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Il centro storico e due segreti istruttori

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Secondo capitolo sul centro storico di Napoli. Segue il puntuale racconto che su questo sito ne ha fatto Antonio Cirillo poche settimane or sono.

Non v’è nulla da aggiungere sul piano informativo perché tutto sembra essere coperto da segreto istruttorio. Mi rifiuto di rincorrere ipotesi indiziarie su un argomento che ha registrato nel passato ben altre forme di informazione e condivisione, come ancora una volta ha sottolineato Cirillo. Ribadisco solo – perché centrale – un concetto già segnalato: questo nuovo programma nasce vecchio e per certi versi inutile. Non è un progetto integrato, prevede solo restauri monumentali e arredo urbano e perciò resteranno irrisolti tutti i problemi che affliggono l’area di intervento. Non erano queste invece le prospettive per il precedente Grande Programma che interveniva anche sulle cause del degrado con una serie di misure aggiuntive che riguardavano l’ambiente, la mobilità, la sicurezza, il commercio, il turismo, la residenza privata. Perché è fallito questo progetto? Formalmente, perché è cambiata la Giunta regionale che era titolare delle risorse europee. Il nuovo Presidente Caldoro non ha ritenuto opportuno confermarle. Sostanzialmente, qualche ipotesi più ardita è possibile farla. Per il timore d’un prevedibile cambio di segno politico con le elezioni regionali del 2010, fu più volte informalmente chiesto alla Regione nel corso del 2009 di trasferire al Comune di Napoli l’intero importo dei 200 milioni di euro per metterli al riparo da sgradevoli sorprese post elettorali puntualmente verificatesi. Non c’era alcuna norma che lo vietasse. Bastava una delibera. Se ciò fosse accaduto, già nella primavera del 2010 si sarebbero aperti i primi cantieri per oltre trenta milioni di euro ed oggi il programma sarebbe in piena fase di attuazione. Ciò non accadde. Perché? Nel frattempo era partita la campagna elettorale per il nuovo sindaco di Napoli. Forse c’era qualche resistenza ad assegnare una cospicua risorsa economica ad un candidato-sindaco che già era sceso in campo e gestiva, con chi scrive, la responsabilità dell’assessorato al centro storico. Per essere espliciti: era cominciata sotto traccia la lotta tutta interna al Partito Democratico per le primarie. Solo una ipotesi, ovviamente. Ma verosimile, occorre ammetterlo.

Anche per la fase attuale del Grande Progetto, una domanda è d’obbligo. Perché non si indicono bandi pubblici per la progettazione dei restauri? Tra centro storico e Mostra d’Oltremare sono previsti oltre 160 milioni di lavori. Potrebbero corrispondere ad almeno dieci milioni di spese tecniche per progettazione, con il coinvolgimento di centinaia e centinaia di professionisti. Un’occasione provvidenziale in questa gravissima crisi occupazionale. Nulla si sa in proposito. Altro segreto istruttorio. Ma Palazzo San Giacomo è sede del Comune o della Procura?