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Succede a Napoli

Vivibilità, economia, sicurezza, disagio sociale.

Tutto ciò che accade a Napoli, commentato dall'interno della città.

RIORDINA non è un ordine

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Si terranno a partire dalla prossima settimana le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli architetti di Napoli e provincia. Una competizione molto sentita, come dimostra la presenza di settantacinque candidati per quindici consiglieri tra i quali sarà poi scelto il presidente. Quattro liste strutturate, più alcuni candidati a titolo personale: la lista Ordine porte aperte della maggioranza uscente, parzialmente rinnovata; la lista Un nuovo ordine dell’ex presidente Perrone, con giovani architetti e il recupero di consiglieri ‘storici’ come Franco Cassese e Beatrice Melis;

Quali prospettive per il centro storico di napoli

Scritto da Christian Carillo Il . Inserito in Succede a Napoli

Avviare una riflessione sulla situazione del commercio e del centro storico di Napoli e sul ruolo che esso può svolgere in una prospettiva di riassetto funzionale dell’area può provocare istintivamente un senso di fastidio, in quanto sono ormai trascorsi circa trent’anni da quando periodicamente politici ed esperti di turno hanno presentato, anche con grande enfasi, linee progettuali e soluzioni che puntualmente sono state consegnate alla pur lodevole speculazione accademica.

Quando al governo viene chiesto il buonsenso!

Scritto da Angelo Bruscino Il . Inserito in Succede a Napoli

In Italia, esistono 6 milioni di imprese, praticamente una ogni dieci abitanti e nel 95/97% dei casi si tratta di PMI, ma caso più unico che raro, nonostante siano la grandissima maggioranza della forza produttiva e di lavoro della nazione sono molto poco ascoltate, soprattutto a causa di un pregio difetto che le ha viste negli ultimi sessant'anni abituate a fare più che chiedere, a differenza a ben vedere dei pochi grandi gruppi che spesso hanno potuto socializzare perdite e problemi e privatizzare utili e profitti.

Detto questo per ogni euro prodotto, gli imprenditori italiani tributano al nostro stato circa 55 centesimi e come è noto a tutti gli addetti all' impresa il nostro impegno a sostenere il paese è tale da tradursi con la suggestiva verità che vede ogni cittadino che crea ricchezza impegnarsi per i primi sei mesi dell'anno a favore della nostra voracissima macchina nazionale e per i successivi, incrociando le dita a sostenere la propria famiglia, sogni e progetti.

Castel Capuano

Scritto da Luca Pinto Il . Inserito in Succede a Napoli

La destinazione del Castel Capuano, da quando si è cominciato a parlare del Grande Piano del Centro Storico di Napoli, non è mai stato oggetto di un vero dibattito che tenga conto sia della complessità di questa parte della città costituita da Castel Capuano, dalle mura e dalle torri Aragonesi , dalla Chiesa di Santa Sofia, dall’ex Convento di Santa Caterina a Formiello ed altri, sia della storia di essa e dei suoi problemi.
Il valore dell’ambiente in cui il castello è ubicato è inestimabile; riteniamo che la discussione sulla destinazione di esso non debba essere estemporanea; soprattutto essa non può essere isolata dal contesto ambientale, come sembrano proporre sporadici interventi sulla stampa cittadina, che presentano una soluzione a breve, che prescinde dalla complessità dell’intervento sia di restauro sia di ripristino della funzionalità del complesso.

Scuola di Secondigliano, il portone non si apre: altro che refezione mancata

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Succede a Napoli

L’anno scolastico è terminato, a Secondigliano la porta della scuola ancora non si apre. Il portone della Parini (scuola dell’infanzia e primaria, ovvero asilo ed elementari) resta chiuso. Cosa è accaduto da settembre ad oggi? I bambini si accalcano, insieme a mamma,  papà, nonni. Quando piove è un putiferio. Tentativo di risoluzione da parte della direttrice: le quinte lasciano l’edificio alle  13.25, le terze e le quarte escono alle 13.30, le prime e  le seconde alle 13.39. Una sorta di turnover, stile Walter Mazzarri, l’ex allenatore del Napoli. Ma non funziona. C’è un unico varco, un solo corridoio, con bimbi e “accompagnatori – prelevatori” che strepitano. Le transenne spesso saltano, cuore di mamma non può accettare che il fanciulletto, forse considerato impermeabile da chi così ha organizzato, accumuli pioggia su capelli e grembiule. Hanno tutti ragione.

La Città metropolitana di Napoli: soluzione o illusione?

