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A gamba tesa

I nostri editoriali a commento degli avvenimenti più rilevanti della settimana politica

Melito, terra di faide e brava gente

Scritto da Marina Mastropasqua Il . Inserito in A gamba tesa

La periferia a Nord di Napoli è oggi tristemente nota per essere diventata territorio di faide e di traffici illegali. In questo contesto anche le amministrazioni locali devono fare i conti con interessi ed economie che non accettano ingerenze da parte delle Istituzioni.
E’ questo il quadro nel quale l’Amministrazione di cui ho fatto parte dal giugno del 2011 a febbraio del 2013 ha tentato di lavorare, con l’aggravante di una maggioranza risicatissima (il Sindaco era stato eletto senza avere la maggioranza in consiglio) che ha costituito una spada di Damocle sulle teste di noi tutti per l’intera durata dell’amministrazione.

Il Centrosinistra resiste a disaffezione ed astensione

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

Le elezioni amministrative seguono nella sostanza l'andamento generale del paese e quindi il Partito Democratico ed il centro-sinistra in generale possono ritenersi soddisfatti dei risultati ottenuti.
E di quelli dei ballottaggi ancor di più di quelli del primo turno!
Città come Castellammare, Afragola, Qualiano e Boscoreale tornano ad essere territori “rossi” (per dirla con le parole di qualcuno).
Anche se non si può non ammettere che altrettante importanti realtà vengano riprese dal centro-destra, portando così qualche spessa ombra sulle molti luci della vittoria.

Quale cultura politica per il PD?

Scritto da Paolo Donadio Il . Inserito in A gamba tesa

In politica, le fusioni a freddo di sicuro non favoriscono processi di aggregazione sociale o di individuazione di interessi. Processi caldi, verrebbe da dire. Accostare due tradizioni, la comunista e la cattolica, e pensare che possano trovare una sintesi culturale che ha per nome Partito Democratico in nome del “bisogno di fare un’Italia nuova” (dal primo paragrafo del Manifesto dei Valori del Partito Democratico) pare abbastanza ingenuo. I partiti possono calare dall’alto e fare a meno di una cultura politica solo in presenza di un Signore – nel senso feudale del termine – il cui potere economico è tale da potersi radicare sul territorio nel giro di pochi anni (anzi, in questi casi l’immissione di una cultura politica in un tessuto deliberatamente acefalo provoca più danni che benefici, come ha dimostrato il matrimonio con Alleanza Nazionale).

Il decisionismo vuoto di De Magistris

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in A gamba tesa


Si risolve  in un revival delle più vecchie pratiche della prima repubblica la rivoluzione di Luigi de Magistris. Un rimpasto per dare nuovo slancio alla giunta, ma che in realtà è semplicemente una manovra per cercare sponde politiche con le quali puntellare una situazione traballante altrimenti destinata a precipitare. Mentre rivendica, in puro stile berlusconiano, la centralità della sua figura nel gioco politico cittadino, “La rivoluzione  è stata eleggere il sindaco, non gli assessori”,  il sindaco, trasformisticamente cambia rotta, mette in soffitta i proclami bellicosi contro i partiti e si dichiara addirittura pronto a interloquire  con il governo Letta.

Il PD e i giovani e i giovani per il PD

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

Qualche giorno fa, sul Corriere della sera, Antonio Polito commentava i risultati di una ricerca fatta sui flussi elettorali, relativi alle recenti elezioni, dall’istituto Cattaneo di Bologna, nella quale si evinceva che solo il 7% dei voti espressi dai giovani italiani (fra i 18 e i 26 anni), sono andati al Partito Democratico.

Quel 7 mi è ronzato per la testa, per giorni e giorni, perché in realtà esso non è altro che l’emblema di quanto si sia ormai gravemente incrinato il rapporto fra il Partito Democratico e i giovani.

Tornare alle origini

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in A gamba tesa

L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, seppure in un’aria stanca e demotivata, ha messo un punto importante nella fase più difficile della storia del partito, eleggendo Guglielmo Epifani nuovo Segretario Nazionale, dopo le dimissioni di Bersani.
Si è trattato di una scelta largamente condivisa tra i delegati presenti all’Assemblea, sulla base di una comune valutazione politica che Epifani saprà essere una figura di garanzia per tutti i democratici fino alla convocazione del prossimo Congresso nazionale. Da qui, diffusamente, se ne parla come un “traghettatore”, perché poi ad ottobre le primarie ( si spera aperte) dovranno scegliere il nuovo Segretario.
Ma forse sono almeno due gli aspetti problematici più interessanti che, in questo momento, vale la pena sottolineare.
Il primo riguarda le modalità con cui si è arrivati a scegliere questo percorso attuale di direzione politica per il PD. Chi ha visto o letto di riunioni continue di cabinetti, cabine di regia, o luoghi ristretti può facilmente intuire che è in atto una scomposizione reale della larga maggioranza che ha retto Bersani fino al 24 febbraio, in seguito ad una confusa linea politica che ha portato il partito a sbattere sia nel passaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica (salvo poi la generosità della scelta di Napolitano), sia per la formazione del nuovo Governo.

