la politica si assumesse le proprie responsabilità che va estesa in qualche modo anche ai magistrati garantendone l'autonomia, ma evitando che travalichi il potere legislativo ed esecutivo. Altrettanto distorto è stato inseguire i magistrati a garanzia della linea politica di un partito.

La corruzione deve essere il vero obiettivo della riforma della giustizia, che deve essere strumento efficace e rapido invece che propaganda, permettendo maggiore accessibilità alla responsabilità dei politici, che invece oggi trova ancora tanti ostacoli per quanto attiene intercettazioni e rimandi a giudizio.

Ricorda Elisabetta Gambardella, la riforma del penale è stata bloccata, ob torto collo, ancora una volta, sempre in ossequio alla stessa parte politica. Nel frattempo la crisi economica ha peggiorato la gravità del fallimento della magistratura, per cui tutti gli investimenti si sono fermati anche quelli interni.
Venanzio Carpentieri reclama un miglioramento del sistema delle pene alternative, nonostante un ragazzo disabile ricordi dal pubblico il motto 'vogliamo scuole non carceri '.  Il Segretario PD della Città Metropolitana di Napoli continua ricordando che lo stato risarcisce economicamente raramente solo, dopo un ulteriore infinito processo le vittime del sistema giudiziario, con il rischio di creare altre anomalie. Si deve lavorare invece per dare nuovamente dignità e autonomia completa alla politica italiana, senza proteggere la “casta”, impedendo la sovrapposizione dei tre poteri costituzionali, causa di tanti mali e aberrazioni politiche da decenni.