Elio Buono: Dall’importanza di candidature territoriali all’uso efficiente dei fondi europei per riqualificare l’area flegrea

Elio Buono ha 50 anni e una lunga attività politica alle spalle. La sua prima esperienza amministrativa risale al 1997 quando viene eletto al consiglio comunale di Pozzuoli tra le file dei democratici di sinistra.
Dopo aver ricoperto diversi ruoli istituzionali tra cui quelli di assessore e vicesindaco, attualmente è capogruppo del PD di Pozzuoli e membro dell’assemblea regionale del partito. Nel 2015, con l’appoggio del sindaco Figliolia, cerca di entrare nel Consiglio Regionale della Campania, non ce la fa per una manciata di voti ma la sua candidatura è stata importante , ha lanciato un messaggio a cui il PD tutto dovrebbe prestare attenzione: la necessità che la politica riparta dai cittadini anche attraverso candidature che siano espressione dei territori , che non siano calate dall’alto.
1. Alle elezioni regionali del 2015 la sua è stata una candidatura ‘territoriale’. Quanto è importante che la politica riparta dal basso?
Il legame della politica con i territori è fondamentale. Solo chi opera quotidianamente a stretto contatto con i cittadini ha piena contezza delle problematiche che li attanagliano e ha una reale visione delle necessarie soluzioni da adottare.
2. La regione Campania negli ultimi tempi si è sempre classificata agli ultimi posti per quanto riguarda sanità, trasporti, utilizzo dei fondi europei. Come è possibile ribaltare questo trend negativo anche nell’ottica di uno sviluppo maggiore dell’area flegrea?
Gli Enti Locali versano in una situazione di grave difficoltà. I costanti tagli di trasferimenti, le crescenti esigenze, le maggiori competenze delegate impongono un adeguato utilizzo di risorse quali i fondi europei. Per troppi anni, purtroppo, la Regione Campania è stata ultima nella spesa delle risorse comunitarie. La bassa capacità di spesa si è accompagnata ad una scarsa qualità della stessa. Spesso sono stati finanziati interventi a pioggia e non progetti oggetto di una programmazione complessiva, per aree omogenee del territorio, capaci di garantire sviluppo e rilancio dell'economia. Occorre un serio e razionale programma di investimenti nel settore dei trasporti capace di collegare adeguatamente i maggiori attrattori del territorio regionale anche attraverso l'utilizzo delle vie del mare e la valorizzazione dei porti campani. La sanità rappresenta il capitolo di spesa maggiore del bilancio regionale. È necessaria una svolta che determini una razionalizzazione della spesa attraverso un processo che valorizzi la prevenzione, le funzioni dei medici di base e dei distretti in maniera da garantire una rete di servizi ospedalieri più economici ma, soprattutto, più efficienti.
3. Che tipo di rapporto dovrebbe esistere tra regione e comuni affinchè sia funzionale allo sviluppo delle aree metropolitane?
La realizzazione di un positivo rapporto tra Regione ed Enti Locali risulta fondamentale per la crescita del territorio regionale. A tal fine è prioritario che la Regione assuma sempre più un ruolo di programmazione svolgendo compiti legislativi e trasferendo ai Comuni la possibilità di dotarsi di proprie norme regolamentari che, nell'ambito dei principi definiti dalle leggi regionali, siano capaci di offrire soluzioni rispondenti alle esigenze delle varie realtà territoriali.
4. Quali sono, secondo lei, gli obiettivi principali da realizzare per una riqualificazione dell’area flegrea?
In campagna elettorale, da candidato alle regionali, ho parlato di Città Flegrea. I Comuni dell'area presentano caratteristiche unitarie di fondamentale importanza. La valorizzazione della linea di costa, dell'enorme patrimonio paesaggistico, ambientale, storico, archeologico e monumentale rappresenta un obiettivo che contraddistingue tutti i Campi Flegrei. Occorre puntare sul rilancio turistico attraverso un programma di sviluppo condiviso con la Regione che deve partire da un grande progetto di ammodernamento delle rete di trasporto, sia in gomma che in ferro.
5. Che idea si è fatta sul ‘caso Graziano’ e sulla situazione del PD in Campania?
Non ho una dettagliata conoscenza degli atti giudiziari che riguardano l'On. Stefano Graziano. In linea generale sono un garantista che ha piena fiducia nell'operato della magistratura. Tuttavia, da quanto ho appreso, se dovessero essere confermate le accuse emerse in fase di indagini ci troveremmo di fronte a fatti gravi da condannare senza se e senza ma. Il PD campano versa in uno stato di evidente difficoltà. L'affermazione alle ultime regionali è stata frutto, in gran parte, della credibilità del Presidente On. Vincenzo De Luca che ha dimostrato di essere un uomo del fare e che, sono certo, saprà cambiare la Regione. Sono convinto, tuttavia, che occorre riorganizzare il partito ripartendo dal basso, valorizzando il lavoro dei territori, dei circoli, delle positive esperienze di governo locale attraverso un loro maggiore coinvolgimento ed abbandonando logiche autoreferenziali e di appartenenza.