"Non entreremo nella squadra, l'eurodeputato non può decidere"

Scritto da Adolfo Pappalardo Il . Inserito in A gamba tesa

«La città è allo stremo», continua a ripetere Leonardo Impegno, deputato pd ed ex presidente del consiglio comunale nella seconda giunta Iervolino. «Ma il Pd - chiarisce subito -non entrerà in questa giunta guidata da de Magistris>>.
Allora siete decisi Nessun ingresso nella squadra!
«Il Pd ha deciso di stare all'op­ posizione perché è utile e giusto
per la città. Ed è stato deciso all'unanimità dalla sua assemblea che ha chiesto un'opposizione propositiva e non ideologica. De Magistris ne prenda atto con rispetto. Alimentare i retroscena, i si dice, e l'aggiramento dei corretti rapporti politici provocano soltanto irritazione. E così diventa difficile persino il semplice dialogo>>.

Caro Direttore

Scritto da Gino Cimmino Il . Inserito in A gamba tesa

Caro Direttore
Il partito democratico apprezza il lavoro che quotidianamente il suo giornale svolge per informare l’opinione pubblica sugli accadimenti che riguardano la vita del nostro Paese ed in particolare della nostra città.
Non si può, però, non rilevare che in qualche occasione , come accade oggi con l’articolo a firma di Luigi Roano “ rimpasto: il PD apre al Sindaco “, che l’opinione delcronista supera di gran lunga la realtà.
Nel senso che l’accorata preoccupazione di Roano per le sorti della nostra città fa sì che egli , in luogo di informazioni puntuali sul reale stato dei rapporti politici tra il sindaco ,la maggioranza che lo sostiene e il PD, riferisca di incontri che il segretario provinciale Cimmino avrebbe avuto di recente con il primo cittadino ma che in realtà non ci sono mai stati.

La crescita passa per il Mezzogiorno

Scritto da Salvatore Capasso Il . Inserito in A gamba tesa

I problemi dell’Italia sono attribuibili alla mancata crescita. Sembra una verità banale, eppure è l’unico modo per descrivere in pochi caratteri quello che sta accadendo al nostro Paese. La crisi finanziaria che ha causato la recessione nelle economie più mature, e di riflesso ha rallentato la crescita nelle economie emergenti, è qualcosa di diverso dalla stagnazione che l’economia italiana vive da due decenni. Questo l’hanno capito in pochi, visto che in molti si accaniscono a trovare una corrispondenza e una soluzione alle questioni più pressanti dall’analisi della crisi internazionale. Negli ultimi vent’anni il tasso di crescita del reddito pro capite degli italiani (l’indicatore che misura la nostra ricchezza) è stato tra i più bassi al mondo.

Messaggio e giuramento davanti alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Scritto da Giorgio Napolitano Il . Inserito in A gamba tesa

Aula della Camera dei Deputati, 22/04/2013
Signora Presidente, onorevoli deputati, onorevoli senatori, signori delegati delle Regioni,
lasciatemi innanzitutto esprimere - insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate - la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E' un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze : e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia.

So che in tutto ciò si è riflesso qualcosa che mi tocca ancora più profondamente : e cioè la fiducia e l'affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l'istituzione che rappresentavo tra grandi masse di cittadini, di italiani - uomini e donne di ogni età e di ogni regione - a cominciare da quanti ho incontrato nelle strade, nelle piazze, nei più diversi ambiti sociali e culturali, per rivivere insieme il farsi della nostra unità nazionale.

Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica.

Il PD all’opposizione!

