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Immaginate la bandiera del PD senza il colore rosso

Scritto da Marco Sarracino Il . Inserito in Il Palazzo

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E' martedì sera e assisto con stupore al dibattito televisivo tra Marine Le Pen e Massimo D'Alema. Pensandoci nutro dentro di me un profondo entusiasmo: finalmente uno scontro semplice,chiaro, netto, quello tra Destra e Sinistra.
In Europa, molto prima che in Italia, nel corso degli ultimi due anni è ritornata a radicarsi una destra che la mia generazione connazionale non ha mai conosciuto offuscata dal predominio culturale del berlusconismo dilagante.

Una destra che cavalca le paure, che paradossalmente diventa strumento di rappresentanza dei ceti popolari che risulta essere utile per la risoluzione dei problemi più immediati degli ultimi. Con il crollo fisiologico del Cavaliere, il Partito Democratico prima e Matteo Renzi poi, sono stati senza alcun dubbio un pezzo importante della risposta all'egemonia politica fintamente moderata che ha governato il nostro paese. Oggi invece, sondaggi alla mano, il quadro cambia enormemente: un presunto cartello elettorale che possa dirsi per davvero di Destra, che vada da Salvini alla Meloni passando per Fitto e Alfano, numericamente parlando potrebbe anche rappresentare la prima forza politica del paese.
Il Partito Democratico vive un fortissimo dibattito interno, e per chi nel corso degli ultimi tempi ha provato a spostare l'asse verso sinistra uscendone sconfitto, restare inermi alle regole del gioco imposte da Renzi è frutto di grande sofferenza. Di certo gli "jatevenne" di molti amici e compagni non aiutano, ma le ragioni di questo dolore sono molto più profonde. Ormai risultiamo anche poco credibili a quelle fasce di elettorato che hanno voluto premiarci per le battaglie che abbiamo portato avanti all'interno del PD e che oramai preferiscono votare altrove. La domanda quindi vedendo il dibattito televisivo tra D'Alema e Le Pen sorge spontanea: esiste lo spazio per una Sinistra diversa che vada oltre il PD in Italia? La risposta è molto complicata, e se l'avessi avrei sicuramente provato ad indicare una strada da percorrere a quei compagni di viaggio che sino ad oggi ho provato a rappresentare, sta di fatto che il problema oltre ad esistere, ogni qual volta che non è stato affrontato è stato la causa delle sconfitte elettorali del Partito Democratico nelle tornate locali. Faccio degli esempi, quando il PD ha lasciato che si creassero delle condizioni perchè le forze alla sua Sinistra si potessero organizzare in autonomia, queste ultime hanno spesso vinto. Potrei partire dalla Liguria, dove il caso di Genova lo ricordano in molti (forse non troppi vista la figuraccia compiuta dalla Paita) passando per Milano, dove Pisapia vinse sia le primarie che le elezioni arrivando sino a Napoli, dove De Magistris, IDV e Rifondazione Comunista hanno vinto in solitudine le elezioni. Insomma il ragionamento è semplice, se l'elettorato di Sinistra (che nelle grandi città è assolutamente forza maggioritaria) non è convinto dalla proposta del Partito Democratico, non ha alcun dubbio su cosa votare. Stupisce quindi vedere in queste ore, soprattutto alla luce del nettissimo calo di consensi in favore del premier Renzi, che molti di noi passino per presunti conservatori oligarchi, quando probabilmente senza quelle battaglie politiche che in questi anni abbiamo portato avanti con convinzione, non solo non ci sarebbe il PD, ma si potrebbero perdere addirittura le elezioni.
Esiste un tema quindi, se l'Italia per una volta, non dovesse confermarsi come la solita eccezione politica in Europa, alla luce di quanto sta avvenendo in Spagna e Grecia con "Podemos" e "Syriza", e di quello che continua a crescere in Francia con "le front national", ci ritroveremmo con una Destra assolutamente competitiva, un M5S assolutamente inconsistente, una nascente Sinistra in fase embrionale non quantificabile e un Partito Democratico non più carne nè più pesce che non saprebbe davvero cosa più dire, e a quel punto per vincere le elezioni, vista la futura legge elettorale, la risposta potrebbe non avere il nome e cognome di Matteo Renzi.