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Quanto fa male il Forum dei giovani: i danni collaterali del nulla

Scritto da Mauro Malafronte Il . Inserito in Vac 'e Press

forum dei giovani

“Elezioni necessarie, i giovani tornino protagonisti della vita politica”, titolano. Eppure non ci sono i soldi, nemmeno i centocinquanta euro occorrenti per stampare le poche schede elettorali da utilizzare: si voterà, a breve, sui fogli A4. “Continuano le schermaglie tra Michele Cascone e Ciro Carolei, i due candidati rispettivamente del centro sinistra e centro destra”, ci dicono rivendicando con forza le spropositate diversità. Ma, a pochi giorni dalle elezioni, mancano ancora le liste ufficiali in appoggio ai candidati.

Tutto questo nulla è dato dalle elezioni del Forum dei giovani di Castellammare. Un aborto, come l’intera macchina della politica giovanile a livello locale. Il meccanismo è semplice, persino banale nella sua capacità di devastazione: la creazione di pseudo canali di rappresentanza per i giovani. Canali fittizi, chiariamoci, ma pur sempre capaci di produrre generazioni di gondolieri pronti a diventare scafisti di professione. Strade parallele, percorsi intermedi più o meno pilotati, destinati all’inutilità più assoluta ed irritante. Così, i finti giovani giocano alla politica, scimmiottano chi, con qualche anno in più, ha toccato la melma della politica provinciale o, peggio ancora, regionale. Nulla, la parola chiave di tutto: nessuna idea, nessuna prospettiva, nessuna possibilità concreta di incidere realmente nei meccanismi che contano per davvero. Nulla. I gondolieri di oggi, gli scafisti di domani, arrabattano improbabili programmini post liceali, li spacciano per punti di governo di un governo che non c’è, non ci sarà e, in ogni caso, non conterà un fico secco. Questo è il forum dei giovani, questa è la politica dei giovani. Nulla, ancora. Costruzione di binari paralleli: qualcuno, prima o poi, fa il salto di là, dall’altra parte, sui binari giusti, quelli che contano e smuovono soldi.

Di fronte alla totale impotenza della politica locale, rispondiamo, dunque, con la trasmissione ereditaria ai più giovani di un’indecifrabile ed insensata competizione: “Acchiappa la poltroncina, non si sa mai.” Il voto per il voto, la lista per la lista. Non è vero? C’è dell’altro? Certo che c’è! Il passaggio è complesso, ma proviamo a descriverlo con maggiore chiarezza: la presenza di organismi fittizi e delle filiali giovanili di partito, in realtà arretrate come quelle locali, specialmente in centri piccoli come Castellammare, ha un diverso peso specifico. Così, il giovane stabiese medio entra in qualche movimentuccio politico giovanile, si sbatte per un po’, porta avanti qualche inziativa, mette in piedi qualche gazebino che va tanto di moda, aiuta semmai il politico più grande a diventare consigliere, assessore, persino sindaco o deputato. Insomma, fa la trafila. E poi? Ecco, poi ci sono i ruoli, gli incarichini, le poltroncine, i piccolissimi provvedimenti, le piccolissime iniziative, le minuscole delibere, gli insignificanti successi. Tutto nell’assordante silenzio della dialettica politica, legata storicamente al voto di scambio e non al voto di opinione. Tutto è su misura, tutto è su scala ridotta. C’è il Forum dei Giovani, poi ci sono i Giovani democratici, i giovani di Sel, gli ancor più giovani di Fratelli d’Italia, qualche residuato bellico, pur sempre giovanile, di Forza Italia, persino i Popolari e, chiaramente, le cinque stelle più giovani della galassia. Un nulla asfissiante, ma pur sempre un nulla maestoso ed ingombrante. Un livello non intermedio, ma un livello intellettualmente inferiore alla già deteriore politica locale: questo è, ad oggi, la politica giovanile stabiese.

Ed allora, per favore, abroghiamolo, questo Forum. Ma non lasciamo che siano sindaci, giunte, consiglieri, imprenditori, professionisti ad umiliarci ancora. Chiudiamolo noi. Che si abbia il coraggio di dire che queste rumorose buffonate non servono, non formano, non aiutano a pensare. “E’ ‘o rummore ca se magna ‘o penziero”, recita Cristian Izzo in un suo spettacolo. Questo livello, mediocre nel suo essere nulla, nella sua incapacità di spostare denaro e quindi nella sostanziale incapacità di produrre una politica degna di questo nome, va bypassato. È un livello morto, è un aborto. Le energie e le intelligenze presenti sui territori devono ricominciare a pensare nuovamente la complessità dei problemi che il nostro territorio ci sbatte in faccia quotidianamente. Altri canali, altri binari. Direzioni diverse in grado di incidere realmente sulla cosa pubblica, sulla dimensione politica ed economica. Laboratori di idee, non falegnamerie di sedie e poltrone politiche. Dobbiamo smettere di brindare ai comitati elettorali dei candidati che, di volta in volta, sosteniamo con risibili convincimenti. Dobbiamo smettere di pensare che l’unica rete possibile sia quella preconfezionata dagli scafisti di questi anni. Iniziamo noi a creare rete, iniziamo davvero a capire che, per esempio, non può esistere politica locale, specialmente a livello giovanile, senza che questa abbia “portafoglio.” E, se i soldi non ci sono, i canali di rappresentanza non esistono. Non servono. Eliminiamoli, perché il numero di volte in cui andiamo a votare non è più direttamente proporzionale alla caratura democratica dei meccanismi decisionali. O noi giovani capiamo che occorre “governare tale complessità”, o siamo destinati ad essere portatori sani di un vecchiume sempre più trasversale ai dati anagrafici. Se la politica locale è inutile, la politica giovanile, ad ora, è dannosa.