fbpx

Linea di Confine

Temi delicati, eticamente sensibili, trattati con attenzione.

Una linea di confine difficile da tracciare, ma doverosa da chiarire: eutanasia, testamento biologico e dintorni.

After-birth abortion: why should the baby live?

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Linea di Confine

All’inizio del 2012 la rivista di bioetica on line inglese “The Journal of medical ethics” ha pubblicato il contributo di due studiosi italiani, Francesca Minerva e Alberto Giubilini, dal titolo: “After-birth abortation: why should the baby live?” (Aborto post-natale: perché il bambino dovrebbe vivere?)
L’era di internet fa brutti scherzi, l’articolo non resta nel chiuso degli ambienti degli specialisti, ma gira nella rete. Il primo marzo 2012 ne parla Rita Guma nel suo blog su “Il Fatto quotidiano”. Le reazioni sono subito forti e nette: “Permettetemi di commentare intanto che è davvero sconvolgente che questi cervelli italiani all’estero abbiano prodotto simili elevate conclusioni. Francamente mi fa piacere non siano rimasti in Italia, cosicché il nostro Paese abbia potuto privarsi dell’onore di aver dato origine a tale scioccante teoria”.

Kabobo e la violenza mediatica

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Linea di Confine

Qualcuno in rete se la prende col pazzo lasciato a piede libero, altri inneggiano a sparatorie preventive, che ovviamente aumenterebbero feriti e morti come negli Stati Uniti. La stampa e la televisione lucrano sul caso Kabobo a danno dei sofferenti psichici, quelli veri, e delle loro famiglie.
I miei pazienti forse pensano che se per pazzo a piede libero ci si riferisce a Grillo o a Silvio, si abbia decisamente ragione, ma se ci si riferisce a loro si ha torto e per questo non voteranno nè Grillo nè Silvio: sono pazzi, non scemi.
Per quanto attiene al caso di cronaca, se il colore della pelle è noto e non costituisce scandalo se non tra i razzisti, così come il fatto che fosse un violento già noto ma non fermato dalla polizia per questo, la sua eventuale pazzia è in realtà ancora tutta da dimostrare e sembra sia più un escamotage per evitare prigione ed espulsione, oltre che per far vendere giornali e spot sulla televisione.

Il Fardello

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Linea di Confine

“So, bene, che mia figlia sarebbe stata una dei candidati alla morte in quel periodo” Così inizia l’intervista a Gotz Aly, pubblicata il 25 aprile su Der Spiegel. Classe 1947, Aly ha studiato alla Otto-Surh-Institut di Berlino, culla dei politologi marxisti, ha partecipato attivamente al Sessantotto, oggi insegna al Fritz Bauer Institut presso l'Università di Francoforte, ed è giornalista tra i piú noti in Germania.
Aly ha pubblicato numerosi studi sul nazionalsocialismo e sullo sterminio ebraico, ricordiamo : Lo stato sociale di Hitler e Perché i tedeschi? Perché gli ebrei?
Quando gli capita, come dice lui stesso, si diverte a chiedere ai suo colleghi anziani: “Cosa faceva esattamente tuo padre durante la seconda guerra mondiale?”. Convinto come è, che sentirsi coinvolto emotivamente nella ricerca storica sul Nazismo sia di aiuto a capire quell’epoca.
Si spiega così l’indicazione all’inizio dell’intervista. La figlia di Aly, Karline, fu colpita alla nascita da una infezione da streptococco, all’epoca non curabile facilmente, che oggi la costringe su una sedia a rotelle, non le permette di parlare, di controllare i movimenti, e la fa soffrire talvolta di crisi epilettiche.
L’intervista segue l’uscita del nuovo libro scritto da Aly “Die belasteten”, che sarà tradotto in Italia con il titolo “Il Fardello”, ma che più correttamente non dovrebbe far riferimento tanto al fardello ma a coloro che lo devono portare, dovrebbe se non fosse decisamente brutta come parola intitolarsi “gli oberati”.