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Dal tutto esaurito di Chalie a Napoli alla storia di Maria Giulia a Torre del Greco

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

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“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” queste sono le disposizioni della Carta Costituzionale Italiana in merito alla libertà di pensiero.

Questo articolo (art.21) fa parte del c.d. nucleo duro della nostra Costituzione, parliamo di un principio cardine sia del diritto Italiano e sia degli ordinamenti del resto del mondo che vogliano qualificarsi come civili. La libertà è l'ossigeno della comunità sociale, una società oppressa prima o poi degenererà: il sud del mondo e l'oriente islamico docet. Stiamo assistendo in questi giorni al riproporsi dell'odio razziale: sembravano ormai acqua passata i movimenti antisemiti, sembravano soltanto un ricordo lontano le stragi Serbe di qualche decennio fa...e invece tutto si ripropone sotto una nuova veste. Oggi l'odio è quello che proviene dagli ambienti islamisti malati (islamisti malati, non ISLAMICI) verso i nuovi deboli del XXI secolo: gli occidentali corrotti che di tanti sbagli devono assumersi le responsabilità. Quegli occidentali “irrispettosi” che osano offendere la fede islamica e commettono il delitto di sbeffeggiare Maometto.
È stato questo il motivo dell'atroce attentato terroristico verificatosi qualche giorno fa a Parigi ai danni della mordace rivista Charlie Hebdo: un vero è proprio genocidio giornalistico è stato compiuto.
Dopo gli avvenimenti, tutti si sono personificati nella rivista e il mondo affermava unito “Je suis Charlie”, una nuova tendenza è nata! Il settimanale è stato preso d'assalto tutti hanno comprato la rivista di Charlie Hebdo. A Napoli c'è stato un vero e proprio assalto: dalle edicole di Via dei Mille a Piazza Plebiscito della rivista allegata al Fatto Quotidiano non c'è traccia, ci sono addirittura persone che hanno ordinato la rivista giorni prima. Insomma anche Napoli è rimasta colpita e si è accodata al nuovo fenomeno “Je suis Charlie”.
Un atroce accadimento si è trasformato nell'ennesima tendenza degli ultimi giorni. Matteo Salvini demagogizza come giusto che sia e fomenta l'odio razziale contro gli islamici; attacca il governo e Alfano di non essere in grado di gestire l'emergenza e argomenta la vicenda peggio di uno studentello ignaro della vita di primo liceo; attacca il Papa, colpevole, a suo dire, di “fomentare” e indurre al dialogo gli Occidentali con gli Islamici. Angelo Tofalo esponenete del M5S e del Copasir attacca Alfano affermando che quest'ultimo “non è stato capace di garantire la sicurezza in uno stadio. Finché siederà su quella poltrona non dormiremo sonni tranquilli e come me milioni di italiani". Affermazioni che fanno pensare che per gli assetati di voti sarebbe meglio introdurre una deroga all'art. 21 (ma questa è una battuta)!
Angelino Alfano ha cercato dal canto suo di dare un quadro completo e chiaro su quella che è la situazione di pericolo italiana, affermando che “leggi speciali verranno raccolte in un decreto legge da approvare al prossimo Consiglio dei ministri. Vi è la presenza in Italia di 53 persone che si sono recati sul fronte siriano a combattere (i foreign fighter). Di questi 53 solo 4 sono italiani, uno è un cittadino genovese morto in combattimento, un altro è un cittadino del Marocco naturalizzato. Di questi 53, nessuno, al momento, ha fatto ritorno sul territorio italiano”.
Ci sarebbe tra i 53 foreign fighter anche una giovane donna italiana, nata in Campania e che ha vissuto nel milanese, partita per andare a combattere a fianco dei gruppi fondamentalisti tra l’Iraq e la Siria.
La 27enne Maria Giulia S., che dopo la radicalizzazione ha cambiato il suo nome in Fatima, è nata in quel di Torre del Greco. Si è convertita all'islam, ha sposato un marocchino e ha iniziato ad indossare il velo integrale assumendo posizioni sempre più radicali. Tanto che la donna sarebbe partita da Roma con un aereo diretto verso Istanbul per poi attraversare il confine turco e raggiungere la Siria per combattere a fianco degli integralisti.
Tornando a Parigi sulla vicenda il francese Victor Hugo invece di dire “Je suis Charlie” avrebbe molto probabilmente detto che “la libertà comincia dall'ironia”.