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Caos Campania

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

caos campania

Nuvole nere si addensano sul cielo della Campania. E purtroppo non è un’affermazione retorica. L’intero sistema politico sta collassando alla vigilia delle elezioni regionali della prossima primavera. Nel centrodestra gli alleati di Caldoro sono riottosi e insofferenti a riproporre l’uscente leadership. Cosentiniani e anticosentiniani sono tra loro in guerra continua.

Il nuovo centro destra è dilaniato tra i sostenitori della continuità dell’alleanza con Caldoro e chi non vede l’ora di rompere con Forza Italia e allinearsi con il quadro politico nazionale. Lo stesso Caldoro è sinceramente incerto sulla sua ricandidatura a presidente. Il che la dice lunga sulla possibilità di presentare un bilancio minimamente positivo sui cinque anni di governo trascorsi.

Di contro la sinistra, quella riformista dico, dovrebbe sentirsi in salute e fiduciosa in una realistica previsione di vittoria. E infatti i sondaggi “al buio” danno un vantaggio alla sinistra dagli otto ai dieci punti.

E invece le cose purtroppo non stanno così, per varie ragioni.

La prima è di cultura politica. Non siamo ancora riusciti ad assimilare la strategia maggioritaria fatta propria da Renzi. E la coazione a ripetere il mantra delle alleanze ci ossessiona e ci sbanda. Ancora una volta persi nell’inseguimento del centro, o in opposizione pronti a riproporre la gioiosa “macchina da guerra” dell’unità delle sinistre. Invece dovremmo essere impegnati a qualificare la offerta politica del PD in piena autonomia e con capacità di parlare alla maggioranza dei campani.

La seconda ragione è che “la nuova classe dirigente” della Fonderia non è riuscita né a produrre una nuova proposta programmatica, e, aggiungo istituzionale, per Campania e Mezzogiorno, né a far emergere una credibile e innovativa leadership. Una occasione colpevolmente persa, per ora, spero.

La terza ragione è la strutturale fragilità del PD, che non riesce ad essere luogo della potenza delle regole statutarie per cui il partito  è anima al vento esposto a tutte le più imprevedibili turbolenze. L’attuale storia delle primarie è l’esemplare narrazione di un racconto grottesco. Si chiuda presto questa angoscia. Le primarie non solo non sono evitabili; ma non si debbono evitare. Quello che dobbiamo tutti insieme fare è di renderle normali. Altrimenti non è che abbiamo solo la inquietante vicenda delle primarie per il sindaco di Napoli alle spalle ma avremo anche il capitolo successivo, la scelta “cieca” romana del Morcone di turno e con il finale già scritto della cocente sconfitta.