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Travisando Vespasiano PECUNIA OLET

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

ricchezza-per-regione

Ci avviciniamo alla fine del 2014 e come sempre la conclusione di ogni anno ci porta a fare bilanci, che per l'Italia sono bilanci di magra. Via via che Dicembre scorre arrivano le classifiche e i primati impietosi. La classifica che oggi merita attenzione è quella sulla ricchezza delle famiglie. Nessuna delle cinque provincie della Campania arriva a un patrimonio medio di 346.424 €, media italiana, il che già di per se è un dato negativo ma comunque prevedibile, dato che siamo la penultima regione d'Italia per Pil pro-capite d'Italia. La ricchezza media delle famiglie Campane secondo la classifica riportata dal Sole 24 Ore è di di 272.925€.

Le famiglie più ricche della Campania vivono nella provincia di Avellino: qui il patrimonio meglio delle famiglie è di 304.438 euro. Seguono le province di Salerno: 286.578€;  Caserta: 270.336 €; Napoli: 261.253 €. Chiude Benevento con 242.020 euro. Il dato che lascia sconcertati, oltre ai dati nettamente inferiori alla media italiana è quello del differenziale con le provincie più ricche del paese, che aumenta notevolmente se si prende in considerazione il patrimonio medio delle famiglie della provincia più ricca d'Italia, Sondrio con 505.730 euro: si parte dai 201.292 € in meno delle famiglie irpine per arrivare ai 263.710 € in meno di quelle della provincia di Benevento, che paragonati ai 242.020 effettivi del Beneventano rappresentano un differenziale del 120% tra la ricchezza media della provincia di Sondrio e Benevento.

Il divario tra la Campania ed il resto d’Italia è rintracciabile, come abbiamo già detto dal valore aggiunto pro-capite. Attingendo sempre all’indagine de Il Sole 24 Ore è ancora la provincia di Avellino a guidare la graduatoria regionale con 15.050 euro. Seguono Salerno con 14.915 euro; Napoli 14.204 euro, Benevento 13.725 euro e Caserta 11.966 euro, la media Italiana è di 21.558 euro.


Per quanto riguarda il costo delle abitazioni nelle provincie, il prezzo al metro quadro degli appartamenti è pari a 1.100 euro in quella di Avellino, mentre sale progressivamente a 1.400 euro a Benevento; 1.500 euro a Caserta; 2.700 euro a Salerno; e 3.150 euro a Napoli. In questo caso Avellino, Benevento e Caserta risultano sotto la media dell'Italia che è di 1.948 euro al metro quadro. Mentre le provincie di Salerno e Napoli sono ampiamente al di sopra.


Il Presidente di ANCE Salerno Antonio Lombardi ha commentato la classifica affermando che: «La logica dei numeri ci mette ancora una volta di fronte  al drammatico scenario della nostra regione che resta indietro rispetto alle altre zone del Paese. Le condizioni di vita, il tenore di vita si appiattiscono verso il basso e risulta addirittura improponibile il confronto con le province che guidano la graduatoria del benessere nazionale. Tra un cittadino di Caserta e uno di Milano si sono accumulati oltre 31.000 euro di differenza in termini di valore aggiunto pro-capite: non c’è bisogno di alcun commento. Né va meglio se si prende in considerazione il patrimonio della famiglie: tra Benevento e Sondrio esiste un baratro di oltre 260.000 euro[..]Naturalmente sono dinamiche ben note da anni che ormai non sortiscono nemmeno più l’effetto della sorpresa o della protesta. Rispetto a questa situazione è indispensabile fare partire al più presto un piano pluriennale d’investimenti pubblici, capace di stimolare anche quelli privati, per provare a mettere argine ad una deriva che è iniziata ben prima del ciclo recessivo. Ancora una volta occorre sollecitare l’immissione di liquidità nel tessuto economico e produttivo ponendo riparo ai macroscopici errori, solo per fare l’esempio più eclatante, commessi nella spesa dei fondi strutturali europei».


E se lo scettico Winston Churchill era convinto che capitalismo e comunismo erano entrambi un fallimento affermando asetticamente che “ Il capitalismo è un'ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria”, nella Costituzione del 1948 c'era scritto che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale [...]Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa “...c'è scritto!

Vallo a dire ai Campani ormai convinti che Pecunia olet, tant'è che tengono a distanza il danaro dalle loro tasche. Avranno forse dimenticato l'affronto di Tito al padre, che raccolse una moneta gettata dal figlio in una latrina affermando Pecunia non olet!