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Tra vecchi e giovani il convitato di pietra è la politica

Scritto da Michele Arcangelo Lauletta Il . Inserito in Vac 'e Press

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Le etichette soprattutto quelle truffaldine e le vulgate quelle populiste mi sembrano il male endemico di una diffusa abitudine di affrontare qualsivoglia questione dal loro peggior lato quello della superficialità o peggio dell’ambiguità. La questione generazionale, Vecchi versus giovani, affrontata dal punto di vista esclusivamente anagrafica è una boutade e la rottamazione di Renzi non è altro che un tweet scagliato nello stagno putrido dei poteri.

La resistenza di grumi di potere, la corruzione e l’illiberalità nella grammatica dei sistemi istituzionali producono oramai a tutti i livelli ingiustizie e caos sociale. 

I vecchi hanno sprecato un’occasione unica quella di governare e indicare ai giovani, come fanno i padri, i cambiamenti possibili, le direzioni auspicabili, quali valori preservare e quali altri consegnare definitivamente alla storia. Nei casi migliori hanno secondato quei giovani in una staffetta mefistotelica, portatori dello stesso vecchiume. È senza mezzi termini lo scenario dilagante in Europa, in Italia e nella nostra realtà Campana.

Quest’ultima si affaccia alle elezioni Regionali con proposte vecchie e interpreti già rodati su uno spartito che è solo una fredda logica spartitoria. Le anime del PD campano non sono riuscite a fare un passo indietro e coordinarsi per promuovere un’idea e un progetto che non sia il governo per il governo. Si parla spasmodicamente di nomi, mentre le idee e i problemi di una regione sempre più povera sono il convitato di pietra della politica.

In Campania il twitter giovanilistico di Renzi scagliato nello stagno putrido fatto di camorra, potere e illegalità è tornato indietro come un boomerang, partorendo l’idea di candidare a Presidente della Regione il Komunista liberale On. le Migliore.

Si vogliono rinnegare, tra l’altro le primarie come metodo di promozione democratica. Un non sense politico, assiologico, e perfino nominalistico. Come ha ricordato l’On. Leonardo Impegno “le primarie vanno fatte in Campania assicurando trasparenza e controllo, ma non si può sospendere la democrazia ”per paura delle truppe cammellate e imporre un nomignolo da Roma".

Eppure nel nostro partito coesistono sensibilità vecchie e nuove in grado di accompagnare la Campania fuori da questa tremenda crisi economica e valoriale. Occorre avere il coraggio di misurarsi e confrontarsi (e non solo scontrarsi) sul merito delle questioni, facendo ammenda anche di tanti errori del passato. Al di là dei vecchi e dei giovani (in molti casi con idee già vecchie) il problema è di non perdere l’appuntamento con il tram del futuro lasciando marcire la nostra regione ai margini delle politiche nazionali ed europee, sempre più cenerentola, succube e schiava delle concessioni del leader di turno.

Non è una questione di etichette, non è una battaglia tra vecchie e nuove generazioni è semplicemente una lotta tra buona e cattiva politica. E occorre che gli elettori e i cittadini sappiano dove vuole collocarsi il PD.