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Incontriamo i Tarall&Wine

Scritto da Raffaele Annunziata Il . Inserito in Musica

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Domenica 23 novembre presso il Ferro3.0 di Scafati abbiamo incontrato, io e Raffaele Lanza, i Tarall&Wine, più precisamente Claudio Gnut e Dario Sansone frontman dei Foja, due delle più interessanti realtà musicali della scena napoletana (non neomelodica). Abbiamo fatto due chiacchere sui loro progetti futuri, impegni correnti e curiosità. In fondo alla pagina trovate anche il video dell'intervista.

Per cominciare, che cos’è il TirabùShow?

Dario: In quanto oggetto o in quanto spettacolo? E’ quell’oggetto meraviglioso che sembra avere i braccini e si utilizza per stappare una bottiglia di vino. Giocando sul nome dell’oggetto che credo sia di origine francese, abbiamo dato il nome allo spettacolo che più che uno spettacolo per noi era un’idea, che era quella di ..

Claudio: ... di creare un contenitore nel quale mettere un pochino del nostro e un pochino di tutti gli amici che ci vengono a trovare. Quindi creare un palco dove noi facciamo una direzione artistica partecipata e apriamo la serata. Un momento per stare insieme agli amici musicisti che ci vengono a trovare, ci sta un ospite per ogni sera e dopo il palco è aperto a chiunque vuole suonare, quindi nascono jam session, situazioni interessanti. Si sono create delle cose che non ci aspettavamo nemmeno noi: è stato bello preparare solo la prima parte dello spettacolo e lasciare all’improvvisazione tutto il resto. Si fa tardi, adesso cerchiamo di aggiustare il tiro e iniziare prima, però è molto divertente pure per noi, soprattutto per noi...

Dario: Soprattutto il piacere era quello di creare una rete, di mettere a disposizione quel poco di bene che abbiamo ricevuto i e Claudio attraverso la nostra esperienza, anche per far conoscere degli artisti che conosciamo e che sono validissimi, magari di miscelare pubblico e presentare cose differenti da quello che ascoltano di solito. E’ bello avere un appuntamento fisso: noi facciamo il martedì a Napoli e le domeniche qui a Scafati...

Claudio: una domenica sì e una domenica no...

Dario: Esatto, e cerchiamo di dare un appuntamento fisso dove puoi venire ad ascoltare musica e canzoni fondamentalmente.

Adesso parliamo dei Tarall: più di una persona ve l’ha chiesto, ma questo prossimo CD dei Tarrall&wine quando…?

Claudio: Quando? Si stiamo scrivendo, abbiamo dei pezzi nuovi che ci piacciono, belle canzoni! Le suoniamo in cucina ancora, per il momento. Adesso viviamo pure nella stessa casa, quindi è bello condividere spazi, cucine, chitarre, come è sempre stato fino adesso …stev a scrocco mo m’agg pijat proprio a stanz

Dario: Insomma lo stiamo facendo, l’importante e che...

Claudio: Chi lo sa!

Dario: Chi lo sa! Per ora abbiamo quattro canzoni che ci piacciono..

Claudio: Cinque!

Dario: Cinque?

Claudio: Sii, e un sacco d’idee...

Dario: E un sacco d’idee. Il bello di questo progetto è la spontaneità quindi quando le cose ci piaceranno allora usciranno fuori. Poi tra impegni Gnut e impegni Foja nun se capisc nient ccà come potete vedere pure dal camerino del TirabùShow

Visto che in Italia va tanto di nuovo questo genere “Indie”, voi vi ci identificate un po’?

Dario: Ah l’hanno rispolverato?

Claudio: No ma noi siamo indie. Ci sentiamo indie proprio tutti i giorni. Quando ci svegliamo facciamo la colazione indie... Non sappiamo che significa indie, nuj sunamm!

Dario: La risposta che abbiamo sempre dato è che quando non stai con una Major e stai cozzato di fame …

Claudio: Come noi..

Dario: Come noi, quindi stai con etichette indipendenti, fai musica indie. Non è un genere che abbia un sound ben definito. Di solito è associato a quello un pochino sfigatello …

Claudio: Oh ma perché a ma fa o sfigatell?

Dario: Sei sfigato, eh vist?

Claudio: Ma perché sfigatello? Ma perché associato sfigatello? Non lo so chi è questo associato.. Io mi dissocio.

Dario: Va beh, indie, che non è un male ma può essere un bene, per me è chi non ha dietro la grande industria o dei grandi canali per potersi esprimere e quindi deve inventarsi delle cose. Ci sentiamo indie perché abbiamo la libertà di svegliarci la mattina, fare una canzone e decidere anche insieme alla nostra etichetta indie di inciderla!

Le Strisce in una recente intervista hanno dichiarato che “Napoli sicuramente offre meno possibilità per chi oggi vuole fare musica rispetto a realtà più grandi come Roma, Bologna, o, soprattutto, Milano”, voi cosa ne pensate?

Dario: Claudio parla tu che hai viaggiato un poco per Roma, Milano...

Claudio: Che devo dire... è difficile un poco dappertutto. E’vero che ci sono situazioni a Roma e Milano veramente organizzate bene. A Napoli certe situazioni mancano, ci sta un pochino di approssimazione su certe cose, però ci sta un sacco di energia e un background musicale...

Dario: In realtà fare musica in quanto musica è una cosa, fare successo è un’altra cosa.

