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EAV srl (Ente Autonomo Volturno)

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Funiculì, funicolà

Lo scorso 28 dicembre 2012 le tre aziende di trasporto su ferro della Campania, Sepsa, Vesuviana e Metrocampania, sono state incorporate nell’EAV srl (Ente autonomo Volturno). Si è costituita così una robusta azienda con più di 2000 addetti e circa 300 km di rete. Una rete che collega Napoli con l’area flegrea, con quella sorrentina e raggiunge anche il casertano e il beneventano. Una vera metropolitana regionale paragonabile in Italia alla Ferrovie Nord Milano (FNM) Esercizio Spa. Paragonabile nei numeri ma non nel percorso di realizzazione. EAV è una srl interamente controllata dalla Regione Campania.

La FNM è invece una Holding quotata in borsa il cui principale azionista (57,57%) è la regione Lombardia. Anche FNM gestisce più di 300 km di rete che uniscono le province di Milano, Varese, Como, Novara, Brescia, ma qui è già stato attuato il processo di separazione fra gestione della rete e quella del trasporto. La FNM, infatti, si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria della rete ferroviaria, dei lavori di potenziamento della rete e delle attivazioni di nuovi impianti.

Mentre dell’esercizio, ovvero dei treni e del trasporto vero e proprio, si occupano altre due società: Ferrovie Nord Cargo e le Trenord. La prima è controllata per il 60% dalla Tedesca DB, segno della concreta realizzazione della liberalizzazione del trasporto merci ferroviario. La Trenord, invece, si basa sull’alleanza paritetica tra il Gruppo FNM e Trenitalia. Quest’ultima società gestisce 42 linee regionali e 10 suburbane nel territorio lombardo, oltre al servizio Malpensa Express che collega le stazioni di Milano Cadorna e Milano Centrale con l’aeroporto internazionale. Si è realizzato così un “esperimento” di razionalizzazione e ottimizzazione del trasporto su ferro, un mix reale di pubblico e privato.

In maniera ben diversa vanno le cose in Campania. Nel 2001 la Regione Campania trasformava EAV, allora ente di diritto pubblico, in EAV srl affidando a quest’ultima la proprietà di Sepsa, Circumvesuviana e Metrocampania. Da allora sono trascorsi inutilmente 11 anni, senza che nessuno abbia messo mano al risanamento e al rilancio delle aziende. Anzi il settore del TPL (Trasporto pubblico locale) in Campania ha accumulato un debito di 500 milioni di euro. Alla direzione dell’EAV si sono alternati l’ingegnere Rizzardi, nominato dalle giunte di centro sinistra, e il professore Polese, nominato da Caldoro. Dalla nomina di quest’ultimo sono passati due anni.

L’obbiettivo (che la costituzione di EAV già allora si poneva) di unificare Sepsa, Vesuviana e Metrocampania, non ha avuto alcuna accelerazione anzi è avanzato con lentezza. Evidentemente mancava un accordo fra l’assessore ai trasporti Vetrella (cosentiniano) da un lato e l’amministratore unico EAV Polese (che gode invece del pieno appoggio del Presidente Caldoro) dall’altro.

Il 16 novembre scorso la svolta con l’insediamento di un Commissario ad acta nominato dal Governo nazionale per procedere alla razionalizzazione e al riordino delle società di trasporto su ferro. Anche in questo caso, come ormai siamo abituati in Campania, occorre un intervento esterno per risolvere i problemi. Il compito affidato al Commissario è quello di risanare una volta per tutte la partita dell’enorme debito che oggi paralizza la gestione del trasporto. Debito che, è stato deciso, graverà solo sulla società proprietaria dell'infrastruttura la quale, in virtù del suo consistente patrimonio, potrà più agevolmente affrontare il piano di rientro.

A fine 2012 la Giunta regionale, per parte sua, ha disposto il pagamento d’urgenza di 40 milioni di euro alle società di trasporto regionale su ferro del gruppo Eav. Il pagamento – che copre l’intero ammontare di quanto la Regione deve corrispondere per i servizi di trasporto effettuati dalle aziende del gruppo – è stato disposto in anticipo rispetto al normale iter e con priorità rispetto agli altri pagamenti in corso, allo scopo di far fronte alla grave crisi finanziaria che le società stanno affrontando, e in particolare per consentire di pagare i debiti contratti con le banche che in questo modo saranno disposte a erogare nuovi prestiti necessari al pagamento degli stipendi dei lavoratori.

È iniziata così una fase nuova, ma qualche interrogativo è d'obbligo. Se è chiara la volontà di tenere saldamente in mano pubblica le infrastrutture, come si procederà alla privatizzazione del trasporto? Si utilizzerà il modello dal conservatore inglese Major o quello del socialdemocratico Carlsson utilizzato in Svezia? Le differenze ci sono: il primo, per quanto riguarda il settore passeggeri, ha generato una pluralità di Operatori suddivisi per linee, ad ogni operatore viene affidata una linea. Guardando la rete del trasporto regionale in Campania potremmo pensare a operatori diversi per le linee attuali, Cumana, Circumflegrea, Circumvesuviana, Metrocampania. In Gran Bretagna poi hanno separato ulteriormente il settore costituendo una società che noleggia i treni al singolo operatore, una ipotesi che la Regione Campania ha già scartato?

Il secondo modello invece, si è spinto più in avanti attuando un regime cosiddetto di 'open access' in cui ogni azienda ferroviaria dotata di licenza, può liberamente chiedere e ottenere tracce dal gestore di rete per svolgere servizi di trasporto passeggeri, per capirci è quello che avviene attualmente sulla rete ferroviaria nazionale per i treni a grande velocità. Su una stessa linea possono acquistare il diritto di passaggio più di un operatore. Ma questa ipotesi è possibile per le reti regionali della Campania? Il problema è che solo Metrocampania si innesta sulla rete Nazionale, mentre la Vesuviana corre su binari di minore larghezza (a scartamento ridotto come si dice in gergo ferroviario).

Come terza ipotesi si potrebbe pensare di intraprendere anche in Campania la strada sperimentata in Lombardia attraverso la creazione di una società basata su una alleanza paritetica fra Trenitalia ed EAV: dunque  non Trenord ma “TrEav”.

Per ora i sindacati si sono dichiarati contrari alla separazione societaria tra Infrastrutture e trasporto, perché, sostengono, indebolirebbe l’intero gruppo EAV e creerebbe una forte incertezza al futuro dei lavoratori. Intanto la Giunta regionale si appresta a nominare il nuovo consiglio di Amministrazione di EAV, che non avrà più un amministratore unico. Dunque al Caldoriano Polese si affiancheranno i rappresentanti delle altre anime della maggioranza.

Successivamente si procederà a disegnare due distinte strutture aziendali per preparare la separazione societaria, aprendo così altri spazi di spartizione politica. La scadenza del 31 marzo del 2013 non è poi così lontana: in quella data scadranno i contratti di servizio con cui la gestione del trasporto era stata affidata alle tre società ormai incorporate. Per quel giorno l’ipotesi di affidamento del trasporto dovrà essere chiara. Né EAV né tantomeno la Regione hanno chiarito quali saranno le scelte future, resta dunque il comprensibile timore che il perpetuarsi delle divisioni interne all’attuale maggioranza apriranno una fase di incertezza che si riverbererà sulla già disastrata situazione economica delle aziende e sui livelli occupazionali dei lavoratori.