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Kenya: l'eden dell'umanità

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Linea di Confine

Bambini che sorridono, dissimulando la paura della morte che li decimerà. Bambini che giocano a nascondersi come i leoni, che da adulti violenteranno le compagne. Madri con neonato nel telo colorato sulla schiena, davanti a frutta disposta a piramidi, sul ciglio della strada polverosa o sulla verde riva di un ruscello, secco con due asinelli da presepe. Orazioni verso il cielo equatoriale in Kenya.
Bambini reclusi in orfanotrofi, in tre dormono su ogni livello delle tre file di letti a castello, tre per ogni lato di ogni cameretta senza altro spazio libero, tranne il materasso nudo.
Bambini che lavorano o si prostituiscono per mantenere la madre che morirà di Aids. Donne colorate e senza Dio, in cerca di un uomo o di un figlio per cui lavorare.


Giovani, a disagio per il carnevale forzato per le foto dei ricchi turisti, in abiti tradizionali, tutti di perline e tessuti artificiali
Uomini formali e incravattati, fotografati ad ogni angolo di strada, su volantini fatiscenti, incollati ad alberi e muri selvaggi, saranno eletti o meno e lo sapranno un'ora prima di quanto avvenga in Italia.
Uomini che sterminano leoni ed elefanti nelle riserve sempre più piccole, esose e troppo vicine ai centri troppo abitati.
Passioni rivolte agli spiriti maligni del profondo.
Uomini che abbandonano rifiuti plastici ovunque, che ritroviamo ai lati delle troppo numerose strade nella savana e intorno ai laghi. Gli imballaggi o le infradito caratterizzeranno i nostri strati geologici tra milioni di anni, invece dei crani dell'homo poco sapiens che siamo.
Gli animali selvatici, integrati con l'ecosistema, gli uomini sempre più sottoproletari, sempre meno tribali, ma capaci ancora di disintegrare e vendersi a cinesi o europei che sfruttano le loro risorse, quelle disumane.
Questo è il mio Kenya, confinato nel van dal tetto aperto per i safari, recluso in piccoli campi di concentramento o carceri senza finestre che chiamano alberghi, perchè l'umanità, che nella Rift Valley è nata, è oggi il maggiore pericolo per le mie piccole proprietà e quei biglietti di carta verde che valgono più della mia vita.
Speranze rivolte alle acacie altissime o alle giraffe, ma anche ai leoni ed alle iene.