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Quale smart mobility con il nuovo ticket integrato campano?

Il . Inserito in Vac 'e Press

campania ticbiglietto

Negli ultimi decenni del secolo scorso il modello di mobilità nelle aree urbane e metropolitane, in genere adottato dalle amministrazioni, aveva puntato alla integrazione tra auto individuale e trasporto pubblico (in particolare ferrovia), e tra trasporto pubblico su gomma e trasporto su ferro, mirata soprattutto all’interscambio tra il centro principale dell’Area Metropolitana e la sua area di gravitazione, con l’auto individuale con una quota nei paesi europei compresa tra il 40 ed il 60 %.

In questi ultimi anni si punta invece ad un modello multimodale integrato urbano più complesso e articolato, con:
ridimensionamento del ruolo dell’auto individuale, crescita delle modalità piedi e bici, anche come modi di adduzione alla rete di trasporto rapido di massa, ed introduzione rilevante delle modalità condivise ( shared), come bike-share, moto-share, car-share, ride-share, car-pool, nuovi tipi di servizi di trasporto pubblico a chiamata;
Forte integrazione spaziale e temporale tra i diversi modi di trasporto pubblico e tra questi ed i modi di adduzione;
Aumento del numero di spostamenti multimodali integrati, anche senza uso dell’auto individuale
Ampia ulteriore diffusione della telematica ( ITS e ICT) a supporto della scelta del viaggio multimodale, delle prenotazioni (quando richieste), del pagamento di biglietti integrati e della guida lungo il percorso (navigatori).
In sintesi, nelle aree urbane si assiste ad una evoluzione del modello di mobilità basato su un sistema di trasporto multimodale e “ intelligente”, oltre che sostenibile. Questo modello viene anche definito di “ smart mobility”. La smart mobility è una delle componenti chiave della smart city, contribuendo all’obiettivo di quest’ultima di migliorare la qualità della vita, la competitività dell’ area urbana, lo sviluppo delle attività economiche.
L’evoluzione verso il sistema di trasporto multimodale integrato e la smart mobility è favorita, se non addirittura imposta, da alcune tendenze strutturali di questo nuovo millennio, quali la crisi economica che attanaglia da qualche anno molti paesi e l’aumento del prezzo del petrolio, , la diffusione delle tecnologie digitali e le nuove funzioni degli smart phone, i nuovi valori e stili di vita, in particolare delle nuove generazioni, e l’aumento, in molti paesi europei, della quota di viaggiatori anziani.
La crisi economica di molti paesi occidentali e l’aumento del prezzo del petrolio hanno generato una minore domanda di acquisto e di uso dell’auto ed una maggiore propensione a vivere in città per ridurre il costo del pendolarismo. Ancora come fattore economico va considerato che a causa delle minori risorse disponibili per il trasporto pubblico conviene alla pubblica amministrazione dirottare le quote modali provenienti dall’auto individuale su modi con costi totalmente sopportati dagli utenti, come nelle modalità condivise o nell’uso della bici.
La diffusione di internet e degli smart phone e lo sviluppo di applicazioni per la pianificazione e l’assistenza durante il viaggio, nonché la possibilità di utilizzare smart card, o lo stesso telefono mobile, per il pagamento delle tariffe di trasporto, agevola fortemente la possibilità di viaggi multimodali integrati. Va anche osservato che i grandi operatori della rete digitale, come Google, ma anche piccole e medie aziende digitali, immettono in rete applicazioni gratuite, come Google Transit, Waze e Moovit, ricompensati dagli introiti pubblicitari, e queste applicazioni sono di grande aiuto per la diffusione di un nuovo modo di pianificare in modo più efficiente i viaggi anche in area urbana.
L’uso di modi alternativi all’auto, quali la bici ed i piedi, e più in generale del trasporto pubblico, è incentivato anche da una maggiore attenzione all’esercizio fisico e da una maggiore sensibilità agli aspetti ambientali e di risparmio energetico. Inoltre in molti paesi occidentali la riduzione del tasso di natalità e la crescita dell’aspettativa di vita comportano una maggiore quota di viaggiatori anziani e dunque una minore percentuale di quota modale dell’auto da guidatore.
Ma forse il fattore determinante per l’affermazione di questo tipo di mobilità è la propensione alla smart mobility riscontrata nelle nuove generazioni, ed in particolare quella del nuovo millennio che attualmente ha tra i 18 ed i 34 anni. Questa generazione, la più colpita dalla stasi dell’economia, ha tendenza ad abitare in città ed in comunità a distanza pedonale o ciclabile, ad usare il trasporto pubblico per risparmiare e per una maggiore attenzione ai problemi ambientali ed all’attività fisica, ha piacere a socializzare ed è altamente abituata all’uso di nuove tecnologie digitali e telematiche. Anche la diffusione tra i giovani delle modalità di trasporto shared si può spiegare con una maggiore propensione alla condivisione piuttosto che al possesso.
Ovviamente i territori che non sapranno attrezzarsi per la smart mobility saranno non solo meno competitive ed attrattive, ma perderanno anche le risorse umane migliori e dunque saranno destinate ad un inevitabile declino. Il nuovo modello generale di mobilità potrà affermarsi solo con lo sviluppo equilibrato di varie componenti tecniche, tra cui:
Un sistema di trasporto multimodale integrato ( multimodal transit), che consente spostamenti con più componenti modali, ciascuno ottimale per utente e ambiente, senza soluzioni di continuità (seamless) nello spazio, nel tempo e nelle tariffe, con struttura portante costituita dalla rete ferroviaria urbana e suburbana, e più in generale dai corridoi di trasporto collettivo di qualità;
La presenza integrata nel sistema multimodale di componenti di sharing dei veicoli: car-share, bike-share, ride-share, car-pool e trasporto pubblico a chiamata;
Un sistema real-time di informazione, prenotazione e pagamento, con la indicazione del percorso ottimale per assegnata origine, destinazione, orario desiderato di arrivo o partenza e del relativo prezzo totale, con possibilità di prenotazione dei servizi, di emissione dei biglietti e di navigazione, il tutto concernente l’intero sistema multimodale
Un organismo tecnico di coordinamento generale a livello di Area Metropolitana o regionale, di pianificazione delle infrastrutture e delle tecnologie, di programmazione dei servizi, di monitoraggio e controllo della rete dei trasporti e di verifica della qualità del funzionamento, ad esempio un’Agenzia della Mobilità.
Parimente importanti sono la visione e la volontà politica di realizzare un tale sistema di trasporto orientato ai cittadini e sostenibile per una mobilità urbana sicura, efficiente ed efficace. Allora è da chiedersi quale è la visione della mobilità futura e quale è la volontà politica dell’attuale governo regionale di realizzare la smart mobility in Campania con la frammentazione introdotta con il nuovo Ticket Integrato Campano e con la incapacità della sua Agenzia di Mobilità di supportare l’evoluzione verso la smart mobility?