Claudio: A Napoli ti puoi mettere per strada, c’è tutta la strada libera al Centro.. A Milano ci stanno i vigili che ti fanno la multa, devi pagare due euro per quattro ore per suonare in un posto specifico e dopo le quattro ore devi pagare altri due euro e se attraversi ti fa la multa. A Napoli abbiamo la fortuna che possiamo suonare in tutti gli angoli: andai a mangiare al Centro Storico dove arrivano questi cantanti bravissimi che ti fanno dei pezzi tradizionali che per un turista è una cosa bellissima. La nostra tradizione è fortissima nel mondo quindi alimentare questa cosa, suonare dalla strada al baretto, al club, al caffè letterario è importante, gli spazi ci stanno poi dipende uno dalle aspettative che c’ha. Però i posti ci stanno, la musica bella ci sta, i musicisti pure, si sta bene...

Voi vi sentite i portavoce di questa musica napoletana?

Claudio: No

Dario: I porta..CROCE

Claudio: Nel senso che Napoli c’ha un sacco di cose belle, ci sono cose che funzionano un pochino di più altre che un pochino di meno, cose che hanno molta visibilità, ci sta tutta la scena Hip Hop, cioè ci sta nu sac e’robb a Napoli, i portavoce non servono a niente. Ci sta tutto un movimento, lo portiamo avanti tutti insieme, e ognuno trascina gli altri se ci sta coesione e voglia di fare musica insieme..

Dario: Indipendentemente dal genere, il bello di Napoli è che ci sono un sacco di progetti variegati dove ognuno esprime la propria musica in maniera differente, non per forza bisogna cantare in dialetto o in lingua napoletana. E’ bello vedere questa varietà di artisti che si esprimono alla grande in quello che fanno; è anche bello che qualcuno riprenda la tradizione e la porti avanti, però non un obbligo secondo me.

Proprio per il fatto che voi cantate spesso in napoletano, Dario con i Foja sicuramente, Claudio un po’ meno con l’ultimo CD, è po’ meno in napoletano e più in italiano, ma il seguito fuori dalla Campania com’è?

Claudio: A me con questo disco soprattutto, a Milano, a Roma sta andando bene. Come mi sta andando a Napoli mi va a Milano e Roma quindi sono contento.

Dario: A me bene, perché i napoletani si riproducono come le cavallette, quindi dove vai vai ci stanno sempre. E’ da parecchio che come band constatiamo che essere sinceri ed esprimersi nella propria lingua nella maniera più diretta è sempre un’arma vincente. Si può cantare in qualunque lingua, basta che dici le cose onestamente, dove vai vai riesci a conquistare qulcuno.

Una domanda per Claudio. L’anno scorso venimmo a sentire i Tarall&Wine alla festa dell’Unità a Pomigliano e tu ci parlasti da sopra al palco di un album per bambini, quindi ci stavamo chiedendo, visto che ci facesti ascoltare anche qualche pezzo, quest’album per bambini...

Claudio: … sta allo stesso punto di allora..

Dario: Tanto la gravidanza è lunga!
Claudio: La fortuna è che i bambini nasceranno, quindi per i vostri figli sarà pronto sicuramente, speriamo un pochino prima perché vi vedo abbastanza giovani.

Con chi vi piacerebbe collaborare?

Dario: Con chiunque ci si trovi, al meno per me, a livello umano sulle stesse frequenze, al di là del genere che può fare. E’ una questione più umana che poi si sposa nella musica e nella scrittura di una canzone.

Claudio: Collaborazione, a lui non lo posso dire? Non lo so, con chi capita, chi incontro e ci passo un po’ di tempo insieme e nasce qualcosa di bello perché prima non lo sai quello che può uscire. Farei una serata GNUT, BENVEGNU’ e NEW QUARTET, giusto per il nome.

I tre album che vi portereste sempre dietro

Dario: Harvest di Neil Young, un disco di Carosone e poi per il terzo mi lascio la libertà di ascoltare quello che c’è in giro, così nun port proprio, m’o catt a nata part

Claudio: A me ora viene; Terra mia, Grace di Jeff Buckley …

Dario: E un Nick Drake dai!


Chiudiamo: visto che Gigi D’Alessio ultimamente ha dichiarato che vorrebbe provare a fare un album rap, di buttarvi su questa scena c’avete mai pensato?

Dario: Noi vorremmo fare un disco come Gigi D’Alessio, ci stiamo pensando da mesi..

Claudio: Però rap..

Dario: Rap, di Gigi D’Alessio rap

Quindi fate concorrenza a Gigi?

Claudio: Si, gli rubiamo l’idea e lo facciamo prima noi

Dario: Gigi scherziamo! Quello poi ci legge! Ciao Gigi!

Anche perché poi Dario è avvantaggiato, conosce Francesco Paura che gli può dare un suggerimento

Claudio: Lui è forte, quando...

Dario: Quando sto mbriac …

Claudio: Parte freestile, è fortissimo!

Dario: Ja allora o facc sto disc rap! Ja mo levam man! So sord!

Fate un saluto alle Rane!

Dario: Un saluto alle Rane!

Claudio: Ciao Rane!

Dario: Stam semp ccà!

 

Qui alcuni link:

Il video dell'intervista https://www.youtube.com/watch?v=gNXqvsqSZfU

La pagina ufficiale dei Tarall&Winehttps://www.facebook.com/TaralleWine?fref=ts

Acquista l'album su:

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http://www.lafeltrinelli.it/musica/cd-album/tarall-wine/l-importante-e-ca-staje/8016670103226