EAV: l’opportunità perduta

Questa è una settimana nera per il trasporto pubblico napoletano. Le minacce al presidente dell' Eav Umberto de Gregorio, nei cui confronti va manifestata piena solidarietà, sono conseguenza delle tensioni di questi giorni.
La rinuncia dei macchinisti dell’EAV a 230€ di premialità per effettuare servizio straordinario nel pomeriggio di Pasqua in via esclusiva sulla linea della Circumvesuviana Napoli- Sorrento può sembrare irrazionale, ma a nulla è servita la trattativa ad oltranza di martedì 11 per il superamento dell’empasse. Una bozza di accordo con i sindacati confederati era stata siglata, tuttavia l’assemblea dei lavoratori del 5 aprile, a cui hanno preso parte anche i lavoratori appartamenti a sigle di base ed autonome ha posto il veto, facendo prevalere l'interesse corporativo. È opportuno precisare che la premialità sarebbe spettata solo ad alcuni ed inoltre il servizio sarebbe stato limitato alla linea turistica.
Eppure questo, in deroga all’accordo tra EAV e la Regione Campania, avrebbe assicurato ai tanti turisti e ad alcuni fortunati utenti ordinari collegamenti ferroviari tra Napoli, il sito archeologico di Pompei e Sorrento. Ma a tal punto una domanda sorge spontanea, anche la zona flegrea ospita siti di rilievo, dunque perché non garantire anche il servizio verso quest'area?
Da qui lo scontro, attraverso social media e comunicati stampa sino al triste epilogo, le minacce. L’accordo della discordia ha inevitabilmente scatenato una “guerra tra poveri” in un azienda di trasporto pubblico fino ad oggi sull’orlo del fallimento animando l’opinione pubblica e alimentando i conflitti interni.
Questa opportunità ha disgregato: è difficile così a stretto giro trovare una soluzione di fatto che consenta di superare lo stallo e di rinnovare l’immagine dell’EAV attraverso una semplice operazione di marketing aziendale.
Non sarebbe forse opportuno superare i dualismi, dialogare, proprio ora che le condizioni economiche lo consentono e ripensare la dinamica aziendale?
Il cambiamento è frutto della governance, oggi ci sono le condizioni per programmare le politiche verso una strategia orientata alla maggiore efficienza ed affidabilità del trasporto pubblico ed una crescente marginalità. Bisognerebbe iniziare dal qualificare il servizio ordinario. Napoli ne ha bisogno, ma sono necessari il dialogo ed il confronto. L'operato del Presidente va in questa direzione, tuttavia la strada è lunga.