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in Succede a Napoli

Dal 1° gennaio 2014 la Provincia di Napoli verrà sostituita dalla Città Metropolitana di Napoli. Vediamo di ricostruire cosa significa questo cambiamento voluto dal Governo Monti con il decreto-legge 95/2012.
La nuova istituzione assumerà sia i compiti della Provincia sia nuove funzioni come la definizione del piano regolatore, la gestione della mobilità e quella di altri servizi pubblici essenziali.
La riforma vuole rispondere all’esigenza di adeguare le istituzioni alle nuove dimensioni delle città, un ente provinciale più forte , infatti, si rende necessario nelle realtà in cui l’area della città non è più circoscrivibile con quella del comune capoluogo.
Un esempio per chiarire la necessità di un riordino amministrativo è quello dell’azienda napoletana mobilità (ANM), quest’ultima ormai serve molti comuni della provincia ma è tutta di proprietà del comune di Napoli, l’insensatezza di questa situazione non ha bisogno di commenti.

Eventi über alles

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

La polemica tra Comune e Soprintendenza per piazza del Plebiscito conferma che per l’amministrazione de Magistris gli eventi sono strumento prioritario, e verrebbe da dire unico, dell’azione politica. Per la piazza simbolo della città e del suo centro storico (ma non la più bella), d’ora in avanti ci saranno regole e limiti da rispettare, dopo l’arrogante privatizzazione che ne hanno fatto gli organizzatori per il concerto di Bruce Springsteen. Lo hanno deciso Angelini e Cozzolino, dirigenti del Mibac. Era loro dovere farlo. Forse anche prima d’ora. Palazzo San Giacomo risponde con uno stile poco istituzionale e con una buona dose di populismo dicendo che la piazza appartiene al popolo e nessun burocrate può negare questo diritto. Una rappresentazione vista infinite volte negli ultimi due anni.

Bagnoli: storia infinita o finita?

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Succede a Napoli

Bagnoli è una storia infinita? Invece sembra che la Procura della repubblica abbia scritto la parola fine, decretando il sequestro dell’area e sospettando che la bonifica dei suolinon sia amai stata fatta. Eppure l’area industriale dismessa di Bagnoli resta il più importante volano di sviluppo d’Italia. L’indagine della Procura della Repubblica prende le mosse da due telefonate intercettate, riguardanti le cosiddette morchie (delle culle con materiali residui di idrocarburi e minerali). La prima telefonta intercettata riguarda la società De Vizia (che ha l’appalto per la bonifica dei suoli di Bangoli Futura) e il responsabile dell’ufficio tecnico di Bagnoli Futura. Il funzionario di Bagnoli Futura afferma che devono smaltire del materiale inquinato, le cosiddette morchie, ma la società Bagnoli Futura non ha soldi a disposizione, quindi, non può trattarlo o trasferirlo altrove.

Per il PD Porticese la sfida a sinistra: sarà il confronto tra Caino e Abele

Scritto da Ilaria Acunzo Il . Inserito in Succede a Napoli

Nuove elezioni porticesi: una sinistra con 17 liste, divisa tra sinistra-centro e sinistra-sinistra; 8 liste che sostengono Giovanni Iacone, 9 liste che sostengono Nicola Marrone.
La prima impressione è che questo eccesso di frammentazione politica testimonia come sia più facile dividere che unire; ma in questo modo a dividersi risultano essere anche le idee, i potenziali progetti e - perché no? - l'ideologia che si dichiara fare da bacino unificatore degli aspiranti rappresentanti della città.
A prescindere dall'esito finale, chiunque sarà il vincitore, sarà necessaria una visione politica che rafforzi una maggiore unitarietà.
Mi chiedo come mai il PD , primo partito alle ultime elezioni con la forte affermazione del sindaco Cuomo, abbia potuto perdere così tanti consensi.

Centro storico e periferie, nuove/antiche priorità dell’urbanistica

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Napoli non è solo l’area occidentale con Bagnoli e Città della Scienza o l’area orientale con Napl-Est e il nuovo stadio, peraltro svanito con un laconico comunicato di una fantomatica commissione comunale. Da mesi, l’urbanistica è presente nel dibattito politico (?) con questi due soli argomenti. Grandi assenti, il centro storico e la periferia. Il primo si cita solo per una cifra da spendere, i cento milioni del Grande Progetto. Di più non si dice sul contenuto, che non è l’elenco dei progetti, e sulla finalità, che non è il solo restauro dei monumenti ma lo sviluppo dell’area. La seconda è identificata con Scampia, sineddoche delle periferie napoletane, la parte per il tutto. Ma le Vele sono un’eccezione in tutti i sensi e non rappresentano la variegata gamma del “normale” degrado che affligge i quartieri a oriente e a settentrione della città. Per il caso eccezionale di Scampia, si può sempre pensare ad un rimedio di rango conforme, una facoltà universitaria, ad esempio. Meglio ancora se è un intero Policlinico, come pur di recente s’è proposto. Per il normale degrado, poniamo, di Ponticelli-Barra, neppure un piccolo centro sociale, come quelli d’un tempo passato.
Il binomio centro storico-periferia reclama perciò attenzione e ruolo primario nell’agenda politico-amministrativa.