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

Si dice che “chi è in buona fede, farà autocritica”…eppure sembra che il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, proprio non riesca a trovarsi una pecca. La situazione nel centro città nonché in periferia (di cui si continua a parlare poco e niente) si aggrava ogni giorno di più e al di là di ciò che è visibile, si può tranquillamente affermare che ciò che sta veramente crollando, è l’intero sistema politico, programmatico e culturale (semmai poi vi sia veramente mai stato) del primo cittadino che però, a dire sua, continua a non avere responsabilità.
All’indomani della protesta organizzata, innanzi palazzo San Giacomo, dai commercianti napoletani , e non solo, in un’intervista rilasciata al “Mattino” a cura di Luigi Roano, dichiarerà: “Siamo in guerra ed essere persone per bene e grandi lavoratori non basta più, ho bisogno di gente che abbia un raccordo profondo con la città”. L’espressione da me riportata è emblematica, in quanto non vi è alcuna presa di coscienza da parte del sindaco che continua a credersi nel giusto e a ridurre la questione ad una mera riorganizzazione della sua giunta, che vede ora costretto a dover cambiare, non con altrettante “persone per bene o gran lavoratori” ma con chi ha un “raccordo profondo con la città”…come se poi le due cose si escludessero a vicenda!

Questo regionalismo ha indebolito il Sud

Scritto da Isaia Sales Il . Inserito in A gamba tesa

La Lega ha conquistato con dei suoi rappresentanti la presidenza delle Regioni Veneto e Piemonte nel 2010 e a febbraio 2013 la Lombardia con il suo segretario Roberto Maroni. Appena eletto Maroni ha rilanciato l’dea di dar vita ad una macroregione del Nord d’Italia. Dopo essere stata prima secessionista, poi federalista, la Lega ci riprova a mettere un cuneo nell’Unità d’Italia. A maggior ragione oggi che guida contemporaneamente le tre regioni economicamente più importanti del Nord e le più popolate. La mia impressione è sempre la stessa: la Lega chiede solo più potere e più risorse per i territori dove è più forte e votata, e di volta in volta inventa una proposta per garantirsi questi risultati. Non le importa molto dello strumento, le basta spostare l’asse della nazione verso il settentrione. E nel corso dell’ultimo ventennio c’è riuscita: mai il Nord ha contato tanto nella politica italiana, mai il Sud è stato così ininfluente. La proposta della macroregione del Nord è indubbio che sia ancora più singolare rispetto alle altre proposte, perché nella storia dell’Italia pre-unitaria se è mai esistita una macroregione questa era il regno delle Due Sicilie.

Non è più tempo di incertezza

Scritto da Salvatore Capasso Il . Inserito in A gamba tesa

E’ tempo di iniziare a costruire un futuro solido, l’Italia ha bisogno di un Governo. Ne hanno bisogno le famiglie schiacciate da condizioni reddituali sempre meno sostenibili; le imprese in bilico tra la mera sopravvivenza e l’impossibilità di progettare il proprio sviluppo; ne ha bisogno il Paese da almeno due decenni ingessato in una penosa condizione di mancata crescita. L’assenza di governo, di un Governo, genera incertezza e instabilità e questo ha conseguenze negative non solo sui mercati finanziari, ma anche e soprattutto sulle prospettive di sviluppo e crescita. Perché l’incertezza pesi fortemente sui mercati finanziari è facile da capire.

Bagnoli a 20 anni dalla chiusura della fabbrica

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in A gamba tesa

Bagnoli vive sospesa tra un passato che non è più, un presente che non è ancora ed un futuro che, forse, non sarà mai. Questa è la sensazione che pervade gli abitanti del quartiere, ma questo è anche ciò che trasmette una passeggiata nell’area dismessa del vecchio stabilimento ILVA - Italsider. Quando si percorre l’immensa area ci si sente un puntino in un deserto. Sono trascorsi ormai 20 anni dalla chiusura degli stabilimenti che vertevano sull’area: la bonifica non è ancora terminata e, secondo alcuni docenti universitari, essa sarebbe stata fatta a fini di riutilizzo industriale e non abitativo. Alcune realizzazioni sono state compiute: il turtle point, per la cura delle tartarughe marine, Porta del Parco - Bagnoli Hub, struttura ricettiva con centro congressi e centro benessere (la cui apertura però viene rimandata di mese in mese), il pontile (passeggiata a mare più lunga d’Europa).

Il PD campano a congresso

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

Il PD ha deciso di andare a congresso prima dell’estate. Bene. Questo è il primo inequivoco segnale di cambiamento che viene dopo la bruciante sconfitta elettorale.
Ciò vuol dire avere una consapevolezza acquisita che bisogna cambiare in profondità e che bisogna farlo presto.
Sul risultato precipitano errori di tempi diversi, ma tutti concorrenti. Quelli del periodo della campagna elettorale, la cui responsabilità è principalmente nazionale, ma anche locale per la composizione delle liste; quelli degli ultimi quattro anni con la direzione di Amendola ; quelli del quasi ventennio di Bassolino.
Capire come stanno le cose vuol dire chiamare tutti ad una ricerca collettiva ,senza semplificazioni inconcludenti e senza eccessive personalizzazioni. Tutto è in discussione ed è bene che sia così.