fbpx

Quando l'economia diventa patologia

Il . Inserito in Il Palazzo

medicina e economia

Medicina ed Economia. Due parole che apparentemente, all'occhio poco attento e "profano", hanno ben poco di comune tra loro, eppure è stato proprio questo il titolo del V convegno Di Medicina e Società organizzato, nella ancora calda mattinata del 29 Novembre, nella suggestiva cornice dell'Antisala dei Baroni del Maschio Angioino nel cuore pulsante e chiassoso di Napoli.

A parlarne c'erano un po' di autorevoli professionisti come la dott. essa Maria Rosaria Intini, prof. Carlo de Werra, dott. Enzo Agliardi, prof Antonello Crisci, prof. Alessandro Ceci, avv. Giuseppe Rosario Viola, dott. Alessandro Raggi, prof. Francesco Donato Perillo, avv. Angelo Pisani, prof. Francesco Bruno, l'imprenditore Mario Elefante, prof. Luigi Maria Sicca e dott. Giovanni Severino. "La crisi economica che da qualche anno investe il nostro paese sta provocando una serie di pesanti conseguenze sulle condizioni finanziarie e psico-sociali di milioni di persone. Aziende che chiudono, licenziamenti, disoccupazione, precariato, paura di perdere il posto di lavoro o difficoltà a trovarlo sono problemi all'ordine del giorno e fonte di grande angoscia, mentre l'aumento del costo della vita, la diminuzione del potere d'acquisto, l'erosione del risparmio delle famiglie generano una sensazione di generale impoverimento (reale o percepito)." [prof. Crisci]

Abbiamo, dunque, due effetti contrastanti e paradossali, da una parte la depressione dovuta dalla perdita o mancanza di lavoro e dall'altra, come spiegato anche dal prof Perillo e dalla dott.essa Chiara Bartalini, il lavoro non solo è un'Attività necessaria per vivere, ma è anche Mezzo di affermazione sociale, Assegna uno status, Riveste il valore di un rituale che contrassegna il vero passaggio all’età adulta. Questo può portare al "Workaholism" o "work addiction", letteralmente alcolismo lavorativo, che in un primo tempo può presentarsi come un eccessivo numero di ore dedicate al lavoro e in una seconda fase con pensieri ossessivi, aggressività, impoverimento affettivo, eccessivo consumo di sostanze stimolanti ecc...

Durante la conferenza è stato inoltre sottolineato come la "cattiva salute" dei dipendenti leda la produttività stessa dell'azienda e come in un periodo di crisi, dove il welfare statale è in forte contrazione, le aziende che offrono un buon welfare aziendale, come riescono ad essere più produttive e competitive. Emblematico ed esplicativo risulta il caso di Google che offre un'intera gamma di servizi ai propri dipendenti che vanno dagli asili nido ai tagli di capelli gratis, passando per palestre e lavaggio di auto. In Italia, purtroppo, da questo punto di vista, siamo anni luce indietro rispetto al resto d'Europa, questo potrebbe diventare, dunque, un buon punto di discussione e proposta imprenditoriale e politica. Ci riserviamo l'onere e l'onore di continuare e approfondire questi argomenti, con QdN, poiché, riteniamo, risultano cruciali per lo sviluppo economico e lo stato di benessere sociale, oltre che essere intimamente correlati tra loro.