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Ora le primarie

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in Il Palazzo

primarie

La Commissione Statuto del PD Campania ha finalmente varato ieri il regolamento quadro che disciplina la procedura delle primarie nei Comuni al voto nella tornata amministrativa del 2015. Bene, ci sono principi e articoli scritti e approvati nella sede delegata; non resta ora che renderli esecutivi passando alla fase d’indizione della competizione aperta ai cittadini nei Comuni dell’intero territorio regionale.

Ma è sulle primarie per la scelta del candidato Presidente della Regione che, oramai da mesi, si addensano dubbi e sospetti, privando l’intera comunità dei Democratici di fondamentali certezze che stanno già azzoppando il percorso della campagna elettorale.
E’ da tempo infatti che i quotidiani anche nazionali dedicano pagine intere per descrivere le estenuanti riunioni di gruppi dirigenti o di componenti pronti a ricercare un minimo di intesa unitaria sulla prova elettorale interna del PD Campania.
Poi arrivano le primarie della Liguria, con il carico di tensioni e fascicoli consegnati alle Commissioni di Garanzia e agli organi competenti, a complicare il quadro già ingessato, corroborando la tesi che il rischio di inquinamento delle primarie, soprattutto qui in Campania, si presenta altissimo.
E’ vero, lo scontro interno tra i tre candidati (Cozzolino, Saggese, De Luca) si presenta già duro, il clima è più simile a quello di uno scontro senza limiti che di una competizione leale, le paure del recente passato diventano sempre più insistenti.
Ma non possiamo ora crocifiggere l’istituto delle primarie se vogliamo salvare il principio politico che la decisione spetta ai cittadini e non ai gruppi di potere. Certo, per fare bene le primarie, ovunque, servono regole chiare a garanzia della trasparenza del voto; certo, le attuali norme statutarie che ne disciplinano l’uso sono perfettibili e correggibili.
Di sicuro si avverte l’assoluto bisogno di una nuova legislazione pubblicistica che regolamenti la configurazione giuridica dei partiti e il metodo delle primarie per la selezione delle classi dirigenti.
Solo così eviteremo il ritorno dei fantasmi del passato e consentiremo alla democrazia italiana di conoscere una fase più matura e adatta a reggere le sfide del futuro.