Il "bisogno casa" a Napoli

Scritto da Linda Di Porzio Il . Inserito in Succede a Napoli

I dati sulla popolazione emersi dall’ultimo censimento hanno ufficialmente attestato che per la prima volta

dal 1951 Napoli è scesa sotto il milione di abitanti. Esattamente 970.438 nel 2011 che si riducono ancora a distanza di poco più di un anno a 960.521. Un dato in qualche modo previsto e immaginato ma che ha ugualmente una grande portata storica. A fine Cinquecento la città era la più popolosa d’Europa, con 540 mila anime nel 1595, superando persino Londra e Parigi. Le prammatiche vicereali ed eventi tragici come il colera, la peste e l’eruzioni del Vesuvio non bastarono a invertire la rotta. Napoli era un elemento di attrazione fortissima, specialmente per i migliaia di contadini che fuggivano dalle campagne. Nel 1936 la città contava circa novecentomila abitanti e nel dopoguerra ci fu il salto demografico con la metropoli da ricostruire che superò a piè pari il milione. Il massimo si toccò nel 1971 con 1.226.594 abitanti.

Ripartiamo dalla macroregione del Sud

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in Succede a Napoli

Leggendo l’interessante articolo di Isaia Sales, pubblicato recentemente su questo sito, facilmente si comprendere come il declino del Mezzogiorno sia collegato direttamente  a due fenomeni strettamente collegati fra loro, ovvero al crescente peso politico della Lega e all’istituzione, avvenuta nel 1970, delle Regioni. Però se questi temi diventano l’unica prospettiva per comprendere la crisi in cui versa la nostra terra,  si rischia  di far passare in secondo piano le responsabilità delle classi dirigenti meridionali nella gestione della spesa pubblica e nel conseguente  dissesto economico. Le ragioni del Nord, sia nella becera retorica leghista che in quella più fondata di Ricolfi, avrebbero da subito potuto rappresentare una sfida per la classe dirigente del  Mezzogiorno, ma purtroppo le cose sono andate diversamente.

Napoleone Bonaparte e la semplificazione: Governo Letta, sbrigati!

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Succede a Napoli

La semplificazione sta alla sostanza delle cose come la cornice al quadro. Ma a differenza delle opere d’arte, spesso in Italia non si riesce a realizzare quello che si vorrebbe a causa di meccanismi perversi, di procedure troppo complesse. Sempre più spesso vado ripetendo una frase celebre di Napoleone Bonaparte: “Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l’incompetenza”. Ecco, se potessi dare qualche suggerimento al Governo Letta, in termini di snellimento delle procedure, di semplificazione, direi di intervenire soprattutto al Sud per alcune questioni pratiche. Non ci sono soldi? Bene, allora iniziate ad agire sulla cornice, per il quadro poi si vedrà. Sul web si deve essere sintetici e concreti: procedo per punti.

La bellezza dei centri storici: da valore ad alibi

Scritto da Pasquale Belfiore Il . Inserito in Succede a Napoli

Centri storici. Intorno agli anni Settanta del secolo scorso, la sequenza bellezza-turismo-sviluppo sembrò il circolo virtuoso nel quale inscrivere la tutela del nostro patrimonio architettonico-urbanistico. Il bene culturale come bene economico. La bellezza delle città storiche è attrattore di turismo, si disse con buone ragioni, e questo è motore di sviluppo economico, si concluse con tesi alquanto sbrigativa. Durò poco quella stagione di ottimismo, tra giacimenti culturali (imprinting in ambiente socialista-craxiano) mai valorizzati e capitali privati promessi e mai resi disponibili.
L’esperienza ha dimostrato che non c’è equivalenza tra bene culturale e bene economico. La tutela e la conservazione costano molto più di quanto renda il bene culturale stesso. Ha dimostrato altresì che un centro storico può anche rischiare il collasso.

Nuovo governo e grandi opere infrastrutturali in Campania

Scritto da Agostino Nuzzolo Il . Inserito in Succede a Napoli

Le grandi opere infrastrutturali della Campania da inserire assolutamente nella Agenda del nuovo Governo comprendono il completamento della linea 1 della Metropolitana di Napoli, la linea ad Alta Capacità Napoli – Bari, l’Autostrada Benevento- Caianello e la Strada a Scorrimento Veloce Lioni- Grottaminarda.
Per quanto concerne la Metropolitana di Napoli, va innanzitutto considerato che oramai le scelte relative alle ferrovie urbane sono strategiche anche da un punto di vista delle casse comunali, in quanto la produzione del servizio di trasporto su metro costa alle amministrazioni circa la metà rispetto a quello su gomma, e dunque consente di avere grandi economie di bilancio, se l’apertura di nuove stazioni consente di risparmiare servizi di autobus. Pertanto le poche risorse finanziarie disponibili per la metro vanno concentrate su opere che consentono di raggiungere questo obiettivo, anche a scapito di un rallentamento su altre linee, come la linea 6.