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Il PD non si faccia male da solo

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

pd non si faccia male da solo

Per prima cosa desidero rendere omaggio a Vincenzo De Luca e ad Andrea Cozzolino. Se non fosse stato per il loro coraggio e la loro determinazione, il carattere innovativo dello statuto del Pd, sarebbe diventato carta straccia. E saremmo tutti in mano a “ questi fantasmi” dei capibastone campani che contano poco e che per di più sommano il peggio delle pratiche postdemocristiane e postcomuniste.

Il mio caro amico Isaia Sales sostiene che i due rappresentano il passato. Può aver anche ragione. Ma chi rappresenta il presente e il futuro? Certo a deciderlo non possono essere i partecipanti alle riunioni romane più o meno carbonare. Che immancabilmente l’ottimo Pappalardo ci descrive con dovizia di particolari.

Queste pratiche qui rappresentano il trapassato. E mi meraviglio che Guerini si presti a far da sponda a giochi dannosi, perché, tra l’altro, inutili. Ma già, Guerini è di Lodi, e penso che abbia inconsciamente una visione dei “napoletani” alquanto lontana dalla realtà.

E’ vero abbiamo contribuito non poco anche noi a legittimare un’immagine negativa di noi stessi. E le primarie napoletane di quattro anni fa sono state un disastro. Per di più con oggi in campo uno dei protagonisti di allora. E anche De Luca poco ha fatto per rendere normale il confronto alle recenti primarie per Renzi a Salerno. Cose analoghe, però si sono verificate a Modena e in altri luoghi del profondo Nord, senza che si sia sospesa la regola statutaria del Pd.

In Italia è di nuovo urgente una legge che regoli la vita interna dei partiti e dei movimenti politici che hanno rappresentanza parlamentare. Il Pd, in modo unilaterale, ha innovato, e non deve tornare indietro.

Piuttosto che cincischiare e spettegolare sul modo di evitare le primarie in Campania, occorrerebbe avanzare domande stringenti ai tre contendenti.: una volta indicato come candidato presidente, con chi fare alleanza; quali idee programmatiche veramente innovative; quale identikit per la squadra di governo; quale giudizio sui governi regionali dell’ultimo ventennio, etc.

La nuova classe dirigente che si riunì alla Fonderia ha perso, per ora, una grande occasione per stare in campo in modo credibile. Vuole recuperare l’occasione persa? Bene. Presenti il proprio candidato. Di fronte a una vera novità politica, son certo che sia De Luca che Cozzolino non si opporrebbero a un breve rinvio della data delle primarie e all’accettazione di una nuova candidatura.

Tutto questo non accade? E allora si dica con chiarezza che occorrono ancora pochi giorni per prepararsi a tenere primarie organizzate bene e trasparenti, E vedrete che nessuno si opporrà.

D’altra parteaver scelto l’11 gennaio come data, fu un gioco malizioso di chi si predisponeva a evitare le primarie. Un gioco furbo e sterile. Occorrono invece lealtà e serietà.

Le elezioni regionali in Campania sarebbero già vinte dal Pd, se si dovesse valutare solo il bilancio della giunta Caldoro. Ma noi del Pd non sappiamo rinunciare tanto facilmente al nostro masochismo.