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Arancio orizzontale, Grillo verticale: le nuove coordinate politiche

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Succede a Napoli

L’Italia dei populismi è veramente una risorsa incredibile di cui parlare. Una mitologia di personaggi televisivi, resi tali per il loro lavoro anche involontariamente, che entrano in politica per cambiare lo status quo, carichi di promesse rivoluzionarie incredibili.

La politica sappiamo è fatta di organizzazione, scelte condivise, partecipazione, ma anche di visione e progettazione del futuro comune, ma possiamo usarle anche alla rovescia, per capire le condizioni attuali della società italiana. In fondo la politica è lo specchio del popolo che rappresenta, anche nei suoi più atroci difetti.

Sulle orizzontali mettiamo il movimento degli arancioni, sicuramente attratti da un leader fortemente carismatico come De Magistris, ma culturalmente inconsistente, per cui ogni progetto deriva dall’accoglimento della catena che parte dalle associazioni ai movimenti per poi trasformarsi, questo sì in modo autoritario, nella realtà delle norme che viviamo a Napoli.

La vera rivoluzione sperata e auspicata, quella della maggiore partecipazione e della maggiore consapevolezza del senso civico non è avvenuta fin dalle premesse, essendo i voti del PD e comunque della metà della popolazione ad averlo eletto.

Questo metodo orizzontale cerca in Ingroia il suo nuovo portavoce, riunisce appunto movimenti e outsider di ogni tipo, ma non appare per ora capace di aggregare le masse inerti.

Sulle verticali mettiamo il movimento cinque stelle, apparentemente democratico, ma che ogni giorno di più si dimostra essere solo una proprietà privata di Casaleggio gestita con modalità da monarchia assoluta da Grillo, nonostante la popolarità di alcuni degli espulsi rimanga localmente alta. Questo paradosso è dovuto al fatto che ogni gruppo del movimento riproduce, come vassalli e valvassori, l’organizzazione verticale, pur dandosi l’apparenza democratica come pelle d’agnello al lupo.

Attualmente osserviamo per loro un paradosso ancora ,che contrappone le cime raggiunte in Sicilia e nei sondaggi alla miseria da fondovalle dei partecipanti online alla scelta effettiva dei parlamentari da proporre e forse eleggere.

Costoro contrappongono il cittadino (da civitas, città) al politico (da polis, città) in modo propagandistico e a questo punto paradossale dal momento che aspirano ad indossare appunto davvero la pelle del lupo.